Braccianti bruciati vivi, Flai Cgil Basilicata: Ora verità e giustizia
I quattro lavoratori uccisi ad Amendolara raccoglievano fragole in un’azienda di Scanzano Jonico. Indaga la Procura di Castrovillari
Sui quattro braccianti agricoli, tre afghani e un pakistano, uccisi ad Amendolara interviene la Flai Cgil Basilicata. I quattro raccoglievano fragole in un’azienda agricola di Scanzano Jonico dallo scorso 20 aprile. Ogni mattina raggiungevano il luogo di lavoro accompagnati dai due caporali pakistani indagati per la loro morte. Stando a quanto ha riferito l’unico superstite della strage, un altro bracciante afghano, i lavoratori si erano ribellati perché non venivano pagati da un mese e per questo sarebbero stati bruciati vivi all’interno di un mini van.
La Flai Cgil in una nota esprime “sgomento per gli sviluppi delle indagini sulla terribile strage di Amendolara. Pur nel pieno rispetto del lavoro degli investigatori e del principio di presunzione d’innocenza, riteniamo che quanto accaduto rappresenti una ferita profonda per il mondo del lavoro agricolo e per l’intero Paese. Le prime ipotesi investigative richiamano ancora una volta il contesto dello sfruttamento della manodopera e delle dinamiche criminali che possono svilupparsi attorno al caporalato e alla gestione illegale del lavoro nei campi. Da anni denunciamo come il lavoro agricolo sfruttato, la marginalità sociale e l’assenza di adeguate tutele possano trasformarsi in terreno fertile per violenze, ricatti e sopraffazioni. Nessun lavoratore dovrebbe mai perdere la vita per guadagnarsi da vivere”.
La Flai Cgil chiede -prosegue la nota-che venga fatta piena luce su questa vicenda, che siano individuati tutti i responsabili e che le istituzioni rafforzino ulteriormente il contrasto al caporalato, allo sfruttamento lavorativo e a ogni forma di criminalità che colpisce i lavoratori migranti e italiani. Esprimiamo la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime, alle comunità pakistane presenti nei territori agricoli del Mezzogiorno e a tutti i lavoratori che ogni giorno operano onestamente nei campi. La dignità del lavoro non può essere bruciata insieme alle vite di quattro braccianti. Verità, giustizia e diritti devono prevalere sulla paura e sulla violenza”.



