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Il reverendo, il diacono e le società offshore: spariti 3 milioni di euro
Foto d'archivio

Personaggi lucani e veneti nell’intrigo di faccendieri camuffati da benefattori

Tre milioni di euro spariti nel nulla, un progetto mai concluso con denaro promesso e mai versato, un’azienda fallita e 30 famiglie sul lastrico. E allora, che fine hanno fatto i soldi di don Domenico Izzi? Perché Eugenio Anzanello, cattolicissimo presidente della MDM, non segue il suggerimento del cardinale Parolin di denunciare la “truffa” dei 3 milioni di euro destinati al progetto Veneto-Basilicata, mai versati dalla Fondazione Humanitarian Development? Perché lo stesso Anzanello ostacola il lavoro di denuncia della Identity Formation srl finalizzato a ottenere i crediti vantati per il lavoro svolto? Sono le domande con cui abbiamo chiuso l’ultima parte dell’inchiesta pubblicata il 20 aprile scorso. Clicca qui per non perdere il filo.

Le ultime novità rendono ancora più intricata, ma anche più chiara, la vicenda. Le ombre hanno origine da una luce e quella luce forse comincia a fornire risposte.

LE SOCIETÀ OFFSHORE DELE REVERENDO DOMENICO IZZI

Abbiamo già scritto sulla Humanitarian Development ltd, società registrata a Londra, intestata a don Domenico Izzi, su cui sarebbero transitati i 3 milioni di euro di provenienza ignota destinati al “Progetto di Sviluppo di Solidarietà Sociale Veneto-Basilicata”. Quel denaro, promesso dal prete, non è mai arrivato a destinazione. La società, registrata il 29 ottobre 2012, viene sciolta il 10 giugno 2014, cioè dopo 8 mesi dalla firma dell’accordo di collaborazione, febbraio 2013, con cui il prete riconosce il «Progetto di sviluppo solidarietà sociale Veneto-Basilicata». Don Izzi si rende garante di una sovvenzione da 3 milioni di euro a fondo perduto per consentire alla coop Madonna dei Miracoli di realizzare una nuova struttura a Potenza e altri progetti attraverso la controllata con sede a Potenza, Identity Formation srl.  I 3 milioni, appunto, sarebbero pervenuti attraverso la Humanitarian Development LTD.  Come abbiamo scritto e dimostrato questo denaro non è mai arrivato a destinazione.  Il dubbio è che l’azienda lucana sia stata utilizzata come copertura per altre operazioni. Ma andiamo per ordine. Questa società appare come una scatola vuota, nessuna movimentazione transitata dai documenti londinesi. Vale a dire che non risultano variazioni azionarie e tuttavia, come abbiamo visto nelle puntate precedenti, su quella società è transitato il denaro che dalla cooperativa Madonna dei Miracoli è stato versato a don Izzi.

Don Izzi all’epoca era presidente di altre società registrate a Londra. La UK PETRONILA LIMITED con sede in Inghilterra e in Galles. La registrazione a Londra è del 14 novembre 2012 come società per azioni senza specificare la natura dell’attività. Questa società verrà cancellata dal registro e sciolta con provvedimento obbligatorio il 24 giugno 2014. Non abbiamo riscontrato movimentazioni azionarie nel corso dei due anni di esistenza della Società. Ciò non vuol dire che non sia transitato denaro. La sede legale era a 1 NORTHUMBERLAND AVENUE LONDON UNITED KINGDOM WC2N 5BW.

La UK EDUCATION ORG LTD, registrata a Londra il 29 ottobre 2012 e disciolta il 10 giungo 2014. Anche questa una società per azioni che appare una scatola vuota. Nessuna movimentazione. La sede legale era a LONDON’S TRAFALGAR SQUARE NORTHUMBERLAND AVENUE LONDON UNITED KINGDOM WC2N 5BW. Stessa sede della

Poi c’era la TABITA DEVELOPMENT LTD, registrata a Londra il 29 ottobre 2012 e disciolta il 10 giugno 2014. Anche questa una società limitata per azioni di cui non abbiamo traccia di movimentazioni azionarie. La sede legale era a TRAFALGAR SQUARE, LONDRA, 1 NORTHUMBERLAND AVENUE, TRAFALGAR SQUARE, LONDRA, REGNO UNITO, WC2N 5BW. Qui ritroviamo Castelli Avolio che in alcune operazioni si definisce delegato di Tabita.

Tutte queste società, compresa la Humanitarian Development LTD, hanno la sede legale allo stesso indirizzo londinese. Allo stesso indirizzo londinese troviamo una delle società di Teddi Milo, la BUSINESS FINANCE GRP LTD con sede a Trafalgar Square, Londra, 1 Northumberland Avenue, Trafalgar Square, Londra, WC2N 5BW.

Ricordiamo che la BUSINESS FINANCE GRP è la stessa Società su cui Izzi dispone bonifici per 26mila euro. Altri 24mila euro vengono accreditati sempre da Izzi sul conto della BUSINESS FINANCE GROUP SIA, con sede in Lettonia intestata ai coniugi Catino e Milo. Altro denaro viene accreditato dalla cooperativa Madonna dei Miracoli, 250 mila euro, su BUSINESS FINANCE GROUP SIA e sulla ITINERE INVESTMENT LTD con sede in Liechtenstein e anch’essa riconducibile ai coniugi Catino e Milo. Lo Scico della Guardia di Finanza ha definito “sospetti” questi movimenti di denaro.

GLI INTRECCI CON ALTRE SOCIETA’ COINVOLTE NELL’OPERAZIONE SINEDRIO DELLA GUARDIA DI FINANZA

Insomma sembra un panorama di scatole cinesi frequentato da personaggi già noti alla cronaca giudiziaria. Nell’informativa dello Scico relativa all’Operazione Sinedrio, alcuni di loro sono segnalati con ipotesi di reato in ordine a diversi episodi. Intorno a questi personaggi, intrecciate con le loro Società, troviamo la Fondazione svizzera SYNTHESIA, riconducibile all’epoca allo stesso Castelli Avolio, a Domenico Izzi e a Serex Daniel René; il Gruppo Internazionale Nuova Salute S.r.l. il cui rappresentante legale all’epoca era una certa Mohsein Samia Mostafà, ma comunque collegato a Castelli Avolio. La Fondazione Synthesia aveva sede di rappresentanza italiana a Roma, in viale dei Parioli e il numero di telefono della sede era intestato a Francisca La Rocca, sorella del diacono permanente Walter Nicola La Rocca. Molte delle operazioni rilevate dalla Guardia di Finanza riguardano investimenti “fittizi” in opere sociali e di solidarietà.

SYNTHESIA (Informativa dello Scico)

“Le operazioni finanziarie prospettate dal sodalizio criminale, e realizzate per il tramite della Fondazione SYNTHESIA, venivano presentate anche sotto forma di “fittizie donazioni” caritatevoli a favore della menzionata Fondazione. Nello specifico, le citate operazioni d’investimento, si sarebbero dovute concretizzare mediante la disposizione di bonifici internazionali convogliati presso un account bancario dedicato e raggiungibile attraverso il sito web della fondazione, (…) In particolare, nel corso delle investigazioni, è stato accertato come l’avvocato CASTELLI AVOLIO ed il monsignor IZZI, unitamente al citato broker finanziario SEREX, avrebbero, mediante l’apertura di un apposito “account bancario fittizio”, collegato fraudolentemente al sito web della fondazione “SYNTHESIA”, molteplici versamenti di valuta (sia in euro che in dollari e/o franchi svizzeri) Tali operazioni, in realtà, avevano lo scopo di permettere all’ignaro investitore di poter visionare la propria posizione e, pertanto, sincerarsi della presenza dell’avvenuto accredito di valuta sui sedicenti conti correnti della Fondazione SYNTHESIA. V’è da evidenziare come la gestione del sito web della Fondazione era affidata direttamente al SEREX dietro specifiche indicazioni impartite dal CASTELLI AVOLIO.”

BUSINESS FINANCE GROUP SIA e altre (Informativa dello Scico)

Un ruolo attivo nella gestione dei capitali raccolti sarebbe stato, altresì, svolto dalle seguenti società: la BUSINESS FINANCE GROUP SIA, società di diritto lettone; la BUSINESS FINANCE GRP LTD, società di diritto britannico – riconducibili, a vario titolo, ai coniugi MILO Teddi e CATINO Francesca – le quali avrebbero adoperato parte del denaro raccolto da vari investitori per corrispondere agli stessi i sedicenti “interessi” promessi all’atto dell’investimento iniziale. Quanto appena detto trovava realizzazione mediante una sistematica ripartizione di una quota parte di capitali che, di volta in volta, su disposizione di IZZI Domenico, veniva versata da ulteriori ignari investitori contribuendo così ad alimentare il meccanismo fraudolento ideato. (…)  IZZI Domenico si è altresì avvalso, per il perfezionamento degli accordi propedeutici alla effettuazione delle ulteriori operazioni finanziarie d’investimento, anche di altre Fondazioni, di cui risulta fondatore o presidente come la Fondazione TABITA FOUNDATION LTD, la TABITA FOUNDATION e la HUMANITARIAN DEVELOPMENT ed Associazioni a lui riconducibili, come la AINON – ASSOCIAZIONE OPERE NEL MONDO ONLUS. Gli investitori che avrebbero aderito a dette operazioni finanziarie, essenzialmente con finalità speculative ovvero allettati dalla paventata possibilità di accedere a finanziamenti a fondo perduto di consistenza rilevante, sarebbero stati coinvolti a seguito di una conoscenza diretta e/o di un rapporto fiduciario instaurato con i sopra citati soggetti. Le investigazioni sin qui condotte, anche di natura tecnica, difatti, hanno delineato la figura del monsignore Domenico IZZI, mettendo in evidenza la sua particolare capacità di operare in svariati affari, quale centro e “dominus” di una vera e propria lobby affaristica. Infatti, l’IZZI si è reso disponibile, a mettere a disposizione le sue conoscenze, ovvero il suo know how ed i suoi molteplici contatti e riferimenti per favorire la realizzazione di operazioni e/o transazioni di natura illecita anche di portata internazionale.

Una classica “catena di Sant’Antonio”, secondo cui i vertici del sodalizio grazie all’utilizzo anche di una fondazione di diritto svizzero, la “SYNTHESIA”, nonché delle sopra citate società di diritto lettone e britannico, la BUSINESS FINANCE GROUP SIA e LTD, avrebbero proposto introiti da favola dietro cospicui investimenti di denaro. In diversi anni, mediante il sistematico imbonimento di ignari risparmiatori, allettati dalla falsa prospettazione di altissimi rendimenti economici, sono state raccolte somme di denaro ammontanti a circa cinque milioni di euro.

Il metodo di circuizione adoperato dal sodalizio prevedeva anche la stipula di contratti simulatori ed artificiosi, creati al fine di irretire la clientela ed indurla all’investimento, mediante bonifici effettuati anche su conti “di sponda”, interposti tra i conti dell’organizzazione (ubicati in Svizzera, in Lettonia, nel Regno Unito ed in Italia) ed i conti di partenza dei clienti, al precipuo fine di eludere la vigilanza degli istituti di credito dove era allocato il portafoglio dei clienti. Appare opportuno evidenziare, altresì, che l’avvio delle indagini tecniche è coinciso con il decesso del prelato IZZI Domenico, avvenuto nell’ottobre del 2015; in virtù di ciò è stato riscontrato che il sodalizio in argomento ha continuato a reiterare i suoi propositi delittuosi attraverso la realizzazione di ulteriori operazioni finanziarie di matrice fraudolenta, con la mutazione del ruolo dei precedenti sodali. In particolare il CASTELLI AVOLIO è subentrato nel ruolo del prelato nelle vesti di promotore dell’organizzazione, assumendosi, in più occasioni, la responsabilità degli investimenti operati anche 112 mediante il rilascio di garanzie personali.

LE DIFFIDE SENZA ESITO E IL DISIMPEGNO DEL VATICANO

La prima vittima sarebbe stata la Cooperativa Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza se ad un certo punto il suo presidente non avesse coperto, nei fatti, molte delle anomalie riscontrate nel presunto finanziamento del Progetto di Solidarietà Veneto-Basilicata. Il presidente Anzanello avrebbe disconosciuto i lavori già effettuati dalla Identity Formation e attestati nel corso delle indagini e del processo. Eppure, per quei lavori già realizzati chiede soldi e chiama in aiuto anche il Cardinale Parolin. Sempre Anzanello non ha mai denunciato La Rocca e Castelli Avolio nonostante il suggerimento del Segretario di Stato Vaticano.

Nel dicembre 2015, Anzanello invia una diffida a Castelli Avolio, qualificato come delegato della Humanitarian Development,  e a Walter Larocca, qualificato come Author and Owner della stessa società: “Facendo seguito agli accordi scritti ed allegati…considerato che sono trascorsi circa due mesi dalla scomparsa del compianto Padre Izzi, VI DIFFIDO formalmente a versare e entro e non oltre il 24 dicembre 2015 la somma di euro 3,3 milioni per il finanziamento delle opere già realizzate di cui il Progetto di Sviluppo di Solidarietà Sociale Veneto-Basilicata. Non devo ribadire che scrivo a nome di centinaia di famiglie con figli disabili, che scrivo e chiedo finanziamenti per pagare trenta professionisti che da un anno hanno realizzato tutti i progetti e messo in piedi 2 start-up…Ho conosciuto do Izzi, ho creduto in lui perché uomo di Chiesa ed un Prete ed in quanto tale sono sempre stato certo che mi fossi trovato di fronte a una persona attenta hai bisogni dei deboli e non certo ad uno speculatore finanziario. Come abbiamo visto e vedremo, i fatti smentirebbero le certezze di Anzanello. Ma continuiamo a leggere la diffida: La sua malattia ha allungato i tempi di erogazione delle somme ed ho condiviso rispettando il suo dolore fisico anche il grave ritardo (circa tre anni) rispetto alle somme che Humanitarian Development ha promesso per realizzare i progetti ormai solo da rendicontare in quanto già realizzati (…) Ho informato la mia Diocesi, ho informato i vertici della Conferenza Episcopale Italiana e nessuno osa minimamente pensare e credere che un Prete come Don Izzi ed un Diacono permanente come La Rocca possa danneggiare decine e decine di disabili, di giovani, di professionisti, di padri di famiglia (…) Qui l’accordo di cui parla Anzanello nella diffida

Nel frattempo nulla si muove. Così il 16 maggio 2016 Eugenio Anzanello inoltra un’altra diffida indirizzata a Walter La Rocca, questa volta a firma dell’avvocato Niccolò Ghedini.

Nella diffida a firma degli avvocati Ghedini, il famoso legale di Berlusconi, e di Paolo Giacomazzo, leggiamo: “Scriviamo la presente in nome e per conto del Sig. Eugenio Anzanello, nella sua veste di Presidente della Cooperativa Sociale Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza (TV), in riferimento agli accordi sottoscritti con la Humanitarian Development. Come a Voi ben noto, Humanitarian Development si era impegnata, sin dal febbraio 2013 tramite il sig. Domenico Izzi, a procurare alla Cooperativa Sociale Madonna dei Miracoli un finanziamento a fondo perduto di euro 3.000.000,00, subordinato alla previa erogazione da parte della stessa della somma di euro 300.000,00, per la realizzazione del progetto umanitario di sviluppo di solidarietà sociale Veneto-Basilicata. Detto impegno è poi stato ribadito e confermato con scritture del 15 marzo, 4 maggio 2013, 9 settembre 2014 e 27 luglio 2015 (quest’ultima a firma anche del sig. Nicola Walter La Rocca quale nuovo legale rappresentante di Humanitarian Development). Nonostante il tempo trascorso e gli impegni, ribaditi anche dal nuovo rappresentante sig. Nicola Walter La Rocca, ad oggi non solo non è mai stato reso disponibile il finanziamento previsto ma neppure è stato restituito l’importo di euro 300.000,00 di cui sopra puntualmente versato dalla Cooperativa Sociale Madonna dei Miracoli a Humanitarian Development per non meglio precisate spese e costi finanziari necessari all’erogazione del finanziamento. Con la presente Vi invitiamo e diffidiamo a voler provvedere entro e non oltre giorni 10 dal ricevimento alla definitiva erogazione del finanziamento ovvero alla restituzione della somma di euro 300.000,00 maggiorata degli interessi di legge, salvo il risarcimento del maggior danno, con avvertenza che, in difetto, non ci resterà che agire giudizialmente in ogni sede.”

Anche dopo questa lettera nulla accade. Un mese dopo, il 30 giugno 2016, Anzanello scrive al Cardinale Parolin e per conoscenza al Cardinale Beniamino Stella, a Monsignor Giancarlo Bregantini, all’Arcivescovo Giuseppe Ligorio, a monsignor Carmine Orofino, a Walter Nicolas La Rocca.

A questa lettera, come abbiamo visto nella scorsa puntata risponderà il Cardinale Parolin il quale dirà che il Vaticano non può occuparsi della faccenda e suggerisce a Anzanello di denunciare i responsabili. Denuncia che Anzanello non farà mai. Ad ogni modo i veri rapporti tra Anzanello, La Rocca, Izzi e Castelli Avolio sarebbero ancora tutti da chiarire. Anche perché mentre Anzanello diffida i nuovi responsabili della Humanitarian Development affinché procedano all’erogazione delle somme promesse da don Izzi e dallo stesso La Rocca, il 14 luglio 2016 dispone un bonifico di 20mila euro a favore di un conto corrente acceso presso la Banca Popolare di Novara ed intestato al Gruppo Internazionale Nuova Salute Srl, con causale “Progetto Cooperativa Mad Mir per cura disabili”. All’epoca il Gruppo Nuova Salute è riconducibile a Castelli Avolio. Il Gruppo sarebbe stato sciolto il 31 dicembre 2017.

Gruppo Internazionale Nuova Salute Srl (Informativa Scico)

In Roma da aprile a giugno 2016. GRUPPO INTERNAZIONALE NUOVA SALUTE S.r.I., del reato di cui all’art. 648 bis (riciclaggio) in relazione all’ art. 25-octies d. Igs. n.231/2001 perché, in assenza di un modello di organizzazione, gestione e controllo idoneo a prevenire i reati di cui al medesimo testo di legge, traeva vantaggio di rilevante entità nel reato di cui all’art.648 bis commesso dal suo rappresentante legale MOHSEIN Samia Mostafà.

MOHSEIN Samia Mostafà, del reato di cui all’art. 648 bis (riciclaggio), per aver, con la sua condotta, in qualità di legale rappresentante della Gruppo Internazionale Nuova Salute S.r.l., concorso ad ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa del denaro, riconducibile alla commissione del delitto di cui al precedente capo 2.a, omettendo di controllare e vigilare in ordine alle operazioni che venivano poste in essere sui conti correnti aziendali da CASTELLI AVOLIO Giuseppe permettendo a quest’ultimo, amministratore di fatto della società Gruppo Internazionale Nuova Salute S.r.l., l’effettuazione di nr. 2 bonifici, rispettivamente in data 09.05.2016 ed in data 07.06.2016, per un importo complessivo pari a € 40.000,00, a favore di…

IL DIACONO WALTER NICOLAS LA ROCCA

E’ una figura chiave di tutta la vicenda lucana. Diacono permanente nella diocesi Tursi-Lagonegro dal 2003. Nato in Argentina, classe 1963, residente a Terranova di Pollino. Uomo fidato di don Domenico Izzi, sostituisce il reverendo nella gestione della Humanitarian Development e in altre incombenze. Dopo la morte di Izzi è lui a dover rispondere del denaro promesso per il Progetto Veneto-Basilicata, ed è lui a prendere il posto del reverendo in Lumen Christi, movimento ecclesiale fondato da Izzi e attivo soprattutto in Basilicata e Argentina. E’ lui a firmare gli atti dopo la morte del prete avvenuta nell’ottobre 2015, in seguito ad una malattia per cui era stato ricoverato e assistito per un anno nell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata a Roma.

Il diacono è socio amministratore, insieme alla sorella Francisca, della Duglia del Pollino snc, una società costituita nel 1979 con oggetto sociale attività agricola e agriturismo. Attualmente inattiva e finita in una procedura fallimentare su istanza di un creditore. Scorrendo i nomi dei vecchi amministratori della società nel corso degli anni troviamo Griselda Cristina Zuk De La Rocca, classe 65, consigliera di amministrazione sul finire degli anni 90. Seguendo le sue tracce scopriamo che esisteva nel 2000 un’altra Tabita registrata a Panama con un capitale di 10mila dollari. Si tratta della Tabita Foundation: fondatore, membro e presidente, Domenico Izzi, membri Walter Nicolas La Rocca e Griselda Cristina Zuk De La Rocca.

Walter La Rocca seppure coinvolto nell’informativa dello Scico non sarebbe stato ascoltato dai magistrati di Roma e Potenza nei processi in corso, e non è imputato. Nell’informativa delle Fiamme gialle il suo nome è citato 90 volte in diversi episodi relativi a varie operazioni. Sarà lui a dire il 7 gennaio 2016 a Castelli Avolio, riferendosi a Teddi Milo: “…non è lui che deve gestire i soldi di don Domenico, quelli li gestisco io…”

Dunque La Rocca sarebbe l’erede di padre Izzi e Castelli Avolio, per sua stessa affermazione, sarebbe stato incaricato dal reverendo di seguire la vicenda del finanziamento mai avvenuto e del recupero dei 350mila euro versati a titolo di contributo dalla Cooperativa Madonna dei Miracoli.

IZZI- LA ROCCA (informativa Scico)

IZZI Domenico (deceduto in data 28.10.2015), LA ROCCA Nicolas Walter, del reato di cui all’art. 640 c.p. (truffa), poiché in concorso tra loro, quest’ultimo sottoscrivendo l’atto integrativo del 27.07.2015 che gli consentiva di subentrare così nelle responsabilità giuridiche assunte dal primo, con artifici e raggiri, consistiti nella falsa promessa dell’erogazione, attraverso la HUMANITARIAN DEVELOPMENT, di una “sovvenzione a fondo perduto” pari ad euro 3.000.000,00, inducevano in errore ANZANELLO Eugenio che effettuava diversi bonifici a favore della BUSINESS FINANCE SIA e della ITINERE INVESTMENT LTD per un importo complessivamente pari a euro 350.000,00; somma equivalente alla differenza tra l’importo indebitamente ricevuto e quanto effettivamente restituito. Con l’aggravante per aver, nei delitti contro il patrimonio, o che comunque offendono il patrimonio, ovvero nei delitti determinati dai motivi di lucro, cagionato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di rilevante gravità (art. 61 c.p. comma 7). In Roma, Vaduz (Liechtenstein), Londra (Regno Unito) e Riga (Lettonia) dal Febbraio 2013 al Luglio 2016.

CONCLUSIONI PROVVISORIE

A prescindere dal percorso processuale e dai suoi esiti, a noi sembra di trovarci di fronte a una presunta associazione che avrebbe essenzialmente assunto il ruolo di connettore di ingenti somme di denaro per la promozione e l’esecuzione di preordinate e complesse operazioni finanziarie di dubbia natura, realizzate attraverso la schermatura di fondazioni e/o enti benefici, di organismi non lucrativi ad utilita sociale, all’apparenza con scopi e finalità prettamente umanitari. La Identity Formation srl, i dipendenti e le loro famiglie sarebbero vittime di questo sistema che, purtroppo, in qualche modo, coinvolge apparati della Chiesa cattolica.

Perché Eugenio Anzanello, cattolicissimo presidente della Cooperativa Madonna dei Miracoli, non segue il suggerimento del cardinale Parolin di denunciare la “truffa” dei 3 milioni di euro destinati al progetto Veneto-Basilicata, mai versati dalla Fondazione Humanitarian Development? Perché lo stesso Anzanello ostacola il lavoro di denuncia della Identity Formation finalizzato a ottenere i crediti vantati per il lavoro svolto? Perché la curatrice fallimentare della Identity non si è costituita nei processi di Roma e Treviso? Perché il Cardinale Parolin non riesce a venire a capo di tutta la vicenda rinunciando di fatto ad occuparsene? Perché il diacono La Rocca non è stato chiamato a testimoniare nei processi in corso? Perché Anzanello e Castelli Avolio hanno provato a impedire la costituzione di parte civile della Identity Formation srl nel processo di Roma?  In questa vicenda nulla è casuale e le coincidenze parlano.

Forse il diacono Walter La Rocca che in questa vicenda può darsi abbia goduto di qualche copertura, sa molto di più sulla fine dei soldi del reverendo Izzi, “i soldi di don Domenico, quelli li gestisco io…” Forse l’avvocato Castelli Avolio avrebbe molto altro da dire. Insomma, le chiavi delle risposte sarebbero in mano al diacono, all’avvocato, ai prelati. Alla prossima puntata 

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