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Forestazione, presidio sotto la Regione Basilicata

La mobilitazione diventerà permanente in assenza di risposte immediate

A due mesi dalla richiesta di incontro al presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, con la partecipazione degli assessori Carmine Cicala
e Francesco Cupparo, avanzata dai segretari generali dei sindacati di categoria Flai, Fai e Uila (Pellegrino, Apetino e Nardiello), unitamente ai segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil (Mega, Cavallo e Tortorelli), sulle questioni più urgenti dei comparti forestazione, SAP e ASA, la Regione continua a ignorare le istanze dei lavoratori. Un silenzio che i sindacati definiscono grave e inaccettabile, tanto più a meno di un mese dall’apertura
dei cantieri, in un contesto reso ancora più critico dal protrarsi della chiusura del Bilancio di previsione, con responsabilità diretta in capo al Governatore.

Non siamo più di fronte a ritardi-dicono i sindacati- ma a una precisa responsabilità politica. La Regione Basilicata continua a ignorare un intero comparto strategico, lasciando lavoratrici e lavoratori nell’incertezza più totale. Secondo i sindacati, non siamo più di fronte a ritardi ma continua a registrarsi una grave disattenzione verso l’intero settore che rappresenta l’unica forza operativa per la tutela del territorio in particolar modo per la prevenzione dal dissesto idrogeologico tema reso ancora più urgente dai recenti disagi legati alla mancata manutenzione.

Ribadiamo con fermezza che il settore forestale rappresenta un pilastro indispensabile per la salvaguardia del territorio, troppo a lungo trascurato dalle Istituzioni. I temi principali della mobilitazione riguardano il raggiungimento delle 150 giornate lavorative, anche al fine di superare le attuali disparità di trattamento tra le tre platee, la garanzia di pagamenti regolari e la necessità di rilanciare una vera idea di produttività, direttamente connessa alla multifunzionalità del patrimonio boschivo e delle risorse naturali, in coerenza con quanto previsto dalla Legge Regionale n. 42 del 1998. Da ciò scaturisce anche la necessità di avviare un turnover generazionale che ringiovanisca il comparto e rilanci un settore strategico per la regione anche allo scopo di contrastare lo spopolamento delle aree interne della nostra Regione.

Non è più tempo di rinvii: il tempo dell’attesa è finito. Le lavoratrici e i lavoratori non accettano più il teatrino della politica, fatto di annunci vuoti e promesse disattese, né una gestione piegata alle logiche del consenso elettorale invece che alla responsabilità istituzionale.
Per questa ragione i segretari regionali Pellegrino, Apetino e Nardiello proclamano una grande mobilitazione dell’intero settore per il giorno 13 aprile alle 10:00 con un presidio davanti alla Regione Basilicata che diventerà permanente in assenza di risposte immediate.