Stellantis, Melfi, “in via sperimentale” salta il terzo turno
Da lunedì prossimo in Lastratura e Stampaggio. A comunicarlo l’azienda. Voci dai reparti interessati: “Abbiamo un accumulo di scocche, mentre altri reparti si fermano per mancanza materiali”
“Mancanza di materiale” e stop improvvisi hanno già determinato i primi effetti allo stabilimento di Melfi. “L’azienda comunica che, in via sperimentale, la prossima settimana il turno di notte in Lastratura e Stampaggio sarà sospeso”. Questo il messaggio pervenuto ieri ai lavoratori Stellantis di S. Nicola. Quindi niente terzo turno, ripartito agli inizi dell’anno, nei reparti indicati, da lunedì 13 aprile. Almeno per il momento, si intende.
Per capirne le cause abbiamo chiesto il parere di chi opera proprio nei reparti interessati. “Visto la mancanza di materiale che si sta verificando – precisa la fonte – capita che noi in Lastratura realizziamo scocche in più rispetto a quante ne servono”. Quindi da una parte le scocche ci sono, anche troppe, dall’altra “sia in Verniciatura che al Montaggio spesso si fermano perché manca il materiale”. Il combinato disposto di questi due eventi genera un surplus di scocche, che vanno a deposito. “Noi non ci siamo mai fermati in questa fase – spiega ancora l’operaio – abbiamo fatto sempre le notti, così abbiamo scocche a deposito e non ne servono altre, visto che negli altri reparti sono invece costretti a fermarsi”. Non è chiaro se la sospensione delle notti sia solo momentanea.
“Se entro settembre partiranno a pieno regime Ds7 e Lancia Gamma, è facile che il turno di notte ritornerà anche per noi, speriamo anche prima, perché è quello che viene pagato meglio dall’azienda”. Ma nel frattempo non è ancora chiaro in che modo la “mancanza di componenti” che spesso si determina, andrà a impattare sui ritmi di lavoro anche al Montaggio. Prevedibile una diminuzione della auto realizzate su ogni turno, ora sarebbero 295. E almeno nell’immediato è possibile anche che saranno ridotti i 2 turni che attualmente si fanno. Voci di corridoio, al momento non verificabili.
Nel frattempo la lenta risalita produttiva prosegue, a S. Nicola di Melfi, seppur con le sembianze sempre più di una corsa ad ostacoli. Oltre il 90% in più di produzione nel primo trimestre (dati Fim Cisl) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il 2025, definito da più parti l’Annus horribilis di Stellantis, proprio per la produzione in picchiata e ai minimi storici.
Infine, una considerazione. Pur avendo guadagnato terreno sull’anno precedente, oltre a essere prodotti, i nuovi modelli, dovranno anche essere venduti. È questa la vera sfida che dovrà affrontare la multinazionale, nel 2026. E Melfi è parte centrale di questa complicata scommessa.
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