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Settore tartuficolo lucano: se la burocrazia opaca “sporca” il bosco

Amscil: Ciò che sta accadendo intorno alla cultura idnologica lucana è il paradigma di un sistema burocratico che si è fatto autoreferenziale, impermeabile alla trasparenza e, nei fatti, indifferente alle regole

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’Amscil -Associazione Micologica Sostenitori Cultura Idnologica Lucana

Caro Direttore, cari concittadini, care associazioni, Le domande sollevate dalle inchieste di Basilicata 24sulla gestione del settore tartuficolo in Basilicata sono tuttora rimaste senza risposta. Ma il silenzio delle istituzioni, purtroppo, non è l’unica anomalia. Ciò che sta accadendo intorno alla cultura idnologica lucana è il paradigma di un sistema burocratico che si è fatto autoreferenziale, impermeabile alla trasparenza e, nei fatti, indifferente alle regole.

L’Amscil (Associazione Micologica Sostenitori Cultura Idnologica Lucana) ha deciso di non restare a guardare. Da mesi combattiamo una battaglia legale solitaria per denunciare condotte dell’Ufficio Foreste che definire “opache” è un eufemismo.

Una cronistoria di abusi e silenzi A partire dal giugno 2025, abbiamo assistito a un disegno sistematico.

L’epurazione tecnica: Una Commissione d’esame, per legge mista, è stata “svuotata” della componente agricola e micologica (escludendo AMSCIL sulla base di dati che la Regione possedeva già dal 2022) per essere composta da soli tre funzionari regionali.
La questione fiscale e il “ravvedimento”. Emerge la prassi della doppia tassa di concessione regionale (una per l’annualità e una per il rinnovo), inizialmente difesa dall’ufficio e poi oggetto di una contestata correzione tramite modelli excel che confermerebbero l’unicità del tributo.

Il “Caso dei quiz”: Abbiamo documentato come un funzionario dell’Ufficio Foreste abbia validato i quiz d’esame monocraticamente, ben quattro giorni prima di essere ufficialmente nominato in Commissione. Un’usurpazione di funzioni che grida vendetta.
La “Tartufaia dei Record”: Il caso sollevato da questa testata. Con il DPRB n. 96 del 21 aprile 2026, la Regione ha riconosciuto all’ALSIA una tartufaia controllata di 143 ettari (la più grande d’Europa) senza i requisiti previsti. Ma c’è di più: il decreto dichiara che al sopralluogo hanno partecipato i Carabinieri Forestali di Scanzano Jonico, circostanza categoricamente smentita dal Comando dell’Arma, che ha definito quegli atti “materialmente inesistenti”.

La giustizia che non vede. Inoltre, l’ordinanza n. 117/2026 del TAR Basilicata ha respinto la nostra richiesta di sospensiva relative alla D.D. 1247/2025 e alla D.G.R. 156/2026 (entrambe della Regione Basilcata) con motivazioni che riteniamo fragili e basate su errori di calcolo dei termini. Cosa ancora più grave, il Tribunale non ha emesso l’ordine di esibizione dei nomi degli idonei alla sessione d’esame del dicembre 2025 (che la Regione ci nega per una presunta “privacy”), impedendoci di fatto di verificare conflitti di interesse e di proseguire nel giudizio di merito.

Il dovere della resistenza. La Regione e, di riflesso, l’atteggiamento del Tar sembrano puntare allo sfinimento economico. Affrontare contributi unificati e spese legali per una piccola associazione è un onere pesante. Ma arrendersi ora significherebbe accettare che la legge sia un optional.

Facciamo appello a tutte le associazioni di categoria, ai presidi sociali, culturali e ambientali e a ogni singolo cittadino: non delegate più la vostra dignità. La Basilicata non può più essere la terra del “servilismo atavico” che subisce e tace.

Vi chiediamo di partecipare, uniti, a questa battaglia di legalità. Chiediamo una solidarietà che sia anche economica: se saremo in tanti, il costo del ricorso al Consiglio di Stato si ridurrà a poche decine di euro a testa. Un piccolo prezzo per un valore immenso: ripristinare il diritto.

Le domande di Basilicata 24 aspettano risposta. Noi, con il vostro aiuto, le porteremo fino a Roma.

(Per adesioni e contributi alla battaglia legale: IBAN: IT74V0538704204000004001141 BPER intestato a AMSCIL – Associazione Micologica Sostenitori Cultura Idnologica Lucana)

Antonio Pagano, presidente Associazione Amscil