Basilicata, politica: a fare centro sono sempre gli stessi, a destra e a sinistra
Centristi per calcolo, provano a orientare le decisioni del Pd e del centrodestra
In queste settimane sembra più evidente, in vista del congresso regionale, che il Pd venga usato come terreno di competizione tra gruppi di interesse. Abbiamo la sensazione che in molti si dilettino non solo nel gioco delle tre carte, ma anche dei tre tavoli. Ciò che appare più sorprendente (ma nemmeno tanto) sono le tarantelle dei cosiddetti “centristi” dentro e fuori il perimetro del Partito Democratico. Si balla per ottenere vantaggi dall’esito del congresso sia in termini politici (candidature alle politiche e alle regionali) sia in termini di interessi economici. E vediamo chi sono i ballerini.
Donato Macchia a Potenza sta con Telesca tramite la D’Andrea a sinistra, mentre in Regione sta con Polese a destra. L’accordo Polese – Gruppo Macchia risalerebbe alle elezioni provinciali di Potenza. Grazie a quell’asse avrebbero eletto due consiglieri provinciali nel centrosinistra, uno ciascuno. Macchia dal canto suo appoggia Rutigliano a segretario regionale del Pd. Polese sta al centro con Renzi e però sta anche a destra con Bardi. Insomma, a Roma contro Giorgia Meloni, a Potenza con la Giunta di destra.
Casa Comune, Chiorazzo e Vizziello, appoggia nel Pd la corrente Telesca – De Filippo che sta provando a prendere il Partito nel congresso tramite la Locantore o tramite lo stesso Telesca.
In sostanza il Centro politico, così si definiscono, (Macchia, Polese e Chiorazzo) è diviso al suo interno e condiziona sia il Pd che la destra. E’ normale, i centristi fanno sempre così. E per darsi uno spessore spesso dicono di essere riformisti-liberali- democratici-popolari: chiacchiere, anche perché quella definizione è un vuoto cosmico. Tuttavia, questi esponenti sono tutti nel centro del centrosinistra nazionale.
Poi vi è la galassia Pittella che a Lauria governa con Fratelli di Italia, ma che negli ultimi 40 anni ha di fatto condizionato sempre la sinistra di cui Marcello e Gianni sono stati riferimenti regionali e Europei. Oggi Gianni sarebbe vicino a Pina Picierno e Marcello ha sposato Calenda.
Macchia, Polese e Chiorazzo hanno gli stessi obiettivi: prendere candidatura al Parlamento in Casa riformista o Progetto Civico o chicchessia, e poi nel dopo Bardi puntare alla presidenza della Regione, sia entrando direttamente in campo sia attraverso i “fedeli”. Alle tarantelle sono interessati molti altri cosiddetti imprenditori che nemmeno nominiamo perché abbiamo anche noi il diritto a tutelarci dalla gastrite.
Nel frattempo cha fa Roberto Speranza? Tace. Ormai gli è rimasto solo Macchia che, tra l’altro, come gli altri centristi di comodo, gioca su più tavoli. Insomma capire che sta succedendo non è facile anche perché è davvero difficile spiegarlo. L’unica cosa certa è che siamo di fronte al continuo sviluppo, con variazioni frequenti, di inquietanti giochi di potere. Loro la chiamano politica.



