La Basilicata dei papocchi politici
Dal caso Cicala all’alternativa delle chiacchiere: le responsabilità del Pd
Da mesi qualcuno sta provando ad escludere Carmine Cicala dalla Giunta regionale. E non solo perché non abbia brillato come assessore all’agricoltura, ma probabilmente perché qualcun altro aspira al suo posto. E’ così che funziona da queste parti. Non può sfuggire agli attenti osservatore il fatto che il lavoro di Cicala, fatto bene o male, sia stato ostacolato in tutti i modi dall’interno e dall’esterno. Fino a l’altro ieri quando la Giunta, nell’approvare la proposta di bilancio di previsione, non assegna in toto i fondi richiesti da Cicala per l’agricoltura. E così, senza risorse congrue, l’assessore sarebbe stato ulteriormente “aggredito” dagli agricoltori che da oltre un anno non gli risparmiano critiche durissime corroborate da qualche giornale. Cicala ha preferito giocare d’anticipo, votando contro il bilancio. Ha provato ad evitare che diventasse lui il capro espiatorio di una Giunta fallimentare, la vittima sacrificale di un governo regionale che continua a galleggiare sulla propaganda.
Le opposizioni gridano al fallimento politico della maggiorana di centrodestra e qualcuno chiede che Bardi consegni le chiavi del palazzo di via Verrastro. Scusate la franchezza, ma anche l’atteggiamento delle opposizioni ha il sapore della propaganda. Nel caso, improbabile, Bardi vada a casa, si scoprirebbe immediatamente che non esiste, al momento, un’opposizione in grado di costruire un’alternativa seria al centrodestra. Oggi con Bardi siamo nella padella, domani con un fantomatico centrosinistra ci ritroveremmo nella brace. E questo perché anche nel cosiddetto “campo largo” si continua a giocare “a frega compagni”.
Trame, colpi bassi, accordicchi sottobanco, ambizioni personali continuano a minare la serietà e l’affidabilità di una possibile alternativa che non si configuri come l’altra faccia della padella. Senza guardare troppo indietro, basta notare quello che è accaduto e sta accadendo a partire dall’elezioni amministrative a Potenza e poi a Matera. Il partito democratico, prima di Gianni Lettieri e poi del commissario Daniele Manca, è in frantumi. Una frantumazione che pare si stia riproponendo nella presentazione delle liste in vista delle prossime amministrative di maggio in 15 Comuni lucani. Liste che spaccano il Pd nel quadro di una guerra interna tra gruppi contrapposti.
A Sant’Arcangelo De Filippo e il Pd, con l’appoggio pare del Commissario Manca e di Roberto Speranza, avrebbero intenzione di escludere la candidatura a sindaco di Salvatore Lagrotta esponente vicino a Piero Lacorazza. Quindi De Filippo candidato sindaco anche nella prospettiva che faccia il presidente della Provincia di Potenza al posto di Giordano? E’ chiaro che a Sant’Arcangelo se il Pd si spacca la destra vince. A questo punto la domanda è: cambierebbe qualcosa chiunque vinca?
Nel frattempo conquistano terreno forze inedite e alleanze tra gruppi emergenti che non ci tranquillizzano affatto. Da Donato Macchia a Angelo Chiorazzo, da Vincenzo Telesca a Federica D’Andrea. Forze e alleanze che stanno funzionando da calamita per alcuni esponenti di prima e seconda fila della politica non solo locale. Queste aree emergenti sarebbero attrattive anche per alcuni esponenti dell’imprenditoria lucana. Sembrerebbe che persino Salvatore Margiotta nei giochi interni al Pd abbia qualche simpatia per queste forze emergenti. Lo stesso Carmine Cicala, già abituato ai “salti della quaglia”, non è escluso possa aprire interlocuzioni con Basilicata Casa Comune o con le altre sigle emergenti.
Mentre il Pd fa i suoi giochi dando martellate a tutto il centro sinistra, gli altri guadagnano terreno senza guardare in faccia a destra né a sinistra. E quelli che aspirano al sogno del “campo largo” tra loro quasi non si parlano. Ecco perché non esiste un’alternativa a Bardi basata su vecchi schemi partitici. Ed ecco perché, non ci stancheremo mai di ripeterlo, occorre un’alternativa al Sistema di potere lucano che non può compiersi con chi è legato mani e piedi a quel Sistema.





