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Arrestato il latitante venosino Carmine Marolda

Operazione dei Carabinieri di Potenza coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia del Capoluogo. L’uomo era ricercato per reati in materia di stupefacenti. Era stato anche condannato all’ergastolo per l’omicidio di un carabiniere

A conclusione di una complessa attività di Polizia Giudiziaria coordinata dalla DDA di Potenza, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale del capoluogo lucano hanno localizzato e tratto in arresto un latitante ricercato da gennaio dell’anno scorso. Si tratta di Carmine Marolda, 64enne di Venosa. L’uomo era ricercato da gennaio 2025 in esecuzione di un provvedimento restrittivo in materia di stupefacenti emesso dal gip del tribunale di Bari.

Il 64enne-ritenuto soggetto perisoloso per i suoi trascorsi delinquenziali tra Basilicata e Puglia- era stato anche condannato all’ergastolo per l’omicidio del maresciallo dei carabinieri, Marino Di Resta, avvenuto a Pescara il 16 settembre del 1996. L’omicidio avvenne durante un’operazione dei carabinieri a seguito di una rapina a un rappresentante di gioielli.

L’operazione, condotta nel comune di Foggia, ha visto l’impiego del GIS (Gruppo di Intervento Speciale) e dei Reparti Territoriali dell’Arma a supporto della fase esecutiva. L’intervento, frutto di una meticolosa pianificazione che ha permesso di precludere ogni via di fuga al latitante, ha assicurato il ricercato alla giustizia in totale sicurezza, coronando un’articolata attività d’intelligence sviluppata nel corso degli ultimi mesi dagli uomini dell’Arma.

Il rintraccio del latitante è l’epilogo di una complessa attività investigativa svolta nell’ambito del contrasto alla criminalità organizzata nell’area del Vulture-Melfese.

L’indagine, diretta dalla Dda di Potenza e affidata nella fase esecutiva al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Potenza, è stata avviata sulla scorta dei riscontri emersi in occasione di precedenti operazioni condotte contro i vertici delle piazze di spaccio locali. E stato proprio il monitoraggio dei circuiti relazionali e dei sodali legati a figure criminali già assicurate alla giustizia partendo dall’arresto del latitante Massimo Sileno, avvenuto a Napoli nel maggio 2025 sempre ad opera dei Carabinieri di Potenza a fornire gli elementi utili all’identificazione e successivo rintraccio del Marolda.

Un lavoro scrupoloso e certosino che ha consentito di stringere il cerchio attorno al ricercato, individuando infine il suo covo nel capoluogo dauno.

Le indagini -spiega la Dda di Potenza in una nota-costituiscono l’epilogo di una sofisticata attività di analisi tecnica e di monitoraggio, che ha consentito agli uomini dell’Arma di individuare la donna che lo ospitava all’interno del complesso edilizio sito in Corso del Mezzogiorno a Foggia (noto come “Palazzo ONPI”), garantendogli rifugio: l’esecuzione di un decreto di perquisizione emesso dalla Dda di Potenza a carico della donna indagata ora per favoreggiamento della latitanza — ha consentito ai militari di cinturare il perimetro della palazzina e di sorprendere il latitante all’interno di un appartamento al primo piano, proprio in compagnia della donna che gli garantiva copertura.

Una preventiva analisi dei possibili scenari operativi in relazione ai pregressi delitti commessi dal ricercato, esaminata anche alla luce delle cornici di sicurezza e l’ubicazione del rifugio in un denso contesto urbano, ha suggerito l’opportunità di intervenire presso il covo attraverso l’impiego di personale altamente specializzato: le operazioni, infatti, sono state pianificate ed eseguite nelle ore notturne con l’impiego del personale del Nucleo Investigativo di Potenza, supportato nella fase esecutiva dal G.I.S. di Livorno (Gruppo di Intervento Speciale) e del Comando Provinciale dei Carabinieri di Foggia.

Tale scelta è risultata determinante non solo per assicurare l’arresto del latitante, ma anche per scongiurare ogni possibile pericolo per terze persone e garantire l’incolumità della collettività durante le fasi dell ‘azione. Il risultato odierno premia l’abnegazione delle forze messe in campo dall’Arma dei Carabinieri, il cui sforzo, sotto le direttive e il coordinamento di questo Ufficio Distrettuale, ha restituito al controllo dell’Autorità Giudiziaria un profilo criminale di indubbio rilievo, a conferma del costante impegno sul territorio contro ogni forma di criminalità.