Libera contro la soppressione del Tribunale di Lagonegro
13 aprile 2026 | 13:38
“Preoccupante ostacolo alla lotta alla criminalità organizzata”
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del presidio Libera Lagonegrese Mimmo Beneventano e del Coordinamento Libera Basilicata
Il Tribunale di Lagonegro, attualmente dotato di un organico di 19 Giudici e 5 Pubblici Ministeri, rischia la chiusura. Secondo l’Associazione Nazionale Magistrati, rientrerebbe infatti tra gli 87 tribunali italiani, su 139 esistenti, considerati privi dei numeri sufficienti per poter operare.
Il Presidio Libera Lagonegrese e il coordinamento Basilicata esprime la più profonda preoccupazione. La scomparsa di un presidio di legalità così importante non rappresenta solo un problema logistico, ma avrebbe un violento impatto sul nostro territorio, traducendosi innanzitutto in un grave indebolimento dello Stato in un’area già fragile. Inoltre, questa chiusura che seguirebbe la chiusura di un altro presidio importante come il Tribunale di Melfi dell’area del Vulture, costituirebbe un preoccupante ostacolo alla lotta alla criminalità organizzata. La prospettiva è infatti allarmante, considerando che nella nostra macro-area è prevista la soppressione anche dei Tribunali di Matera, Vallo della Lucania, Paola, Lamezia Terme, Crotone e Vibo Valentia. A questo si aggiunge che l’accorpamento non è affatto sinonimo di maggiore efficienza, al contrario, allontana i servizi dal cittadino, aumenta vertiginosamente i costi per accedervi e comporta il rischio concreto di paralizzare le attività dei tribunali accorpanti, allungandone drasticamente i tempi.
In piena sintonia con gli avvocati di Lagonegro, con l’ordine dei Commercialisti di Lagonegro e Sala Consilina e con quanto espresso dal presidente della sottosezione dell’ANM di Lagonegro, Libera non condivide questa proposta che allontana sempre di più la Giustizia dal cittadino. Auspichiamo che tale decisione venga rivalutata al più presto, tenendo conto delle specificità e delle peculiarità geografiche del nostro territorio.
Si auspica, al contrario, un rafforzamento del presidio in termini di organico, per la delicata posizione geografica di un territorio di cerniera tra Campania, Basilicata e Calabria sull’asse dell’A2 del Mediterraneo. La presenza dello Stato non si calcola solo attraverso freddi parametri numerici, ma si misura con l’effettiva vicinanza ai cittadini. La legalità ha un bisogno vitale di presìdi di prossimità.


