L’Università della Basilicata e le “chiacchiere” sui talenti
Mancata l’opportunità a un giovane talento lucano di tornare in Basilicata
Parliamo del dipartimento di ingegneria, nel quadro dei corsi di Meccanica e Meccanica Magistrale. Qui si è reso vacante un incarico di insegnamento. Per coprire almeno parzialmente i corsi tenuti dal precedente titolare, viene aperto un bando per il conferimento di un corso a contratto. Questo contratto apre la prospettiva di chiamata di ricercatore a tempo indeterminato che, nell’attuale assetto normativo, porta in maniera sostanzialmente automatica alla posizione di professore associato. Il bando si apre e, sorpresa, vi sono due candidati. Il primo è sicuramente un ricercatore, giovane, che ha due anni di anzianità come ricercatore a tempo determinato (RTDA, contratto della durata di tre anni rinnovabili una sola volta per altri due anni) e con due anni di esperienza in un corso in Ingegneria Gestionale a Foggia. Il giovane arriverebbe da Bari.
Il secondo è un lucano, nato a Melfi, di qualche anno più grande del primo, e che è professore associato presso la Derby University, Inghilterra, con un curriculum di tutto rispetto. Probabilmente ha voglia di tornare nella terra natia per contribuire allo sviluppo del proprio territorio. A tutti gli effetti, si tratterebbe del ritorno di un “cervello in fuga” e questo avrebbe dato visibilità all’Unibas e alle azioni, enunciate solo a parole, di cura dei nostri giovani talenti.
Non conosciamo nessuno dei due candidati. Tuttavia a leggere i documenti, seppure da inesperti, ci sembra che sia stata commessa una leggerezza. E’ stato scelto il primo candidato mentre il secondo, professore alla Derby University, non è stato neanche classificato. Non spetta a noi giudicare il metodo e il merito adottati dalla Commissione. Non ne abbiamo le competenze. Abbiamo però la presunzione del dubbio che nasce dalla lettura dei curriculum e del verbale. Il dubbio è che questa volta si poteva fare: permettere a un talento lucano di ritornare in Basilicata. La decisione finale spetterà al Consiglio di dipartimento di ingegneria in una prossima riunione. Chissà, una speranza c’è.


