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Elezioni comunali 2026: a Corleto Perticara 50 euro per una preferenza?
Corleto Perticara, piazza Plebiscito

Presunto voto di scambio, pressioni indebite e benefici personalizzati avrebbero caratterizzato la campagna elettorale in vista del voto del 24 e 25 maggio scorso

Delle vicende di Tempa Rossa e dei Comuni della Concessione petrolifera “Gorgoglione”, ci siamo occupati spesso. Dalle questioni ambientali a quelle legate agli appalti, dagli intrecci tra imprese e politica ai risvolti economici, demografici e sociali sul territorio. Uno dei paesi dell’area più citati nei nostri articoli e nelle nostre inchieste è Corleto Perticara sul cui territorio è situato l’impianto petrolifero “Tempa Rossa”, di proprietà di Total, Mitsui e Shell.

Il paese conta circa 2.200 abitanti, ne aveva 3mila nel 2001. Nel 2013 con l’avvio della costruzione dell’impianto la popolazione scende a 2500 anime, il declino continua nel 2020 quando il Centro Olio entra in produzione. L’indice di vecchiaia passa da 200 nel 2002 a 278 nel 2025. Oggi ci sono 278 ultra 65enni ogni 100 giovani.

Dati recenti hanno rilevato un tasso di mortalità e incidenza per tumori maligni, linfomi e leucemie superiore alla media regionale. Analisi storiche (come i dati Istat) hanno evidenziato un incremento dei decessi e della mortalità per tumori rispetto alla media della provincia di Potenza. Il profilo di salute regionale redatto dall’Istituto Superiore di Sanità ha indicato nella zona eccessi di mortalità per tumori maligni (in particolare allo stomaco) e per malattie del sistema respiratorio e digerente. Insomma, questo in estrema sintesi lo scenario in una delle zone che secondo una certa narrazione dovrebbe godere di ricchezza e meraviglie.

Eppure, Corleto Perticara è tra i Comuni più ricchi di royalties: dal 2022 al 2025 ha incassato complessivamente circa 34milioni di euro. Per fare cosa?

Il quadro che emerge dai nostri editoriali e inchieste negli ultimi anni

La comunità locale è ormai caratterizzata da una polarizzazione sociale su base economica. Circa la metà della popolazione gode dei benefici economici o occupazionali diretti e indiretti derivanti dalle attività estrattiva. L’altra metà sopravvive in condizioni spesso di povertà. Nella prima metà, quella dei “ricchi”, emerge un gruppo, anche eterogeneo, di beneficiari privilegiati, alcuni dei quali a loro volta assumono il ruolo di “benefattori”, distributori di prebende. Piccoli e medi imprenditori, amministratori e consiglieri comunali, funzionari e dirigenti locali della multinazionale. Lo abbiamo già scritto: “Bande” di prepotenti protetti dalla loro posizione nelle istituzioni locali, fanno il bello e il cattivo tempo.

Sono loro a decidere chi deve lavorare e chi no, come ai tempi dei Baroni. Nelle attività dell’indotto e del Centro Olio, accade di tutto. A lavorare ci va l’amico, la fidanzata, il cognato dell’assessore, del sindaco. Ad aggiudicarsi contributi e appalti, posti di lavoro sono coloro che appoggiano l’amministrazione vincente al turno elettorale. Nel quadro di patologiche relazioni tra ricatti, promesse, soccombenze e paura. Da un lato la guerra tra poveri, dall’altro la lotta per accaparrarsi o spartirsi il potere di decisione sulle royalties.

Potere spesso utilizzato esclusivamente per l’acquisizione del consenso elettorale. Una comunità locale socialmente frantumata ed economicamente sottomessa alle attività estrattive. A Corleto, libertà e democrazia, sono da tempo una chimera. Sono lontani i tempi di Pietro Lacava e dell’insurrezione antiborbonica dei corletani. Sono vicini i tempi del definitivo declino economico, morale, sociale della Valle del Sauro.

Le elezioni comunali 2026: voto di scambio, promesse e pressioni?

Potremmo dire “nulla di nuovo”, aggiungiamo che l’andazzo non è escluso potrebbe riguardare anche altri Comuni e altre tornate elettorali nazionali e regionali.  Tuttavia, oggi parliamo di Corleto e di quanto sarebbe accaduto nel corso della campagna per le elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026.

Sembrerebbe di sì ascoltando l’audio che qui vi proponiamo. Una persona candidata in una delle liste domanda a un elettore che le avrebbe promesso la preferenza per amicizia di famiglia a chi abbia dato il voto. L’interlocutore risponde di aver votato un candidato consigliere, poi eletto. Alla domanda su quanto avrebbe ricevuto in cambio del voto l’interlocutore risponde più volte “50 euro”. Sarà vero? Non spetta a noi stabilirlo. Fatto sta, dalle voci raccolte, che il ragazzo che avrebbe ricevuto il denaro, verserebbe in gravi difficoltà economiche. Qui l’audio

Presunte pressioni su lavoratori, imprese ed elettori  

Qui si tratta di dichiarazioni de relato.  Vengono riferite, in due diversi audio che non pubblichiamo, circostanze in cui alcune persone sarebbero state avvicinate con richiesta di voto in favore di una lista o di candidati ad essa collegati. Nella conversazione si parla di condizionamenti che assumerebbero un carattere intimidatorio. “Se volete continuare a lavorare votate…” C’è il richiamo a lavori già ottenuti o a possibili utilità future come leva per condizionare il voto. Emergerebbe la pretesa di una prova del voto mediante una foto o un video. Saremmo, quindi, anche di fronte a un presunto utilizzo distorto di rapporti di lavoro, incarichi e altre utilità in funzione elettorale. Ribadiamo che si tratta di dichiarazioni de relato, ossia voci di seconda mano: un elettore, amico di una candidata in una delle liste, parla con il candidato di un’altra lista in competizione e racconta fatti di cui sarebbe venuto a conoscenza. Fatti che riguarderebbero la lista poi risultata vincente.

Quei contributi a imprese e professionisti 6 giorni prima del voto

Adesso, lasciamo da parte le dichiarazioni de relato che, come è ovvio, non provano alcun reato. E diamo un’occhiata ad alcuni episodi che pongono legittimi dubbi.

La lista civica vincente, Corleto Futura, sarebbe stata sostenuta dagli amministratori eletti nella lista civica alle precedenti comunali, Corleto nel Cuore. Si tratta dunque di una continuità tra il prima e il dopo. E così quelli di prima adottano la Determinazione n. 211 del 18 maggio 2026 che riguarda il bando “Facciamo centro”, contributi a imprese e professionisti operanti nel territorio comunale. Soldi delle royalties petrolifere. Costo dell’operazione 923mila euro. Il bando era stato approvato con delibera di Giunta il 9 aprile 2025. L’avviso pubblico era stato pubblicato il 18 aprile con scadenza poi differita al 31 luglio 2025. Il 14 gennaio 2026, con delibera di Giunta, viene stabilito di finanziare tutte le domande ammissibili. Il 21 gennaio vengono approvate le graduatorie aggiornate. L’11 marzo 2026, la Giunta approva “Atto di indirizzo per modifiche al programma investimento. Proroghe. Provvedimenti.” E questo perché “diversi operatori economici hanno richiesto modifiche al programma di investimento oltre a rappresentare alcune criticità nel rispettare i tempi concessi per l’avvio del programma di spesa…”

Ed ecco che, con determina del 18 maggio 2026 a tutti gli operatori economici, imprese e professionisti, vengono assegnati i Codici unici di progetto e di registrazione (sono due codici fondamentali nella tracciabilità finanziaria e amministrativa) con importi variabili da un minimo di 3mila euro ad un massimo di 97mila euro. Complessivamente 600mila per imprese già costituite e professionisti con partita IVA aperta e 323mila per imprese e professionisti con impegno a costituirsi o iscriversi all’ordine professionale o per cambio generazionale.

Parenti, amici, affini e collaterali: il circuito dei benefici

La determina pubblicata a ridosso del voto potrebbe porre degli interrogativi almeno riguardo a presunti contatti, sollecitazioni, o promesse nei confronti di beneficiari o aspiranti tali. Tuttavia, questi interrogativi non avrebbero alcun senso e apparirebbero pretestuosi se non fossero inseriti nel quadro di un’altra domanda: perché alcuni imprenditori beneficiari diretti o indiretti del contributo risultano poi sostenitori o candidati nella lista vincente, appoggiata dalla compagine amministrativa uscente? Qui parliamo di mogli di consiglieri comunali eletti che hanno percepito contributi, di imprenditori eletti in consiglio e di parenti. Parliamo di candidati non eletti i cui parenti stretti, padre e sorella, hanno ottenuto contributi e altri benefici. Insomma, parliamo di un circuito parentale-amicale-politico-elettorale che configura un sistema di cui ci siamo abbondantemente occupati in questi anni. Dobbiamo aggiungere che nella lista vincente ci sono quattro consiglieri eletti su 6, tutti dipendenti Total, tra cui il vice sindaco e un assessore. Nelle altre due liste in competizione solo in una c’era un candidato con un impiego nella multinazionale. Certo, nel quadro delle liste civiche, nessuna di quelle in competizione a nostro parere, potrebbe vantare qualità superiori alle altre. Ripetiamo, la competizione è quasi sempre vuota di ideali e di futuro. La posta in gioco riguarda le risorse a il loro utilizzo.

Le liste civiche

Ilenia Magaldi, già dirigente lucana di Italia Viva, segretaria regionale dei giovani del partito, già membro dell’Assemblea nazionale, già manager di una società a cui Total aveva affidato, senza gara, la manutenzione del verde, già candidata ed eletta consigliere comunale nella lista dell’allora sindaco Antonio Massari candidato alle ultime elezioni in competizione con la lista vincente della stessa Magaldi.

Magaldi è stata eletta in una lista civica, “Corleto Futura”. Sulle liste civiche in generale abbiamo già espresso la nostra opinione. E anche in questo caso esponenti politici regionali e nazionali, si sono appartati dietro le quinte durante la campagna elettorale. Poi però, a urne chiuse, eccoli emergere per complimentarsi e dimostrare, in qualche modo, che la vittoria è anche opera loro. E’ il caso di Mario Polese e di Matteo Renzi.

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