Logo
Il “muro di gomma” dell’Alsia e il paradosso del segreto commerciale su un bosco pubblico

Amscil: l’Agenzia ci nega l’accesso agli atti sulla tartufaia controllata nella pineta jonica

Riceviamo e pubblichiamo la lettera al direttore di Antonio Pagano, presidente dell’Amscil

Gentile Direttore Michele Finizio,
faccio seguito ai Suoi recenti e puntuali articoli riguardanti il riconoscimento della tartufaia controllata di 143,38 ettari nella pineta jonica (D.P.G.R. n. 96/2026) per trasmettere alla Sua redazione due documenti che aprono un ulteriore, inquietante scenario sulla gestione della trasparenza amministrativa in Basilicata:
L’istanza di accesso documentale dell’Amscil (14.05.2026), con la quale l’Associazione chiedeva di conoscere i protocolli scientifici e le convenzioni alla base del progetto. Il provvedimento di diniego dell’Alsia, con cui l’Agenzia respinge integralmente ogni richiesta di ostensione.

Dalla lettura incrociata di questi atti emergono censure di eccezionale gravità, che riteniamo meritino l’attenzione della pubblica opinione:
Il paradosso del “segreto commerciale” su un bene pubblico: l’Alsia nega l’accesso ai protocolli tecnici e alla cartografia invocando la tutela degli “interessi economici e commerciali” e del proprio “know-how”. Si tratta di una giustificazione scientificamente e giuridicamente abnorme: stiamo parlando della gestione di un bosco pubblico demaniale, su cui è stata concessa una esclusiva di raccolta con un atto presidenziale. La trasparenza su un sito protetto dalla Rete Natura 2000 non può essere sacrificata in nome di presunti segreti industriali.
La falsa rappresentazione dello stato del procedimento: L’Agenzia sostiene che i documenti non siano ostensibili perché afferenti a procedimenti “tuttora in itinere”. È una circostanza smentita dai fatti: il Decreto n. 96 è stato già firmato dal Presidente Bardi il 21 aprile 2026. Se il titolo è già stato rilasciato, l’istruttoria è conclusa e gli atti devono essere pubblici per legge.

L’usurpazione delle funzioni valutative: nel diniego, l’ALSIA si spinge a interpretare lo Statuto dell’AMSCIL per negarne la legittimazione, sostenendo che l’associazione non avrebbe tra i suoi scopi la tutela dei tartufai. È un atto non corrispondente al vero e di estrema arroganza amministrativa: un ente pubblico non può sostituirsi al Giudice o al Difensore Civico (che ha invece già confermato la piena legittimazione di AMSCIL) per decidere chi ha diritto di controllare il suo operato. Questo ostruzionismo documentale impedisce di verificare chi abbia materialmente redatto il verbale di quel sopralluogo del 27 marzo che i Carabinieri hanno ufficialmente smentito.

Riteniamo che questo “oscuramento” sia volto a impedire la prova giudiziaria di gravi irregolarità istruttorie. La negazione dell’accesso agli atti per interventi massivi (recinzioni, drenaggi) su 143 ettari di pineta litoranea configura un possibile sviamento di potere che non può restare nell’ombra. Restiamo a Sua disposizione per ogni ulteriore chiarimento tecnico. Cordiali saluti.

Gentile Pagano

Abbiamo chiesto tramite l’ufficio stampa della Giunta regionale, chiarimenti al presidente Vito Bardi, siamo in attesa di risposta