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Stellantis, Fiom Cgil: grande preoccupazione per la tenuta dell’indotto

In assemblea con i lavoratori e lavoratrici si è discusso delle “fase estremamente delicata per il futuro del sito produttivo lucano e dell’intero comparto automotive italiano”

Si è svolta l’assemblea Fiom Cgil Basilicata delle lavoratrici e dei lavoratori nello stabilimento Stellantis di Melfi. Un momento importante di confronto con le operaie e gli operai in una fase estremamente delicata per il futuro del sito produttivo lucano e dell’intero comparto automotive italiano.
A livello nazionale la Fiom Cgil continua ad esprimere forte preoccupazione per la situazione di Stellantis in Italia, denunciando un progressivo svuotamento degli stabilimenti del nostro Paese, con oltre 9.600 dipendenti in meno negli ultimi quattro anni e un utilizzo sempre più massiccio degli ammortizzatori sociali. Una situazione che impone risposte immediate attraverso investimenti concreti, garanzie occupazionali e un vero piano industriale nazionale capace di rilanciare il settore automotive e tutelare l’intera filiera produttiva.

La Fiom denuncia inoltre oltre 1.000 uscite volontarie incentivate annunciate dall’inizio del 2026, di cui ben 425 riguardano lo stabilimento di Melfi. Una scelta che – denuncia la Fiom Cgil Basilicata – rischia di indebolire ulteriormente il presidio industriale del territorio mentre si continua a privilegiare investimenti all’estero a discapito dell’Italia. Nonostante l’annuncio di nuovi modelli produttivi, come la Jeep Compass a Melfi e la 500 ibrida a Mirafiori, i volumi produttivi previsti restano insufficienti a garantire piena occupazione e stabilità lavorativa”.

Grande preoccupazione è stata espressa dalla Fiom Cgil Basilicata anche per la tenuta dell’indotto, che continua a vivere una situazione di forte incertezza. Il sindacato ribadisce la necessità di un piano industriale che coinvolga l’intera filiera, evitando licenziamenti e desertificazione industriale. In questo senso, importante è stata l’azione sindacale che ha portato al ritiro delle procedure di licenziamento in aziende dell’indotto come Trasnova e Logitech.
Durante l’assemblea è stata inoltre ribadita la forte criticità relativa alle condizioni di lavoro all’interno dello stabilimento di Melfi. Una situazione già oggi particolarmente gravosa, come emerso chiaramente dagli interventi delle lavoratrici e dei lavoratori. La Fiom CgilL Basilicata, le delegate e i delegati hanno sottolineato ancora una volta che, in una fase sperimentale e di assestamento produttivo, sia necessario mantenere una presenza più ampia della forza lavoro, soprattutto considerando l’elevata qualità delle vetture prodotte a Melfi. Tenere ancora circa il 35% della forza lavoro a casa rappresenta una scelta sbagliata: quei lavoratori devono essere invece coinvolti in percorsi di formazione, miglioramento della qualità e consolidamento produttivo.
Ulteriori criticità sono state evidenziate rispetto ai cicli di pulizia ritenuti insufficienti, alle condizioni precarie di sicurezza presenti nelle varie UTE e alle problematiche legate alla distribuzione del vestiario e dei dispositivi di protezione individuali.
La Fiom Cgil Basilicata, insieme alle delegate e ai delegati, ha infine invitato tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori a non accettare una visione individualistica della condizione di fabbrica e a rafforzare unità, partecipazione e solidarietà collettiva, perché solo attraverso l’organizzazione e la mobilitazione sarà possibile conquistare maggiore dignità e migliori condizioni di lavoro per tutti.