Affari nell’energia alternativa: tracciare il denaro
Nel nostro viaggio sui conti in tasca alla speculazione nel settore delle rinnovabili, trattiamo l’esempio di un impianto fotovoltaico a Tolve
Il territorio di Tolve ospita diversi progetti di impianti fotovoltaici e agro-fotovoltaici, tra cui spiccano l’impianto da 19.976 MW in Località Piani la Colonna (realizzato con circa 50.000 pannelli su 35 ettari) e il progetto “Tolve Solarfarm” da quasi 20 MW esteso anche al comune di Oppido Lucano. Tolve da sempre è il crocevia di impianti eolici e fotovoltaici di cui ci siamo spesso occupati nel corso delle nostre inchieste sull’eolico selvaggio. Oggi proseguiamo il nostro viaggio negli affari dell’energia alternativa, fornendo un altro esempio emblematico. Dopo il biogas e l’eolico, passiamo al fotovoltaico. Il metodo è sempre lo stesso.
IL SISTEMA E LA PROCEDURA
Un signore o una signora, probabilmente legati a personaggi politici e a esperti nella speculazione, costituiscono con 300 euro di capitale una srls, in questo caso la T2 Energy srls con sede a Oppido Lucano. Questa società presenta l’istanza per la costruzione di un impianto fotovoltaico di circa 20mila MW. La società è una tipica struttura leggera utilizzata nelle primissime fasi per richiedere i permessi e presentare i progetti iniziali al Comune di Tolve e alla Regione Basilicata, occuparsi della ricerca e acquisizione dei terreni, gli espropri eccetera. Fino all’ottenimento dei titoli autorizzativi.
A quel punto il proprietario o i proprietari della srls vendono le loro quote a esponenti di altre società. La vecchia srls diventa srl con capitale di 10mila euro. I vecchi proprietari fondatori cedono dunque il 100% delle quote. La società rimuove la dicitura “Semplificata” trasformandosi in S.r.l. ordinaria, con 10mila euro di capitale, necessaria per gestire asset milionari. La società mantiene lo stesso nome, ma cambia sede legale, T2 Energy, e viene acquisita dalla joint venture tra il fondo milanese EQUITA Capital SGR (che ha comprato il 75%) e gli spagnoli di Dominion Global (che hanno acquisito il 25%).
L’accordo quadro siglato tra EQUITA Capital SGR (tramite il fondo EQUITA Green Impact Fund – EGIF) e la multinazionale spagnola Dominion Global prevede un portafoglio complessivo di 4 progetti fotovoltaici “ready-to-build” in Italia, con una capacità installata totale di 74 MWp.
All’interno di questa specifica joint-venture la nuova T2 Energy S.r.l. è affiancata da altre società veicolo. Nel portafoglio ufficiale del fondo, la società gemella che opera con lo stesso assetto proprietario è la Bas Italy Seconda S.r.l., Società controllata al 75% che gestisce un impianto fotovoltaico speculare in Basilicata. Insieme alla nuova T2 Energy, questo blocco sviluppa progetti per una potenza complessiva dichiarata nei bilanci del fondo di circa 16,2 e 16,6 MWp.
Il pacchetto di acquisizioni originario concordato con Dominion Global comprende altre due società veicolo autorizzate per la costruzione di parchi solari sul territorio siciliano, completando il portafoglio da 74 MWp complessivi.
Oltre alla joint-venture fotovoltaica con Dominion, la piattaforma di investimento Infrastrutture Rinnovabili di EQUITA SGR controlla altre società collegate nel Sud Italia, dedicate in questo caso all’energia eolica, tra queste la Cogein Rapone S.r.l.: Società veicolo attiva sempre in Basilicata per lo sviluppo del Progetto Rapone, un impianto eolico della potenza di 8,8 MW.
SI VENDE
Come abbiamo visto in maniera più dettagliata, il sistema è sempre lo stesso sia che si tratti di biogas sia che si tratti di eolico, quando l’impianto viene venduto “Ready-to-Build” (ovvero pronto per la costruzione, completo di Autorizzazione Unica ed espropri pronti.
Dunque, gli sviluppatori locali, la T2 Energy srls, hanno venduto l’intero pacchetto autorizzativo al gruppo internazionale Dominion Global che ha successivamente capitalizzato l’operazione cedendo a sua volta il 75% delle quote al fondo EQUITA Green Impact Fund (un fondo da 140 milioni di euro totali) per finanziare l’effettiva costruzione fisica del parco solare, stimata in diverse decine di milioni di euro, probabilmente 14 milioni.
La cifra esatta monetizzata dai primissimi proprietari locali non è stata resa pubblica, poiché i dettagli finanziari delle transazioni tra soggetti privati e sviluppatori non vengono inseriti nei comunicati stampa ufficiali.
Tuttavia, osservando le logiche di mercato del settore fotovoltaico italiano, è possibile stimare il valore economico della cessione basandosi sulla potenza dell’impianto di Tolve e sui parametri applicati ai progetti in fase “Ready-to-Build”.
LA STIMA DEL VALORE DI MERCATO PER MW
Nelle compravendite di progetti fotovoltaici nel Sud Italia, il valore di un impianto “Ready-to-Build” che ha già superato tutti gli iter burocratici regionali oscilla generalmente tra i 50.000 e i 100.000 euro per ogni Megawatt (MW) di potenza autorizzata.
La variazione di prezzo dipende da tre fattori chiave: la vicinanza e la facilità di allaccio alla rete Terna (punto di connessione economico); l’assenza di ricorsi pendenti al TAR o vincoli ambientali insuperabili; la presenza di terreni già vincolati o con decreti d’esproprio avviati.
Moltiplicando la cifra media (80 mila euro per ogni MW) per 19 MW abbiamo un valore di 1.520.000 euro per la cessione dei diritti e delle quote della ditta. Tolte le spese, il ricavo netto si aggirerebbe intorno 1,1 milioni di euro. Naturalmente le cifre sono ipotetiche, ma indicarle serve a dare il peso dell’affare. Se la vendita delle quote, come anche capita, avviene prima ancora di ottenere l’autorizzazione, le cifre cambiano di molto, ma si tratta comunque di molti soldi.
CHI PASSA ALL’INCASSO?
Chi incassa questo denaro? Soltanto la signora, di professione commerciante, ex amministratore unico della società sviluppatrice? Difficile immaginarlo, tuttavia in questi casi come in altri, non vi è nulla di illegittimo o illegale. Ad ogni modo sarebbe interessante tracciare il denaro dal momento della vendita passando per i diversi binari imboccati, fino alle stazioni di arrivo. E questo vale per tutti gli impianti eolici, a biogas e fotovoltaici venduti da sviluppatori locali con la formula “Ready-to-Build”. Alla prossima.
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