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Stellantis, i piani si annunciano a Detroit, ma i lavoratori attendono risposte a Melfi
Presidio Pmc (foto di repertorio)

Araneo e Verri, M5S: “Siamo e restiamo accanto a chi sta pagando il prezzo di una transizione industriale non governata. Le promesse di ieri non bastano a chi presidia i cancelli da oltre duecento giorni”

Siamo state ai cancelli della PMC e della Tiberina. Abbiamo ascoltato le lavoratrici e i lavoratori di Trasnova, Logitech e Teknoservice quando settantasei di loro venivano lasciati a casa e dall’unico tavolo al MIMIT usciva soltanto il silenzio. Abbiamo detto allora, e lo ripetiamo oggi, che dietro le cifre ci sono persone, famiglie, vite legate a una fabbrica e a un territorio che ha dato decenni di lavoro all’industria italiana senza ricevere in cambio la certezza del futuro.

Il piano FaSTLAne 2030 presentato ieri da Antonio Filosa ad Auburn Hills porta elementi che registriamo: la conferma di Melfi come hub produttivo e l’annuncio di un quinto modello Alfa Romeo sono notizie che il territorio aspettava. Ma un piano presentato a una platea di investitori americani non chiude nessuna delle vertenze che abbiamo seguito in questi anni. Brose ha avviato percorsi di riqualificazione ma non ha ancora un futuro produttivo definito. Tiberina Melfi lavora con carichi che coprono meno di un terzo della sua forza lavoro. Trasnova, Logitech e Teknoservice hanno già consumato ogni margine di attesa.

Per la PMC il percorso è ancora più tormentato. I lavoratori presidiano i cancelli da oltre duecento giorni. Al tavolo del primo aprile al MIMIT è stato presentato un potenziale investitore — Costruzioni Srl — con un piano che prevede la riconversione del sito verso un impianto di bitume e una piattaforma di recupero rifiuti, con disponibilità di principio ad assorbire in ventiquattro mesi il personale di PMC e Brose. È un segnale, ma non è ancora una risposta definitiva: il piano di riconversione non è stato visionato né dai lavoratori né dai sindacati e il prossimo incontro decisivo è fissato all’8 giugno. Chi è in presidio da sette mesi ha tutto il diritto di chiedere certezze, non principi di disponibilità.

La distanza tra un annuncio industriale e un posto di lavoro garantito è esattamente quella distanza che la Regione Basilicata deve provare a  colmare. Il presidente Bardi e l’assessore Cupparo non possono continuare a presentarsi con dichiarazioni di apprezzamento ogni volta che Stellantis annuncia qualcosa, e poi sparire quando si tratta di accompagnare l’indotto attraverso la transizione. Quello che chiediamo non è cambiato: un impegno reale e determinato della Regione nei tavoli MIMIT e garanzie precise su come le risorse del Fondo Automotive raggiungeranno chi ne ha più bisogno, prima che i nuovi modelli entrino in produzione.

Continuiamo a stare dalla parte di chi lavora, non dalla parte di chi annuncia. Lo abbiamo fatto ai cancelli, lo facciamo in Consiglio regionale, lo faremo finché queste lavoratrici e questi lavoratori non avranno risposte vere. Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)