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Smartpaper: ‘il casino’ del tfr non ancora erogato ai dipendenti

La vertenza e la maxicommessa Enel. “In tre mesi l’azienda ci ha dato tre versioni su come ottenerlo. Passeranno mesi, forse anni”. Una catena di “inefficienze”

Dipendenti trattati come carne da macello. Non c’è pace per gli oltre 320 addetti Smartpaper della maxicommessa Enel, ‘svenduti’, in pochi mesi, dalla “virtuosa” Smartpaper alla nuova cordata (Accenture e Datacontact) che si è aggiudicata il servizio. Un passaggio a scaglioni da aprile a luglio di quest’anno, dai vecchi ai nuovi padroni, un contratto “peggiorativo” e, dulcis in fundo, un Trattamento di fine rapporto che si trascinerà, se tutto va bene, alle calende greche.

TRE MESI, TRE VERSIONI DIVERSE “Già – conferma un dipendente che sta per passsare ad Accenture – Smartpaper in 3 mesi ci ha dato 3 versioni diverse di come accedere al nostro tfr”. C’è stata una fase uno, a marzo scorso. “Ci dissero che con l’ultimo stipendio, insieme alle ferie non godute della tredicesima, sarebbe stato erogato insieme all’ultimo cedolino, nel mese successivo alla cessazione “. Prima versione, poi disattesa poco dopo. “A maggio si sono infatti ricordati che sono una grande azienda – aggiunge la fonte – e che l’iter prevede che dovevano rivolgersi direttamente all’Inps, visto che la cifra complessiva è alta, siamo oltre 300 dipendenti, e l’azienda è incapiente”. Ma neanche il tempo di metabolizzare la novità, che qualche giorno fa, quindi a fine maggio, è giunta una nuova comunicazione ufficiale a complicare ulteriormente il quadro. “Ci hanno fatto sapere che la domanda dobbiamo presentarla noi all’Amministrazone di Smart, ma per farlo dobbiamo attendere il mese successivo al’ultimo mese di lavoro, quando viene erogato l’ulitmo cedolino, e lo dobbiamo fare a scaglioni”. In sintesi, chi è stato assorbito da Accenture e Datacontact ad aprile, teoricamente può già fare domanda, gli altri devono attendere. Ma ancora non si è capito quale è “il modulo da portare a mano” all’Amministrazione aziendale, che si trova a Sant’Angelo Le Fratte. Quando si verrà a capo dell’arcano, sarà poi la Smart, di volta in volta, a fare domanda all’Inps ed entro 30 giorni, sulla carta, dovrebbe esserci l’erogazione ‘scaglionata’.

IL SOTTILE RICATTO “Al momento siamo al tutto e niente – sbotta il dipendente – non dico che non lo prenderemo il Tfr, ma quando, essendo in tanti? Potrebbero passare anche mesi, anni, chissà…”. Eppure da quasi un anno si sapeva del cambio di appalto e che si sarebbe passati ad altra azienda. “Si potevano fare le cose con calma, e potevamo essere già liquidati in fase di passaggio”. Proprio così. Invece c’è un sottile ricatto: prima l’entrata nella nuova azienda, e poi la liquidazione del tfr dalla vecchia. “E se qualcuno con la liquidazione voleva pensare di investire su altro, cambiando lavoro e vita? Non ce l’hanno permesso”.

E IL PREMIO DI PRODUZIONE? Ancora più tragicomica la storia del premio di produzione. “In base ad un accordo degli anni passati, viene erogato a chi fino a giugno dell’anno successivo è ancora operativo alla Smart, mentre in molti sono già passati alle nuove aziende e ci vorrà una conciliazione, se tutto a bene, per vederci riconosciuti, tutti, il Premio del 2025”. In questa catena di inefficienze e sviste, vengono chiamati in causa anche i sindacati di categoria. “Sapevano da un anno che sarebbero cambiati appalto e committenti, e ogni volta che ne abbiamo davvero avuto bisogno, ci siamo sempre trovati esattamente come ora, ‘con un pugno di mosche in mano’. Non è avvilente?”.