Logo
Stellantis, Melfi: da oggi ancora meno persone sulla linea

Lo prevede il nuovo mix produttivo. “Ne aggiungono 5 e ne tolgono 7, ci prendono in giro”, avverte un operaio

“Non vi preoccupate, non vi preoccupate, che sistemeremo le cose”, dicevano solo la scorsa settimana i rappresentanti sindacali agli operai che chiedevano più personale in linea per evitare corse infernali, ogni giorno. Infatti da oggi parte una nuova organizzazione sulla linea, annunciata dall’azienda. Ma sullo schema che abbiamo visionato, per un paradosso aritmetico, ad ogni aggiunta di personale al lavoro, segue un segno meno, anzi due persone in meno. Sempre aritmetica alla mano, contando i + e i -, tra i vari reparti, si trovano 2 unità in meno.

“Non so se ci vogliono prendere in giro – ironizza un lavoratore – ma + 5 – 7 fa sempre -2, quindi invece di inserire forza lavoro l’hanno tolta”. In soldoni, quindi, aggiunge la fonte, “vuol dire che dove prima c’erano due persone a fare le operazioni sulla catena, da oggi ne troveremo solo una. Giocano sempre a sottrarre, mai ad aiutarci davvero”. Dal canto loro, però, i rappresentanti dei lavoratori, e nello specifico la Commissione Organizzazione e Sistemi di Produzione (Fim, Uilm e Fismic) fa sapere che è tutto sotto controllo.  Nello spiegare “i cambi organizzativi” derivanti dal “cambio produttivo, meno modelli Mhev e più Phev” l’apposita Commissione sindacale ha tenuto però a precisare che continuerà a monitorare.

“Come organizzazione sindacale – viene annunciato in un messaggio agli operai – abbiamo ribadito l’importanza di rendere ufficiali le saturazioni e le attività di ogni singola postazione per garantire condizioni di lavoro sostenibili”. E ancora: “A partire da martedì (oggi, n.d.r.) effettueremo verifiche sul campo a cui potrebbero seguire nuovi incontri con l’azienda”. Cumuli di parole per non dire in modo diretto che da oggi ancora meno operai saranno al lavoro. Chi opererà dovrà fare il suo e quello di chi manca, per decisione aziendale. Meno operai al lavoro, più persone in Cassa integrazione. Paga lo Stato.

Un pezzettino alla volta, oltre all’Indotto, viene giù anche la fabbrica madre (Stellantis). Sempre meno, sempre meno. Così si sventra un sito produttivo. “Verificheremo”, dicono i membri della Commissione sindacale, mentre la ‘nave’, lentamente, perde l’equipaggio. In 5 anni, – 3000 operai all’appello, fuggiti con le fuoriuscite incentivate dall’azienda. E l’esodo continua anche nel 2026: -425 su base “volontaria” entro il 31 dicembre. Il sito si sta dimezzando. Occhi puntati, nel frattempo, sul nuovo Piano industriale di Stellantis, che sarà svelato in occasione dell’Investor day, previsto vicino Detroit (Michigan, Usa), il prossimo 21 maggio. Difficile che parlerà “italiano”, il “nuovo Piano” Stellantis.