Logistica area industriale di Melfi, “un disastro economico e sociale”
Il segretario della Fismic Confsal Coviello: licenziamenti e cassa integrazione con le istituzioni che restano a guardare
Un intero settore industriale ridotto al lumicino, centinaia di famiglie senza certezze per il domani e istituzioni che restano a guardare. Quello che un tempo era il fiore all’occhiello dell’indotto Stellantis di Melfi – il comparto della logistica – oggi vive il suo momento più buio. Un vero e proprio disastro sociale ed economico. È quanto denuncia il Segretario della Fismic Confsal del comparto della logistica, Massimo Coviello.
Il segretario Coviello elenca “i numeri del disastro” che hanno portato “licenziamenti e cassa integrazione”: “La radiografia della crisi fotografa una situazione drammatica per i lavoratori un tempo impegnati nello spostamento e nell’approvvigionamento dello stabilimento automobilistico: 300 lavoratori delle aziende It&S, Fdm e Sgl sono attualmente collocati in cassa integrazione a zero ore; 90 lavoratori circa delle società Lgs e Las Automotive sono stati totalmente licenziati e si trovano oggi con la Naspi (indennità di disoccupazione) quasi terminata. BCube e Sit-Rail: le aziende ancora attive lavorano al lumicino. La forza lavoro impiegata è ridotta al 40%: parliamo di altri 60 lavoratori per BCube e circa 50 per Sit-Rail che vedono il proprio futuro appeso a un filo”.
“Uno schiaffo alla dignità di queste famiglie. -aggiunge-Cosa faranno questi lavoratori quando anche gli ammortizzatori sociali saranno terminati?”
Poi il focus su quello che definisce “il fallimento della politica e delle istituzioni”. Lo strumento dell’Area di Crisi Industriale Complessa -evidenzia il segretario della Fismic Confsal-si sta rivelando del tutto inefficace sul fronte della riconversione dell’area industriale di Melfi. Basti pensare all’accordo di programma siglato nell’ormai lontano 2024 presso la sala consiliare del Comune: quel documento prevedeva la partecipazione a bandi regionali per un valore di 20 milioni di euro, risorse di cui, a oggi, non si è visto alcun ritorno concreto. L’unico risultato tangibile è stato l’avvio di un programma di formazione finalizzato all’acquisizione di nuove competenze per il reinserimento lavorativo. Tuttavia, nella stragrande maggioranza dei casi, una volta conclusi i corsi, non si è generata alcuna nuova occupazione.
Assistiamo inoltre a un paradosso imperdonabile: la logistica trova spazio e cresce in tutte le regioni d’Italia, tranne che nella zona industriale di Melfi. Il risultato? Capannoni ormai vuoti, attività ferme e tasse (come la Tari) regolarmente da pagare, senza alcuna prospettiva occupazionale. Non si stanno sfruttando al meglio le risorse strategiche a disposizione, a partire dai fondi previsti dal Pnrr, dal Fse+ (Fondo Sociale Europeo Plus) e dal Feg (Fondo Europeo di Adeguamento alla Globalizzazione).
Se le istituzioni regionali e nazionali non prenderanno provvedimenti immediati, -è la previsione di Coviello-la Basilicata andrà incontro a uno spopolamento sempre più irreversibile, lasciando per strada fette importanti di Pil”.
“Serve un impegno concreto e straordinario. Per tutte le aziende insediate nell’Area di Crisi Complessa che oggi producono appena il 30% rispetto al passato, non bastano più le parole, serve un piano d’emergenza basato su quattro pilastri fondamentali: taglio delle tasse: abbattere la pressione fiscale sul comparto almeno del 10%; sostegno ai salari: ridurre drasticamente il cuneo fiscale per restituire potere d’acquisto a lavoratori già pesantemente penalizzati dagli anni di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS); contrasto al caro-energia: introdurre misure per abbattere i costi dell’energia elettrica, schizzati alle stelle a causa dei conflitti internazionali; riconversione reale: istituire immediatamente una Task-Force di tecnici qualificati che tracci la strada e indichi le linee guida per una reale e stabile riconversione delle attività industriali della zona. Il tempo è scaduto. -conclude Coviello-Le famiglie di questi lavoratori non possono navigare costantemente nella paura di non poter arrivare a fine mese”.Massimo Coviello, segretario Fismic Confsal Basilicata


