Stellantis, Melfi: “Dove siete quando vi chiamiamo sulla linea?”
Il messaggio urlato ai sindacati da un operaio nell’assemblea di mercoledì. Emerge disaffezione verso le sigle di categoria. Ecco perchè
Non c’erano tantissimi operai nelle assemblee convocate dai sindacati di categoria mercoledì scorso a San Nicola di Melfi. Dalle 12 alle 13:30 per il primo turno, dalle 14 alle 15 :30, per il secondo. “Preferiscono andare a mangiare”, era la battuta che circolava in sala a ora di pranzo.
Eppure tra gli operai Stellantis presenti qualcosa si è mossa. Chi era presente racconta di un lavoratore che avrebbe atteso il suo turno per poi tirare fuori una rabbia evidentemente accumulata da tempo. “Dove siete quando vi chiamiamo?”, avrebbe urlato all’indirizzo di rappresentanti e segretari. “Dove siete quando la linea corre veloce, noi le corriamo dietro come matti, e non si si riesce proprio a lavorare?”. L’attacco sarebbe durato qualche minuto. E a incentivare quelle parole gli applausi dei colleghi. Avrebbe anche detto: “Ora le cose vanno ‘così così’ perchè si lavora solo 3 giorni a settimana, ma con questi ritmi pazzeschi se si dovesse operare davvero 5 giorni a settimana, vedrete che in molti sfutteranno ogni legge possibile per mettersi in malattia e per evitare ritmi di lavoro che non consentono neanche di fermarsi un attimo o sbagliare un’operazione”. Questo, in sintesi, il senso dell’intervento, stando a quanto ci è stato raccontato. Davanti a parole così nette le sigle avrebbero tergiversato. Si sarebbero prima guardate attorno incassando il colpo. Poi una delle risposte sindacali, sarebbe stata che i tempi sulla linea sono misurati non in loco, ma “in Turchia”. Una risposta che lascerebbe ancora più basiti, proprio quanto una palla tirata in tribuna.
Disaffezione ai sindacati? Ecco perché… Ci sarà un motivo, giusto o sbagliato che sia, se la stragrande maggioranza degli operai, a Melfi, vive e vede la classe sindacale con una certa freddezza. Ed è lo stesso motivo per cui non si partecipa in massa nè alle assemblee nè alle (poche) mobilitazioni organizzate negli ultimi anni. Il motivo sta tutto nella gestione delle vertenze, dall’arrivo di Stellantis. Quando in molti segnalavano, anche su questo giornale, che stavano “smontando” una linea a San Nicola di Melfi(era la primavera del 2021), i rappresentanti dei lavoratori facevano spallucce. “Non vi preoccupate, si lavorerà lo stesso”, dicevano. E quando Stellantis (giugno 2021) lanciò i primi incentivi all’esodo, loro firmarono. E non fa niente se i primi ad essere mandati a casa furono i giovani del job act. Mica puntava sui giovani lucani, Stellantis! Ma poi è giunto il momento dei più attempati. Lentamente. Finchè ora, dopo 5 anni, sono quasi 3mila gli operai che si sono già licenziati su 7200 totali. Il numero sarà ancora maggiore a fine anno, con le nuove 425 fuoriuscite incentivate. Una fabbrica sventrata. E un modello di lavoro, quello francese, che sta piegando le reni ai pochi sopravvissuti (sulla linea).




