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Basilicata. Sulla tartufaia più grande d’Europa crescono i dubbi
Foto di repertorio

I nuovi accertamenti spostano la vicenda dal piano puramente burocratico a quello della tutela del patrimonio naturalistico pubblico

Ci sono sviluppi sulla vicenda del decreto n.96 del 21 aprile 2026 con cui il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha riconosciuto una tartufaia controllata nella pineta jonica del Metapontino, che interessa circa 143 ettari di terreni boscati nei territori di Pisticci e Scanzano Jonico. Intanto, stiamo ancora aspettando chiarimenti sulle anomalie riscontrate con il nostro articolo del 22 maggio scorso. I nuovi elementi portano la vicenda da un piano puramente burocratico a quello della tutela del patrimonio naturalistico pubblico.

Dall’analisi tecnica delle 32 particelle catastali riconosciute con il decreto (situate tra Pisticci e Scanzano Jonico), sarebbe emerso che l’intera area di 143,38 ettari ricadrebbe all’interno di perimetri sottoposti a vincoli di massima tutela che il provvedimento regionale sembrerebbe aver ignorato o eluso: Vincolo Naturalistico (Rete Natura 2000): Le particelle interessate si trovano quasi integralmente nella ZSC IT9220055 “Costa Ionica Foce Cavone”. Per legge, ogni intervento previsto dal “Piano colturale” (recinzioni, spalcature, drenaggi e messa a dimora di piante esterne) avrebbe dovuto essere preceduto da una Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca), di cui non si rinviene traccia nel decreto.

Vincolo Paesaggistico e Idrogeologico: Trattandosi di aree boscate e fasce costiere entro i 300 metri, sono protette dalla legge (D.Lgs. 42/2004). Inoltre, le aree in foce sono classificate a pericolosità idraulica dal Pai- Pianno Assetto Idrogeologico.

Inquinamento Genetico: La piantumazione di alberi tartufigeni non certificati come autoctoni potrebbe alterare irreversibilmente la biodiversità del litorale jonico.

Il legale dell’associazione Amscil depositerà una serie di istanze-denuncia indirizzate ai massimi organi di controllo, tra i quali il Comando Unità Forestali, la Soprintendenza, il Reparto Carabinieri Biodiversità di Martina Franca. Continueremo a seguire la vicenda.