Logo
Sicurezza sul lavoro: una proposta concreta rimasta inascoltata
Foto di repertorio

Ottimizzare il tempo dedicato alle verifiche documentali per consentire maggiori e più frequenti controlli sostanziali sul campo: un progetto innovativo ignorato

Gentile Direttore,

Le scrivo non per promuovere un prodotto o un servizio, ma per condividere una riflessione che, come imprenditore e cittadino, ritengo meriti attenzione.

Ogni volta che apprendiamo dell’ennesimo infortunio grave o mortale sul lavoro, assistiamo giustamente a dichiarazioni istituzionali, tavoli tecnici, richieste di maggiori controlli e promesse di interventi straordinari. Tuttavia, raramente si affronta un aspetto fondamentale: come aumentare concretamente il numero delle verifiche effettuate dalle autorità competenti senza gravare ulteriormente sulle casse dello Stato.

Da anni la nostra società ha sviluppato e perfezionato un sistema gestionale denominato HACCPOK, progettato per digitalizzare e rendere immediatamente consultabile tutta la documentazione relativa alla sicurezza aziendale.

L’idea è semplice: consentire agli organi di vigilanza di verificare preventivamente e da remoto gran parte della documentazione obbligatoria, riducendo drasticamente il tempo impiegato durante le ispezioni presso le aziende.

Nella nostra esperienza quotidiana, una quota rilevante del tempo dedicato alle attività ispettive viene assorbita dall’analisi documentale. Se tale attività fosse svolta preventivamente attraverso strumenti digitali già esistenti, gli ispettori potrebbero dedicare molto più tempo alle verifiche sostanziali sul campo e, soprattutto, effettuare un numero significativamente superiore di controlli.

In termini pratici, ciò potrebbe tradursi in un incremento delle attività ispettive superiore al doppio rispetto a quelle attualmente realizzate, senza assumere nuovo personale, senza acquistare nuove strutture e senza sostenere costi aggiuntivi per la collettività.

Nonostante abbia più volte cercato di rappresentare questa opportunità a Ministeri, enti pubblici, organismi di vigilanza e rappresentanti istituzionali, non ho mai ricevuto un reale interesse ad approfondire la proposta.

Eppure non si tratta di una richiesta di finanziamento pubblico né di un progetto sperimentale da milioni di euro. Si tratta semplicemente di mettere a disposizione una tecnologia già esistente, già utilizzata da numerose aziende e potenzialmente in grado di contribuire concretamente alla prevenzione degli infortuni.

Da imprenditore lucano provo amarezza nel constatare come spesso si invochino soluzioni innovative senza poi dedicare il tempo necessario ad ascoltare chi, nel proprio piccolo, cerca di proporle.

Non ho la presunzione di affermare che il nostro sistema rappresenti la soluzione definitiva al problema degli infortuni sul lavoro. Sono però convinto che ogni strumento capace di aumentare i controlli, migliorare la prevenzione e ridurre i rischi meriti almeno di essere valutato.

Per questo motivo Le scrivo, nella speranza che Basilicata24 possa contribuire ad aprire una riflessione pubblica sul tema e dare voce a una proposta che potrebbe generare benefici concreti per lavoratori, imprese e istituzioni.

La sicurezza sul lavoro non dovrebbe essere terreno di appartenenze politiche o burocratiche. Dovrebbe essere una priorità nazionale da perseguire con pragmatismo, ascoltando tutte le idee che possano contribuire a salvare anche una sola vita. La ringrazio per l’attenzione e resto a disposizione per ogni eventuale approfondimento. Franco De Salvo, Amministratore Unico Chemichal S.p.A.

Qui la Scheda sintesi del progetto