Fondi Europei: “serve un confronto straordinario sul futuro della Basilicata”
Cifarelli: Le opportunità offerte dalla riprogrammazione delle risorse della politica di coesione europea rappresentano una delle sfide più importanti che la Basilicata si trova ad affrontare negli ultimi anni
“Le opportunità offerte dalla riprogrammazione delle risorse della politica di coesione europea rappresentano una delle sfide più importanti che la Basilicata si trova ad affrontare negli ultimi anni. Per questa ragione ritengo necessario avviare immediatamente un confronto pubblico, istituzionale e sociale che accompagni le scelte che la Regione sarà chiamata a compiere nei prossimi mesi”. Lo dichiara il Presidente della Seconda Commissione Consiliare Permanente Bilancio e Programmazione della Regione Basilicata, Roberto Cifarelli, intervenendo sulle recenti comunicazioni del Vicepresidente Esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, che consentono alle Regioni di riprogrammare parte delle risorse della politica di coesione verso nuove priorità strategiche.
“Non siamo di fronte ad una semplice rimodulazione di fondi – sottolinea Cifarelli – ma ad una decisione che può incidere profondamente sul modello di sviluppo della Basilicata. Le risorse europee possono diventare uno strumento decisivo per sostenere famiglie e imprese, rafforzare la competitività del sistema produttivo, affrontare le sfide energetiche e contrastare fenomeni che continuano a penalizzare la nostra Regione, a partire dallo spopolamento, dalla fuga dei giovani e dalla fragilità del mercato del lavoro”.
Per il Presidente della Commissione Bilancio è necessario che la discussione coinvolga non soltanto la Giunta regionale ma l’intero sistema istituzionale e sociale lucano.
“Proprio per questo ho indirizzato una lettera al Presidente della Regione Vito Bardi, al Presidente del Consiglio regionale, all’Assessore allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo, alle organizzazioni sindacali e alle associazioni datoriali della Basilicata, chiedendo l’apertura di una fase di confronto sulle opportunità e sulle scelte che questa nuova programmazione europea rende possibili. Come Presidente della Seconda Commissione Consiliare Bilancio e Programmazione intendo inoltre avviare uno specifico ciclo di approfondimenti e audizioni, affinché il Consiglio regionale possa contribuire attivamente alla definizione delle priorità strategiche per il futuro della Basilicata”.
“È indispensabile coinvolgere le autonomie locali, le organizzazioni sindacali, le associazioni imprenditoriali, il mondo delle professioni, dell’università, della ricerca e del terzo settore. Dobbiamo comprendere quali risorse siano effettivamente riprogrammabili, quali interventi possano generare benefici immediati e quali scelte, invece, rischiano di compromettere investimenti già programmati o percorsi strategici avviati”.
Secondo Cifarelli, la nuova fase aperta dall’Unione Europea pone con forza anche il tema della programmazione strategica regionale.
“La Basilicata continua a scontare l’assenza di una visione organica capace di integrare sviluppo economico, politiche industriali, transizione energetica, infrastrutture, ambiente, cultura e contrasto al declino demografico. Oggi più che mai serve una strategia chiara che consenta di trasformare le opportunità offerte dall’Europa in un progetto di rilancio duraturo della nostra comunità”.
“La sfida non riguarda soltanto la capacità di spendere le risorse disponibili, ma la capacità di utilizzarle per invertire processi di declino che da anni interessano la nostra Regione. La Commissione Bilancio farà la propria parte, promuovendo un confronto aperto, trasparente e partecipato, perché le decisioni che saranno assunte nei prossimi mesi avranno effetti rilevanti sul futuro della Basilicata”.
“Per queste ragioni – conclude Cifarelli – rivolgo un appello a tutte le istituzioni e alle forze sociali ed economiche affinché si apra rapidamente una stagione di confronto e partecipazione. La Basilicata non può permettersi di perdere questa occasione. Ma non può nemmeno permettersi di affrontarla senza una discussione pubblica all’altezza della portata storica delle decisioni che siamo chiamati ad assumere”.
Potenza, 04 giugno 2026


