Sud, un paradiso senza servizi
Un gruppo di turisti scrive agli amministratori di Basilicata, Calabria e Campania: «Tanta bellezza, ma mancano i trasporti: le istituzioni ci ascoltino»
Un gruppo di viaggiatori scrive agli amministratori di Basilicata, Calabria e Campania per chiedere che siano rafforzati i servizi di trasporti e per evidenziare la bellezza di questi territori che meriterebbero più attenzione. Di seguito il comunicato.
C’è un’Italia che, con l’arrivo della bella stagione, si trasforma nel sogno di migliaia di vacanzieri. È la terra che unisce idealmente la Campania, la Basilicata e la Calabria: un filo rosso che attraversa Paestum, Ascea, Pisciotta, Sapri, per poi scivolare sulla splendida costa di Maratea e giù, fino alle stazioni nevralgiche della Calabria come Rosarno. Luoghi unici, dove la bellezza mozzafiato dei paesaggi si sposa con il calore di una popolazione locale straordinaria.
Eppure, dietro questa cartolina perfetta, si nasconde l’ombra di un paradosso tutto italiano: la carenza cronica di servizi essenziali. A lanciare un accorato appello sono gli stessi turisti, che vivono questi territori con passione ma che si scontrano quotidianamente con le difficoltà logistiche.
Il nodo dei servizi in stazione: Nel mirino dei viaggiatori c’è la gestione delle infrastrutture collegate ai grandi nodi ferroviari. Se da un lato lo sforzo di Ferrovie dello Stato nel garantire i collegamenti è evidente, dall’altro si sente la mancanza di quei piccoli ma fondamentali servizi di accoglienza che avevano caratterizzato le stagioni passate.
«L’estate scorsa, in stazioni chiave come Sapri in Campania, Maratea in Basilicata, Rosarno e altri scali calabresi, c’erano piccoli servizi di facchinaggio e infopoint che per noi viaggiatori sono stati una vera ancora di salvezza», spiegano i turisti nella loro lettera-appello. «Chiediamo che queste agevolazioni vengano ripristinate e potenziate».
La richiesta: «Nessun lusso, servono solo autobus estivi». Il problema principale, tuttavia, si palesa una volta scesi dal treno. Raggiungere le strutture ricettive, le spiagge o i borghi dell’entroterra senza un’auto privata diventa spesso un’odissea. La richiesta dei visitatori alle istituzioni locali e regionali è minimale, ma cruciale: collegamenti bus dedicati, anche solo per il periodo estivo. Non si chiedono grandi opere, ma una rete di trasporto pubblico locale che permetta a chi viaggia in treno di non rimanere bloccato in stazione.
Un danno all’economia locale. La critica non vuole essere distruttiva, tutt’altro. È un atto d’amore verso un territorio che merita di più, soprattutto per tutelare chi del turismo vive tutto l’anno. I commercianti e i gestori delle strutture ricettive di queste tre regioni sono considerati “all’avanguardia” per capacità e ospitalità, ma rischiano di essere penalizzati dall’inerzia della politica.
L’appello si chiude con un invito formale alla responsabilità: «Speriamo che questo messaggio arrivi a tutti gli amministratori locali e regionali. Rappresentare questi luoghi meravigliosi significa farlo con impegno, soprattutto nei confronti di chi investe nel turismo e di chi sceglie di spendere qui le proprie vacanze. Salvaguardare il territorio significa renderlo accessibile».
La palla passa ora ai governatori e ai sindaci. L’estate è ormai alle porte, e la risposta che verrà data a questi turisti definirà il futuro dell’accoglienza del nostro Meridione.


