Logo
Colpo di scena: sul contadino ‘inquinatore’ il Tar dà torto alla Provincia di Potenza
Leonardo, il contadino "accusato" di aver inquinato con il suo trattore (frame estrapolato da video Report)

Accolto il ricorso di Leonardo Lapenta di Corleto Perticara, l’uomo era stato ritenuto responsabile di una contaminazione giunta a 18 metri di profondità di un terreno poco distante da un pozzo petrolifero

La storia del contadino che avrebbe inquinato con l’olio fuoriuscito dal suo trattore il terreno nell’area del centro olio Total di Corleto Perticara si arricchisce di un nuovo capitolo. L’uomo, 72 anni, era stato ritenuto unico responsabile, con il suo mezzo agricolo, della contaminazione giunta a 18 metri di profondità, in un’area circondata da attività petrolifere, sulla base del principio del “più probabile che non”. Il contadino però non si è perso d’animo e ha fatto ricorso al Tar che oggi gli ha dato ragione smentendo così le tesi dei tecnici della Provincia di Potenza.

Il signor Leonardo aveva presentato ricorso al Tar contro la Provincia di Potenza, Regione Basilicata e Comune di Corleto Perticara, e nei confronti di Total Energies, per l’annullamento dell’Ordinanza del 19.6.2024, nella parte in cui il Dirigente dell’Ufficio Ambiente della Provincia di Potenza,  aveva diffidato il signor Leonardo Lapenta a presentare, entro 60 giorni, un Piano di indagine ambientale, relativo al terreno, di sua proprietà, sito nel Comune di Corleto Perticara, nella qualità di soggetto responsabile dell’inquinamento per il superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) di Idrocarburi pesanti C>12 nella matrice del suolo e del sottosuolo.

Nell’ambito del Progetto di Monitoraggio Ambientale della concessione di coltivazione di idrocarburi “Gorgoglione”, prescritto dalla Del. G.R. n. 1888 del 19.12.2011, con la quale è stata rilasciata la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), stabilendo l’installazione di appositi piezometri, la TotalEnergies EP Italia S.p.A. in data 17.5.2021 ha comunicato alla Provincia di Potenza che 5 piezometri avevano rilevato eccedenze di Cloruro di Vinile, mentre il piezometro, sito nel terreno del signor Leonardo, nel Comune di Corleto Perticara, aveva rilevato il superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) di Idrocarburi pesanti C>12 nella matrice del suolo e del sottosuolo.

Dalle ispezioni effettuate dalla Polizia provinciale nel terreno del contadino l’Amministrazione provinciale aveva ritenuto, sulla base di valutazioni di carattere probabilistico facendo uso di un metodo statistico (teorema di Bayes), che “le concentrazioni da idrocarburi pesanti possono aver con maggiore probabilità origine da attività agricole locali, rispetto a fenomeni esterni all’area in cui è stato ubicato il piezometro AST_P33bis”.

Il signor Lapenta con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nell’ottobre 2024 aveva impugnato l’Ordinanza nella parte relativa alla diffida a presentare, entro 60 giorni, un Piano di indagine ambientale del terreno deducendo i vizi di “eccesso di potere per difetto dei presupposti, travisamento dei fatti, arbitrarietà, mancanza e/o carenza di istruttoria e di motivazione; errore obiettivo nell’applicazione e violazione della regola probatoria del “più probabile che non”, irragionevolezza e contraddittorietà applicativa della medesima regola sulla scorta delle risultanze acquisite in sede di istruttoria”.

Il Tar ha ritenuto che l’accertamento effettuato dalla Provincia di Potenza– basato su valutazioni e criteri sostanzialmente soggettivi – non possa sorreggere l’adozione della gravosa ordinanza impugnata e dei successivi atti.

Il Tribunale Amministrativo Regionale ha poi rilevato che “al terreno non aveva accesso il solo proprietario, ma anche la società Totalenergies EP Italia S.p.a. e per essa l’eventuale società incaricata di procedere alla realizzazione del piezometro AST_P33bis nel terreno. Infatti, nell’area in questione è stato rinvenuto non solo il pezzo meccanico (della dimensione del foro) qualificato dapprima come “appartenente alla trivella che ha effettuato il sondaggio”, e poi, ipoteticamente, come appartenente al proprietario dell’area, ma anche la cassetta di carotaggi e la tanica di olio che, tenuto conto del luogo del rinvenimento adiacente al luogo della perforazione, non necessariamente doveva essere di proprietà del contadino”.

Scrive ancora il Tar: “Quanto alla questione della possibile utilizzazione di lubrificanti per la perforazione, presumibilmente problematica, come indicato nella stessa relazione istruttoria (circostanza paventata dal signor Leonardo e sostanzialmente svalutata in sede istruttoria dalla Provincia di Potenza), l’Amministrazione si è basata sulla mera dichiarazione negativa della società Totalenergies EP Italia S.p.a. senza ulteriori approfondimenti e giustificazioni, anche di tipo tecnico”. La Provincia di Potenza è stata condannata al pagamento, in favore del signor Lapenta, delle spese di giudizio, per complessivi tremila euro.

©Riproduzione riservata