Logo
No a deposito scorie nucleari, fronte comune di amministratori lucani e pugliesi
Un momento del Consiglio provinciale aperto (foto di sassilive.it)

Al termine di un Consiglio provinciale aperto a Matera approvata una delibera che ribadisce netta contrarietà e definisce le azioni istituzionali da intraprendere nelle prossime fasi della procedura nazionale

Ferma e totale contrarietà all’ipotesi di localizzare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e il parco tecnologico nel territorio provinciale e nelle aree pugliesi confinanti. E’ quanto ha deliberato il Consiglio Provinciale di Matera, riunito in seduta aperta, oggi 5 maggio, approvando all’unanimità una delibera che consolida la posizione dell’Ente e definisce le azioni istituzionali da intraprendere nelle prossime fasi della procedura nazionale.

Alla riunione hanno partecipato, in presenza, i sindaci di Matera, Policoro, Pisticci, Nova Siri, Grassano, Craco, Salandra e Rotondella, il primo cittadino di Laterza, Franco Frigiola, oltre che i rappresentanti dei comuni di Bernalda, Scanzano Jonico, Miglionico, Montescaglioso, Ferrandina e il consigliere regionale Piero Marrese.  Da remoto, invece, si sono collegati il sindaco di Altamura, Vitantonio Petronella, i vice sindaci di Santeramo in Colle, Doriana Giove, e Ginosa, Domenico Gigante, per la Puglia, Genzano di Lucania, Montalbano Jonico, San Mauro Forte, Irsina, Tricarico e Stigliano. Dal dibattito è emersa la contrarietà di alcuni primi cittadini a qualsivoglia forma di nucleare, ivi compreso quello definito come “pulito”.

Nel corso della seduta, il presidente della Provincia, Francesco Mancini, ha ricordato che la discussione affrontata non è una “questione meramente tecnica o amministrativa, ma una scelta che tocca l’essenza dell’identità territoriale e il modello di sviluppo che le comunità intendono difendere”. Ha sottolineato, inoltre, come la Carta Nazionale delle Aree Idonee, nell’individuare i siti potenzialmente idonei, ne coinvolge ben 15 concentrati nel distretto Puglia–Basilicata: una concentrazione sproporzionata, che non tiene conto della reale natura dei luoghi.

Il presidente della Provincia ha richiamato il “valore ambientale, storico e archeologico straordinario dei territori interessati”, ricordando l’assoluta “incompatibilità di un’infrastruttura di tale impatto con aree come il Parco delle Chiese Rupestri e la Murgia Materana, patrimonio Unesco, o la riserva naturale speciale dei Calanchi di Montalbano Jonico. A questi elementi si aggiunge la fragilità geomorfologica e idrogeologica delle zone potenzialmente coinvolte, segnata da un rischio documentato di frane e alluvioni. Ignorare tali criticità significherebbe forzare una mappa che non rispecchia la complessità dei territori e che rischierebbe di infliggere un danno anche reputazionale a un’area che ha saputo affermarsi a livello internazionale grazie a cultura, turismo, natura e qualità della vita”.
Mancini ha inoltre ricordato che la Basilicata “sostiene già un peso rilevante in termini ambientali e infrastrutturali, dal sito Itrec di Rotondella alla produzione nazionale di petrolio. Aggiungere a questo carico il deposito nazionale significherebbe ignorare la volontà politica e popolare espressa da tempo, oltre che il principio di equità territoriale che dovrebbe guidare ogni scelta strategica del Paese.

Il “no” espresso non è un rifiuto pregiudiziale, ma una posizione politica fondata, motivata e coerente con una visione di sviluppo che punta su turismo sostenibile, agricoltura di eccellenza ed economie che valorizzano paesaggi, produzioni e comunità. Un deposito di rifiuti radioattivi sarebbe incompatibile con questo percorso e rischierebbe di compromettere anni di investimenti pubblici e privati. Le scelte che riguardano il futuro dei territori non possono essere calate dall’alto, ma devono nascere dall’ascolto, dal confronto e dal rispetto delle comunità”.
Con la delibera approvata all’unanimità, la Provincia ha ribadito la propria “totale contrarietà alla all’individuazione del proprio territorio e delle aree pugliesi confinanti quale sede del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e del parco tecnologico e l’identità di territorio denuclearizzato”. Ha conferito “mandato al presidente per attivare ogni iniziativa legale, amministrativa e istituzionale presso Governo nazionale, Mase e Sogin”, ed espresso il “pieno supporto alle Regioni Basilicata e Puglia nel coordinamento delle osservazioni tecniche nell’ambito della Valutazione Ambientale Strategica”.

Presenti anche alcune realtà associative come Salviamo la Costituzione e Scanziamo le Scorie, a conferma che questa battaglia non appartiene a pochi, ma è un impegno collettivo.