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Giornata contro la remigrazione, un presidio a Potenza

Oggi 13 giugno promosso da Usb Lavoro Migrante Basilicata per chiedere la regolarizzazione dei lavoratori stranieri

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Usb Lavoro Migrante Basilicata Federazione Regionale Usb Basilicata

Nella giornata nazionale di lotta contro il progetto di remigrazione e per la richiesta dei diritti di cittadinanza e l’applicazione delle leggi sul diritto e la sicurezza sul lavoro indetta dalla Unione Sindacale di Base contro il crescente imbarbarimento della società e del mondo del lavoro, anche a Potenza è stato indetto un presidio che si terrà in piazza Mario Pagano, sede del palazzo della Prefettura.

In questa occasione, come già in passato sui problemi inerenti la drammatica situazione dei lavoratori migranti o chiedenti asilo, chiediamo nella giornata stessa uno specifico incontro con il Prefetto. E’ la Prefettura infatti chiamata in prima istanza a garantire il controllo e l’organizzazione della complessa normativa dell’accoglienza e della lotta ai soprusi che si organizzano contro questi lavoratori. L’orrenda uccisione di Waseem, Amin, Ullah e Safi, lavoratori immigrati e sfruttati in Italia, rimette sotto la luce dei riflettori il dramma del mondo del lavoro che coinvolge i lavoratori stranieri.

Sono ormai decine le persone che sono state punite con la morte perché reclamavano i propri diritti. Sono molte anche le persone che sono state uccise solamente perché straniere. Di fronte a questa drammatica situazione che mette sotto accusa direttamente lo Stato Italiano, incapace ormai da decenni di dare delle risposte alle modalità di regolarizzazione delle persone che entrano in Italia, sta crescendo una pericolosissima politica razzista e xenofoba, strumentalmente usata dalla peggior destra per facili campagne elettorali. Dalla legge Bossi Fini, si sono succeduti governi di centro, di destra e di sinistra affrontando sempre la questione migrante in termini securitari, delegando la questione al Ministero dell’Interno ed alla repressione. Il collegamento tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, consegna la sorte di migliaia di persone all’accettazione senza alcun diritto di qualsiasi lavoro offerto.
Qui si annida lo sfruttamento generalizzato, il caporalato, le agenzie interinali, i contratti al ribasso, gli appalti e i subappalti . Invece di contrastare lo sfruttamento lavorativo, si preferisce alimentare una politica tesa a individuare come colpevoli tutti gli immigrati sbandierando una proposta di legge sulla remigrazione. Ai lavoratori migranti e italiani, alle organizzazioni e associazioni democratiche il compito di bloccare questa avanzata neofascista e chiedere da subito la regolarizzazione di tutti i lavoratori stranieri.