Ex Eipli, la commissaria di Governo Corbelli replica a Simonetti
“Informazioni parziali e pertanto non esatte e non veritiere sull’operato della mia persona in qualità di Commissario Straordinario di Governo per le opere ex EIPLI”
Vera Corbelli – Segretaria Generale Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appenino Meridionale – Commissaria Straordinaria di Governo per le Opere Ex EIPLI replica alla nota di Pietro Simonetti (Cseres). Di seguito la replica di Corbelli
Gentile dott. Michele Finizio direttore responsabile di Basilicata 24, quotidiano online.
In ordine alla lettera aperta rivolta al presidente del Consiglio Regionale della Regione Basilicata, Marcello Pittella a firma del professor Pietro Simonetti e ospitata dal suo giornale dalle ore 11:07 dell’8 aprile 2026- , si rilevano una serie di informazioni parziali e pertanto non esatte e non veritiere sull’operato della mia persona in qualità di Commissario Straordinario di Governo per le opere ex EIPLI.
La prego pertanto di dare spazio a questa mia lettera di precisazione, che punta a dare ordine alle informazioni, al fine di riportarle in maniera corretta, veritiera e soprattutto non strumentale.
L’articolo 1, comma 154, lettera b) della legge 145/2018 ha individuato quale Commissario Straordinario di Governo il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino, pertanto la funzione è attribuita alla figura istituzionale e non alla persona. Trattandosi, peraltro, di una nomina ope legis, non vi è stata alcuna proroga bensì il mandato commissariale terminerà in accordo con quanto previsto dalla stessa norma.
Gli interventi curati dal Commissario interessano l’insieme delle infrastrutture precedentemente di competenza del disciolto EIPLI (dighe e adduttori). L’individuazione di un Commissario Straordinario si è reso necessario in conseguenza della fase di stallo che ha connotato per un lungo periodo l’operatività e la gestione dell’Ente, con la conseguenza di un rilevante degrado tecnicofunzionale delle opere. Essi spaziano dalla rivalutazione sismica degli impianti di ritenuta (sbarramenti e opere accessorie) agli interventi di riqualificazione strutturale e funzionale degli impianti di ritenuta e dei vettori di adduzione.
Sull’avanzamento delle attività il Commissario aggiorna costantemente le Istituzioni competenti e i Gestori interessati.
Allo stato una parte degli interventi è già completata, anche per opere a servizio del territorio lucano, mentre la restante parte si prevede venga completata al più entro la seconda metà dell’anno. Il primo elemento di rilievo da evidenziare è che gli interventi curati dal Commissario consentiranno una revisione delle attuali limitazioni ai volumi invasabili e di riavviare successivamente le operazioni di invaso potendo raggiungere volumi d’acqua ben superiori. Inoltre, il Commissario, d’intesa con la Regione, ha attivato fondi per ulteriori progettazioni focalizzate su interventi di ulteriore “rafforzamento” del sistema idrico regionale.
Per quanto attiene la fase realizzativa, va sottolineato come il Commissario Straordinario di Governo non può derogare alla legislazione ordinaria, anche e soprattutto per quello che concerne le procedure di appalto.
Nel caso specifico della diga di Camastra, in primo luogo si rende necessario osservare che il progetto NHLD non è stato affidato al Commissario né lo stesso beneficia di finanziamenti per lo sfangamento dell’invaso. Al Commissario sono stati affidati “interventi di riefficientamento” delle opere accessorie e non il recupero della capacità d’invaso. Tuttavia, lo stesso Commissario ha segnalato il recupero del volume d’invaso come prioritario per l’inserimento nelle diverse programmazioni di interventi nel settore idrico.
Come già evidenziato, la progettazione e la realizzazione di tali interventi è stata subordinata dall’Ente vigilante, la Direzione Generale per le Dighe del MIT, alla rivalutazione sismica dell’impianto di ritenuta nel suo insieme (sbarramento e opere accessorie).
Pertanto, correttamente, il Commissario ha proceduto in primo luogo alla rivalutazione sismica delle opere. Tali attività, come facilmente comprensibile anche solo a “guardare” la dimensione delle opere in questione, sono niente affatto banali, bensì necessitano innanzitutto di indagini strutturali e geognostiche di vario tipo imprescindibili per una fase di analisi e modellazione del comportamento sismico delle opere.
La rivalutazione sismica ha, quindi, consentito di individuare correttamente le esigenze di intervento. Alla definizione delle esigenze di intervento ha fatto seguito la redazione del progetto, posto poi a base di gara per l’affidamento del citato appalto integrato.
A norma del Codice dei Contratti, non per una valutazione discrezionale del Commissario, l’appalto integrato prevede in primis la redazione del progetto esecutivo (attività intellettuale difficilmente “visualizzabile” come cantiere …) e successivamente realizzazione dei lavori. Le attività del contratto affidato sono state avviate e si prevede vengano concluse entro ottobre 2026. Il cronoprogramma dell’intervento è stato definito coordinandosi con Acque del Sud, gestore dell’invaso, affinché fosse garantita la regolarità dell’erogazione potabile…ovvero attraverso una attenta programmazione dei lavori che non dovrebbe di norma suscitare stupore…
Inoltre, al completamento degli interventi commissariali va anche sottolineato come potranno riprendere le operazioni finalizzate al pieno collaudo dell’invaso.
Una menzione a parte merita l’incremento della quota d’invaso autorizzata ottenuta al termine del 2024, che ha consentito di incrementare il volume d’invaso di circa 2 Mm3: in assenza delle attività di rivalutazione sismica condotte dal Commissario e di altri interventi specifici attuati da Acque del Sud, questo risultato non sarebbe stato conseguito ed oggi per la crisi idrica dello schema Basento-Camastra si racconterebbe una storia diversa…
Ed è bene sottolineare che non si tratta di una “deroga”, bensì di una autorizzazione in via ordinaria e, quindi, definitiva.
Non si può, d’altro canto, omettere di evidenziare che in generale la mancata realizzazione dei vituperati “interventi civili tradizionali” non avrebbe consentito di procedere con le attività di collaudo e avrebbe reso, di contro, “definitiva” la limitazione al volume d’invaso autorizzato…opzione che definire insostenibile per la collettività lucana sarebbe un eufemismo…
A rivolgere lo sguardo scevro pregiudizi, appare chiaro come il Commissario e i suoi collaboratori abbiano svolto il proprio lavoro in maniera silenziosa, senza cercare ribalte e palcoscenici, adempiendo al loro compito con “disciplina e onore” come d’obbligo per il civil servant.
In Fede
Dott. Vera Corbelli – Segretario Generale Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appenino Meridionale – Commissario Straordinario di Governo per le Opere Ex EIPLI


