I cavalieri senza maschera al galoppo della Basilicata
Politici, vescovi e preti negli Ordini cavallereschi. Uno sguardo critico agli avvenimenti lucani: cosa si sta muovendo?
“Il cavaliere esiste da quando l’uomo ha stabilito il suo specialissimo consorzio con il cavallo. Un uomo a cavallo si trova in una condizione di vantaggio rispetto all’appiedato: può guardare le cose dall’alto in basso e godere di un orizzonte più vasto; in guerra si sposta più velocemente, possiede una maggiore forza d’urto, sovrasta l’avversario che combatte a piedi.” Dentro questa logica il vantaggio materiale si è trasformato in superiorità morale. E’ evidente che oggi non parliamo degli Ordini Nazionali al Merito, ma riparliamo degli Ordini cavallereschi dinastici e religiosi che interessano la nostra regione.
SINTESI STORICA GENERALE
Dal punto di vista sociologico gli Ordini cavallereschi sono strumenti di stratificazione, riproduzione del potere e costruzione dell’identità sociale. Nati nel Medioevo come élite guerriere, si sono evoluti nel tempo in reti di relazioni, sistemi di distinzione onorifica e organizzazioni di beneficenza.
Secondo alcuni studi sulla sociogenesi della civiltà, la cavalleria ha rappresentato il primo tentativo di civilizzazione e incanalamento della violenza in Europa. Il cavaliere divenne il braccio armato del potere temporale e spirituale, garantendo la coesione sociale in epoca feudale. L’etica di corte e l’onore servivano a distinguere la classe aristocratica dominante dal resto della popolazione. Il cavaliere, si trasforma così da rozzo guerriero a modello di virtù, nobiltà d’animo e lealtà. Questa cavalleria è una creatura pienamente europea, cristiana e medievale.
Alcuni di questi Ordini, specie quelli Monastici-Cavallereschi gestivano enormi flussi di ricchezza, possedevano vasti latifondi e assolvevano a funzioni di welfare primordiale (assistenza ai pellegrini, cura dei malati) e diplomazia internazionale. Erano vere e proprie multinazionali del Medioevo capaci di influenzare i processi decisionali di papi e monarchi.
Questi gruppi nel tempo hanno continuato a perpetuare il concetto di “distinzione” e “prestigio” anche dopo la caduta delle monarchie.
Oggi, l’appartenenza ad ordini riconosciuti (come il Sovrano Militare Ordine di Malta o l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme) facilita la creazione di reti relazionali d’élite, spesso connesse alla diplomazia parallela e al mecenatismo.
DAME E CAVALIERI IN BASILICATA
La storia e il presente della Basilicata sono profondamente legati agli ordini cavallereschi. Dalla storica presenza di Templari, Ospitalieri e Costantiniani, fino alle moderne investiture, diversi personaggi illustri e professionisti lucani sono appartenuti e appartengono queste antiche istituzioni.
I CAVALIERI LUCANI
Sono decine le dame e i cavalieri laici lucani appartenenti agli ordini cavallereschi: medici, professori, ingegneri, sorelle e amici cooptati da altri cavalieri. Abbiamo focalizzato l’attenzione su alcuni prelati perché funzionale alla nostra riflessione.
Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Molti esponenti lucani ecclesiastici, cavalieri e dame appartengono a questo ordine vaticano a tutela dei Luoghi Santi. Storiche e partecipate sono le solenni cerimonie di investitura che si tengono periodicamente nella Cattedrale di San Gerardo a Potenza, con la presenza di membri di spicco della Sezione Basilicata. La prima investitura celebrata in Basilicata risale al14 maggio 2022. L’ultima è del 21 giungo 2025, ad assistere anche il prefetto e il vicesindaco di Potenza. I personaggi più noti oggi appartenenti all’Ordine sono Vito Bardi, cavaliere; don Giuseppe Abate, don Cesare Covino, cavalieri; mons. Davide Carbonaro, cavaliere.
Monsignor Salvatore Ligorio, Arcivescovo emerito di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, è Priore della Sezione Basilicata e Grand’Ufficiale dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. All’interno dell’Ordine, ha celebrato nel 2024 i suoi 25 anni di appartenenza all’istituzione.

Tra gli altri prelati appartenenti all’Ordine ci sono mons. Enrico Tardioli: Priore per la delegazione di Matera; Don Nicola Caino: Priore per la delegazione di Tursi-Lagonegro. Il Cardinale Angelo De Donatis (Penitenziere Maggiore) è stato ammesso all’Ordine nel 1989, ed è colui che ha presieduto la solenne ordinazione episcopale, nel 2024, di Davide Carbonaro.
Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. La Delegazione di Puglia e Basilicata è molto attiva, e vede l’appartenenza di diversi cavalieri lucani impegnati in opere di carità e assistenza. Il presidente della Regione, Vito Bardi, è Commendatore al Merito. Bardi è stato anche onorato della Croce di commendatore con spade al Merito Melitense del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta.
Sovrano Militare Ordine di Malta. Storicamente radicato nella regione, come testimonia la celebre Commenda di Grassano. Oggi la Delegazione di Puglia e Lucania continua a unire i membri di questo antico ordine. I lucani che fanno parte del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM) sono cittadini laici o religiosi che operano sotto la Delegazione Puglia e Lucania, appartenente al Gran Priorato di Napoli e Sicilia.
L‘Ordine Militare del Santissimo Salvatore di Santa Brigida di Svezia ha uno storico e stretto legame con la Basilicata. Le cerimonie di investitura e i raduni dei membri coinvolgono spesso delegazioni provenienti da tutta la regione, con le nomine ufficiali che avvengono sotto la guida dei vertici dell’Ordine. Monsignor Davide Carbonaro, è il nuovo Gran Priore dell’Ordine. Il decreto di nomina è stato ufficialmente consegnato il 7 febbraio 2025 nei saloni dell’Arcidiocesi di Potenza.
Ordine Cavalleresco di Rizal. Un altro sacerdote, molto noto a Potenza in quanto è stato Cappellano della Questura, sarebbe Cavaliere, con titolo di Sir, riconoscimento rilasciato nell’aprile 2010, dell’Ordine di Rizal istituito secondo le leggi filippine. L’Ordine è stato creato per onorare e sostenere gli ideali dell’eroe nazionale filippino José Rizal. Fu fondato nel 1911 dal colonnello Antonio C. Torres, che in seguito fu il primo capo della polizia filippino di Manila. Dalla sua fondazione, l’Ordine è cresciuto fino a raggiungere più di 25.000 membri appartenenti a 131 Capitoli attivi nelle Filippine e 61 Capitoli attivi in tutto il mondo, tra cui quello di Firenze. Si tratta di don Pielruigi Vignola, oggi responsabile della Missione Cattolica Italiana di Amburgo.
Don Vignola non è solo cavaliere, è anche membro dell’International Police Association, la più grande associazione di polizia al mondo fondata dal sergente di polizia Arthur Troop con lo scopo di promuovere l’amicizia e la cooperazione internazionale tra gli agenti di polizia. I membri sono agenti in servizio e in pensione, oltre a personale civile e ausiliario impiegato dalle forze dell’ordine.
Dal gennaio 2024 il prete è membro dell’I.P.O. International Police Organization, un’organizzazione non governativa multinazionale, professionale e senza scopo di lucro. Dal 2022, gode dello status consultivo speciale presso l’ECOSOC delle Nazioni Unite. L’I.P.O. secondo alcune fonti manterrebbe legami con gruppi di estrema destra in Serbia.
Don Vignola sarebbe anche Archimandrita d’Onore della Santa Chiesa Universale Ortodossa Slava di Rito Bizantino (Ruteno-Carpazio), titolo rilasciato da Patriarca Ecumenico della Santa Chiesa Universale Ortodossa nel luglio 2009. E’ il titolo onorifico più elevato attribuito a un sacerdote celibe nelle Chiese orientali, equivalente all’abate di un monastero. Indica un grado di dignità ma, al di fuori della gerarchia delle Chiese tradizionali e riconosciute, può essere utilizzato da giurisdizioni indipendenti o non canoniche. Vignola è, o è stato, Poliziotto Onorario del Dipartimento di Polizia di Little Rock – Arkansas U.S.A. titolo rilasciato da Capo del Dipartimento di Polizia di Little Rock – Arkansas U.S.A. nel gennaio 2003.
In passato è stato coinvolto in indagini su presunte relazioni tra politica, imprenditoria e massoneria, e in altre vicende giudiziarie locali, tra cui il caso Claps.
LA CASTA A CAVALLO
L’estetica degli ordini cavallereschi si basa su una fusione tra simbolismo religioso, rigore militare e identità nobiliare, manifestandosi attraverso divise, insegne e araldica distintive. Ancora oggi, l’abbigliamento e le insegne sono una sintesi tra l’obbedienza religiosa e la maestosità della “nobiltà combattente.” E tutto questo marca un distacco profondo con la vita delle persone comuni. Un mondo a parte. La parte a cui pare appartengono Carbonaro e gli altri prelati.
Fino al maggio 2021 l’investitura dei cavalieri del Santo Sepolcro avveniva con una spada appoggiata su entrambe le spalle del candidato. La spada, un simbolo che parla da solo. Da quella data, non c’è più la spada nella cerimonia di investitura. Ma la spada non viene eliminata, resta nella veglia, come simbolo insieme a tutti gli altri simboli cavallereschi. “Nessuna rottura con la tradizione, ma piuttosto una evoluzione verso una forma più semplice, e anche più sostanziale”, aveva spiegato ad ACI Stampa il Cardinale Fernando Filoni, Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro.
Anche se il potere militare e nobiliare è svanito, gli Ordini offrono vantaggi tangibili sul piano sociale e professionale. L’appartenenza favorisce relazioni a più livelli con esponenti delle istituzioni laiche statali, regionali ed ecclesiali. La solidarietà reciproca è il pilastro fondante degli ordini cavallereschi. Più di un semplice distintivo d’onore, essa impone un vincolo di mutuo soccorso, fratellanza e sostegno concreto tra i membri.
Certo è che, per quanto ci riguarda, dame e cavalieri hanno nulla a che fare con la realtà della vita dei cassintegrati, disoccupati, licenziati, famiglie povere, lavoratori sfruttati, immigrati schiavizzati e rifiutati. Nulla a che fare con un popolo inquinato dalle multinazionali e coinvolto in una diffusa cultura della mafiosità.
Un vescovo che manda in “esilio” un prete, contro la volontà dei fedeli, non ci mette tranquilli. Un vescovo che lancia segnali di indifferenza sulla vicenda di Elisa Claps ha già spiegato il suo mandato: “che prevalga il silenzio”. Una normalizzazione che rischia di funzionare da “copertura” involontaria ai mali vecchi e nuovi di Potenza e di questa regione.
UN MONDO A PARTE, UN POTERE TRA I POTERI: CHE COSA SI MUOVE DAVVERO?
Nel Medioevo, l’accesso alla cavalleria e agli ordini monastico-militari era un privilegio riservato quasi esclusivamente alla nobiltà e ai ceti abbienti. I requisiti di sangue, chiamati prove nobiliari, erano necessari per garantire la difesa della fede, ma creavano una netta separazione con il resto della popolazione, che non poteva ambire a tali ruoli di potere e prestigio.
Oggi, istituzioni come il Sovrano Militare Ordine di Malta e l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme mantengono un legame con la tradizione nobiliare e la diplomazia internazionale. Sebbene la loro missione sia oggi incentrata sull’assistenza medica e caritativa le rigide gerarchie e i requisiti di ammissione vengono non solo percepite come istituzioni distanti dalla società civile quotidiana, ma lo sono nella realtà dei fatti.

In Basilicata gli Ordini cavallereschi rappresenterebbero un potere distante, chiuso e autoreferenziale che, attraverso alcuni dei suoi membri dialogherebbe e si intreccerebbe con altri poteri politici, istituzionali, economici e imprenditoriali. Questo circuito, se fondato, è invisibile alla stragrande maggioranza della popolazione e le sue dinamiche sono difficilmente percepibili. Fatto sta che siamo di fronte a una parte della Chiesa lucana che tace sui mali di questa terra e che non ha ancora chiarito fino in fondo da che parte sta. Dall’altro lato assistiamo a pezzi della politica e delle istituzioni che adottano una narrazione edulcorata del territorio con ogni mezzo disponibile. In giro pezzi dell’imprenditoria benefattrice che, cogliendo spesso in esclusiva le opportunità fornite dalla pubblica amministrazione, elargirebbero donazioni in divere forme e in diversa misura, direttamente e indirettamene sia alla Chiesa sia alla politica. Il pensiero critico e le riflessioni controcorrente sono messi a tacere da un sistema mediatico pubblico e privato che appare sempre più al servizio del potere costituito visibile e invisibile. Un quadro che non ci tranquillizza. 
Ora, questo movimento di investiture di dame e cavalieri degli ultimi 3 anni celebrate in Basilicata, la prima ripetiamo è del maggio 2022, segnalano l’importanza crescente assegnata a questa regione dal mondo degli Ordini cavallereschi. Perché tutto questo interesse dal 2022 al 2025? E quante altre investiture ci saranno? Bisogna notare il movimento seguito alla nomina di Davide Carbonaro ad Arcivescovo metropolita di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo.

Il 18 maggio prende possesso dell’arcidiocesi. Il 10 giugno 2024 è eletto presidente della Conferenza episcopale della Basilicata. Il 4 maggio 2024, a pochi mesi dall’insediamento in qualità di arcivescovo di viene ordinato Cavaliere Ufficiale dell’Ordine Militare delSantissimo Salvatore di Santa Brigida. Il 7 febbraio 2025 diventa Gran Priorie dello stesso Ordine. Il 21 giugno 2025 riceve l’investitura di Cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
La nostra suggestione è che sullo sfondo ci siano questioni che sollevano una domanda: questioni da chiarire o da coprire? A questa suggestione ne aggiungiamo un’altra: l’importante contributo della Chiesa lucana, specie quella potentina, a certi disegni nazionali e locali che al momento ci sfuggono.
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