Strage Amendolara, Cgil, Cisl e Uil Basilicata: Serve tavolo urgente tra Prefetture, forze dell’ordine e parti sociali
Chiesto un incontro al Prefetto di Matera, per l’attivazione di un tavolo tecnico su sicurezza e ordine pubblico finalizzato al contrasto del lavoro nero e del caporalato
“Quanto accaduto tra la Sibaritide e il Metapontino rappresenta una tragedia disumana che scuote le coscienze e impone una risposta immediata delle istituzioni. Non possiamo restare indifferenti davanti a uomini bruciati vivi perché avevano trovato il coraggio di ribellarsi allo sfruttamento, alla fame, ai turni massacranti e alle condizioni indegne in cui erano costretti a vivere e lavorare”. Lo dichiara il Segretario Generale della Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli, che ha inviato una richiesta unitaria insieme a Cgil e Cisl di urgente di incontro al Prefetto di Matera, Michela Ippolito, per l’attivazione di un tavolo tecnico su sicurezza e ordine pubblico finalizzato al contrasto del lavoro nero e del caporalato.
“Parliamo di lavoratori agricoli stranieri trattati come schiavi moderni, invisibili alla società civile ma fondamentali per l’economia agricola del Mezzogiorno. Il sistema del caporalato è una struttura criminale di dominio e sopraffazione che va sradicata con azioni concrete, controlli continui e una presenza vera dello Stato nelle campagne, nei luoghi di reclutamento e nelle filiere agricole”, aggiunge Tortorelli.
Il segretario della Uil sottolinea il collegamento con la maxi inchiesta della DDA di Potenza del 18 maggio scorso che ha portato a dodici misure cautelari nei confronti di una rete composta da cittadini italiani e indiani accusata di aver costruito un articolato sistema di sfruttamento dei lavoratori stranieri attraverso l’utilizzo fraudolento dei cosiddetti “decreti flussi”. In questo contesto si sta sviluppando il lavoro degli investigatori calabresi sul gravissimo eccidio di Amendolara.
Per la UIL Basilicata è necessario costruire un piano straordinario che metta insieme Prefetture, Forze dell’Ordine, Regione, sindacati, associazioni datoriali e terzo settore, intervenendo non solo sulla repressione ma anche sulle cause profonde dello sfruttamento.
“Servono progetti e finanziamenti per garantire trasporti sicuri, alloggi dignitosi, assistenza sanitaria, tutela dei diritti e regolarità contrattuale. L’economia non può continuare a reggersi sulla schiena degli ultimi, sulla fatica invisibile di esseri umani che troppo spesso diventano fantasmi anche dopo la morte”, sottolinea il segretario UIL.
“Quello che sta accadendo ci riguarda tutti. Anche la Basilicata conosce il fenomeno del lavoro agricolo vulnerabile e stagionale. Per questo chiediamo un’assunzione di responsabilità collettiva: il contrasto al caporalato deve diventare una priorità nazionale e territoriale, con un presidio permanente di legalità, dignità e giustizia sociale”, conclude Tortorelli.
E’ un fatto grave e inaccettabile in un paese civile». È quanto dichiarano il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo e il segretario generale della Fai Cisl Basilicata Raffaele Apetino. «In attesa dei dovuti riscontri da parte della magistratura e delle forze dell’ordine in merito alle prime ipotesi – continuano i due sindacalisti – il quadro che emerge dalle cronache giornalistiche e dalle testimonianze finora raccolte è a dir poco drammatico. Ancora una volta è l’ombra dello sfruttamento e del caporalato ad allungarsi sulle campagne del Mezzogiorno, fenomeno che, come raccontano recenti fatti di cronaca, non risparmia il nostro territorio e il Metapontino in particolare. Servono un impegno ancora più incisivo e una maggiore cooperazione tra istituzioni, imprese e parti sociali per sradicare la malapianta dello sfruttamento e bonificare il territorio da questi fenomeni criminali che inquinano il comparto danneggiando le imprese oneste.
Non è più tollerabile assistere a questo far west. La reazione delle istituzioni competenti deve essere durissima. Per questo abbiamo già inoltrato unitariamente una richiesta formale al prefetto di Matera affinché convochi con la massima urgenza il tavolo provinciale contro il caporalato per un esame congiunto della situazione e per mettere a punto ulteriori strumenti di contrasto a questa vera e propria economia criminale. Non è più tempo di rinviare: servono risposte concrete e immediate, qui, nel nostro territorio. In questo momento di profondo dolore per la perdita di quattro vite umane e per i quotidiani soprusi subiti dalle lavoratrici e dai lavoratori migranti ad opera di aguzzini senza scrupoli, non possiamo che sollecitare celerità e chiarezza sulla vicenda ed esprimere la piena solidarietà e vicinanza del sindacato alle famiglie dei lavoratori uccisi», concludono Cavallo ed Apetino.


