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Basilicata, sei caregiver su dieci si sentono sopraffatti dagli impegni di cura

È quanto emerge dall’indagine “Generazione Sandwich”, realizzata da Ipsos Doxa che evidenzia il forte impatto umano e organizzativo dell’assistenza quotidiana.

La cura di figli, anziani e persone fragili continua a poggiare soprattutto sulle famiglie. È quanto emerge dall’indagine “Generazione Sandwich”, realizzata da Ipsos Doxa per Nuova Collaborazione (associazione nazionale datori di lavoro domestico) che evidenzia il forte impatto umano e organizzativo dell’assistenza quotidiana.

In Campania e Basilicata l’87% degli intervistati ritiene che imprevisti legati alla cura – come malattie, assenze dei caregiver o indisponibilità dei servizi – possano mettere molto o abbastanza in difficoltà l’organizzazione familiare. A Napoli e Potenza la quota si attesta all’85%.

L’impatto non è soltanto organizzativo. Tra chi presta assistenza, il 61% dichiara di essersi sentito molto o abbastanza sopraffatto dagli impegni di cura negli ultimi tre mesi. La stessa percentuale si registra anche nell’area di Napoli e Potenza. Ancora più significativo il dato relativo al tempo personale: il 65% dei caregiver di Campania e Basilicata afferma che gli impegni assistenziali gli hanno dato la sensazione di non avere abbastanza tempo per sé. Nei due capoluoghi la quota raggiunge il 63%.

Il tema del benessere mentale emerge con particolare evidenza. L’88% degli intervistati ritiene che la gestione della cura possa generare molto o abbastanza stress mentale per le famiglie. Parallelamente, il 26% degli intervistati in Campania e Basilicata valuta il proprio benessere mentale come scarso o pessimo; la percentuale si mantiene elevata anche a Napoli e Potenza (25%). Secondo la ricerca, le famiglie continuano inoltre a rappresentare il principale pilastro dell’assistenza. Per questo motivo il carico della cura non riguarda soltanto la sfera privata, ma assume una rilevanza sociale più ampia, incidendo sul benessere, sull’organizzazione quotidiana e sulla qualità della vita di chi presta assistenza.

“Il lavoro di cura non può più essere considerato una questione privata: è diventato un tema centrale per la sostenibilità economica e sociale del Paese. Oggi sempre più persone, nel pieno della propria vita lavorativa, si trovano a sostenere contemporaneamente la gestione di figli, genitori anziani e responsabilità professionali, spesso senza adeguati strumenti di supporto”, afferma Alfredo Savia, Presidente di Nuova Collaborazione. “L’invecchiamento della popolazione, l’aumento della non autosufficienza e la riduzione delle reti familiari tradizionali stanno rendendo il lavoro domestico e assistenziale una componente sempre più indispensabile del nostro welfare. È necessario costruire maggiore consapevolezza culturale e istituzionale attorno al valore sociale della cura, affinché le famiglie non vengano lasciate sole e il lavoro assistenziale venga riconosciuto come una vera infrastruttura sociale del Paese”, conclude Savia.

I DATI NAZIONALI

La fotografia territoriale si inserisce in una dinamica nazionale che conferma la centralità crescente del lavoro di cura all’interno delle famiglie italiane. A livello nazionale, il 77% degli italiani individua nella famiglia il principale soggetto di welfare, mentre il 70% dei caregiver dichiara di condividere la cura con altri familiari e solo il 7% può contare su servizi domiciliari pubblici. Il 56% degli appartenenti alla Generazione Sandwich ha inoltre ridotto o sospeso il lavoro per esigenze di assistenza.

Accanto al costo economico emerge con forza anche il costo psicologico della cura. Il 92% degli italiani ritiene che la gestione della cura generi stress mentale per le famiglie. Nell’ultimo trimestre, il 67% degli appartenenti alla Generazione Sandwich dichiara di essersi sentito sopraffatto dagli impegni di cura e il 72% lamenta una forte riduzione del tempo personale. La ricerca evidenzia inoltre un peggioramento del benessere mentale rispetto alla media nazionale: il livello medio di benessere percepito si attesta infatti a 6,8, contro il 7,1 rilevato tra gli italiani intervistati.

Sempre a livello nazionale, sono soprattutto le donne a sostenere il peso maggiore della cura e a subire le conseguenze organizzative e professionali del doppio carico assistenziale. Tra le donne appartenenti alla Generazione Sandwich il 68% afferma di trovarsi spesso o qualche volta in difficoltà nel rispondere ai bisogni di cura dei figli. La ricerca evidenzia quindi come il lavoro di cura continui a rappresentare uno dei principali fattori che alimentano le disuguaglianze di genere nel mercato del lavoro italiano.