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Basilicata: viaggio negli affari dell’energia alternativa
Foto di previsione a impianto finito

I conti in tasca ai titolari dell’impianto di biometano a Viggiano e una curiosità sul Direttore Generale del Dipartimento Ambiente, Territorio ed Energia della Regione Basilicata

Loro ci guadagnano, anche troppo, e la Basilicata ci rimette il futuro. È la sintesi del viaggio che abbiamo intrapreso con la prima puntata, pubblicata ieri 16 luglio. Questo viaggio, abbiamo già scritto, ha l’ambizione di spiegare le ingiustizie e i danni prodotti dal business dell’energia alternativa che, come vedremo, è più spesso una faccenda speculativa. Oggi, seconda puntata, ci occupiamo dell’impianto a biogas in fase di realizzazione a Viggiano.

L’IMPIANTO BIOGAS A VIGGIANO

È quasi pronto. È prevista una produzione 499 metri cubi all’ora, di proprietà della società ORA S.r.l. (ORA Energia). Dovrebbe essere alimentata dalla filiera agricola e zootecnica locale nel raggio di 50 km. Per quanto ci risulta in quel raggio non pare vi sia un affollamento di aziende zootecniche, ma forse ci sbagliamo. Siamo abbastanza certi, invece, che l’impianto è a ridosso del Parco dell’Appennino lucano, a pochi metri da un pozzo di estrazione petrolifera Eni e a circa 2 chilometri di distanza in linea d’aria dal lago del Pertusillo. Tutto bene, anche perché l’impianto è stato assoggettato a una procedura autorizzativa semplificata. Ripetiamo, ciò che scriveremo su questo impianto, a parte i nomi delle società, dei progettisti e delle imprese coinvolte, vale in diversa misura per tutti gli altri impianti esistenti e in via di realizzazione.

QUESTI IMPIANTI SONO DANNOSI PER L’AMBIENTE E PER LA SALUTE?

In estrema sintesi, vediamo le ragioni principali di chi approva questi impianti e di chi si oppone.

I PRO. Un impianto a biometano trasforma i rifiuti organici e gli scarti agricoli in un gas pulito. I suoi punti di forza principali sono la sostenibilità ambientale, l’energia rinnovabile e la riduzione dei rifiuti.  Aiuta a diminuire i gas serra nell’aria, produce il digestato, un residuo utile per concimare i campi al posto dei prodotti chimici. Insomma, il biometano costituisce una fonte di energia alternativa ai combustibili fossili, contribuendo alla diversificazione delle fonti energetiche e alla riduzione della dipendenza da combustibili non rinnovabili.

I CONTRO: Timore di emissioni inquinanti nell’aria, cattivi odori e rischi per la qualità delle falde acquifere e del territorio circostante; preoccupazione per il forte aumento del transito di mezzi pesanti e camion destinati al trasporto delle biomasse e dei rifiuti organici verso l’impianto; critiche verso la vicinanza ad allevamenti intensivi e il rischio di una “finta transizione ecologica”, con consumo di suolo agricolo sottratto alle colture alimentari; paura di una perdita di valore delle case e dei terreni situati nelle vicinanze del polo produttivo. Il digestato è un concime di serie C che nell’immediato sostituisce i fertilizzanti, ma in realtà a lungo termine impoverirebbe il suolo.

Detto questo, a noi interessa altro. Interessa capire quali vantaggi ottengono le popolazioni locali da questi impianti e chi davvero ci guadagna. Partendo dal dubbio che i soggetti della filiera (sviluppatori, studi di ingegneria, imprese esecutrici, proprietari) abbiano a cuore la transizione ecologica più di quanto ne abbiano per gli affari.

QUANTA OCCUPAZIONE CREA QUESTO IMPIANTO?

Nei primi 6-12 mesi di cantiere per la costruzione impiega tra i 30 e i 60 lavoratori contemporaneamente. A impianto realizzato vengono impiegati generalmente tra i 4 e i 10 lavoratori diretti a tempo pieno per la gestione quotidiana, a cui si aggiunge l’indotto locale per la logistica e le manutenzioni.

INVESTIMENTI E INCENTIVI

Vediamo ora come funziona: chi e quanto potrebbe guadagnare dall’operazione?

Il progetto rientra nel sistema di incentivi pubblici per la transizione ecologica. La realizzazione, con contratto Epc (Engineering, Procurement and Construction), è affidato alle società Isolmec Build e Tozzi Sud. Il committente è la Biogas Ora srl, proprietario nei fatti la Società Ora srl (Ora energia), in mezzo direttori, ingegneri, esecutori, eccetera.

L’impianto è stato sviluppato per accedere ai fondi e alle tariffe agevolate regolate dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), nell’ambito del piano nazionale per l’economia circolare.

I canali di finanziamento pubblico e agevolazioni previsti per questa tipologia di impianti includono:

  • Fondi Pnrr (Missione 2, Investimento 1.4): il settore del biometano agricolo beneficia dei fondi strutturali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che coprono fino al 40% dei costi di investimento in conto capitale a fondo perduto per la progettazione e la costruzione dell’infrastruttura.
  • Tariffe incentivanti ventennali: il meccanismo del GSE garantisce una tariffa incentivante (o il ritiro del gas a prezzo dedicato) sul totale del biometano netto che viene effettivamente immesso nella rete nazionale.
  • Project Financing e investimenti privati: la restante quota del capitale viene garantita da operazioni finanziarie private e fondi di investimento specializzati in infrastrutture sostenibili.

L’investimento complessivo stimato per un impianto di biometano di questa taglia (circa 500 Smc/h di nuova costruzione) si aggira solitamente tra i 12 e i 15 milioni di euro. Il calcolo economico dettagliato si basa sui parametri normativi e sulle specificità del progetto.

I Parametri di Costo del Ministero (Decreto Biometano Pnrr)

Il Decreto Biometano del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica fissa con precisione i tetti massimi di spesa ammissibili per l’accesso ai contributi a fondo perduto:

Costo specifico massimo: Per i nuovi impianti agricoli con capacità compresa tra 100 e 500 Smc/h, la legge stabilisce un limite di spesa massimo pari a 29.000 € per singolo Smc/h di capacità.

Investimento Massimo Ammissibile: Moltiplicando la capacità dell’impianto di Viggiano (499 Smc/h) per il tetto ministeriale, si ottiene un costo massimo coperto dagli incentivi pari a circa 14,47 milioni di euro.

Quota del Contributo Pubblico: Poiché il PNRR finanzia il 40% delle spese in conto capitale, l’impianto può ricevere un incentivo a fondo perduto fino a circa 5,78 milioni di euro.

I CONTI IN TASCA

Il rendimento lordo di un impianto di biometano da 499 Smc/h (come quello di Viggiano) si aggira generalmente tra i 4,5 e i 5,2 milioni di euro all’anno, garantito per 15 anni dal sistema di incentivi statali.

Sottratti i costi operativi, il proprietario ottiene un utile netto annuale stimato tra 1,5 e 2,5 milioni di euro. Il tasso di rendimento dell’investimento (ROI) oscilla solitamente tra il 12% e il 20%, permettendo di ripagare il capitale proprio in circa 4-6 anni.

I ricavi e i profitti derivano da precise voci economiche regolamentate:

I ricavi principali derivano dalla vendita dell’energia immessa nella rete Snam tramite il meccanismo del GSE:

Volume di Gas Prodotto: Un impianto da 499 Smc/h che lavora a pieno regime (circa 8.000 ore l’anno) produce circa 4 milioni di Smc (metri cubi) di biometano all’anno

Conversione Energetica: 4 milioni di Smc corrispondono a circa 38.000 – 40.000 MWh di energia termica.

Tariffa Incentivante: Il Decreto PNRR per impianti agricoli sopra i 100 Smc/h assegna una tariffa di riferimento base d’asta pari a 122,81 €/MWh (adeguata all’inflazione).

Totale Ricavi Energetici: Moltiplicando l’energia prodotta per la tariffa, il fatturato annuo derivante dal solo biometano è di circa 4,7 – 4,9 milioni di euro

RICAVI EXTRA

Il proprietario genera ulteriori entrate commerciali dalla vendita dei sottoprodotti del processo:

Digestato (Fertilizzante): il residuo della fermentazione delle biomasse viene trasformato in un ammendante biologico ed è rivenduto alle aziende agricole locali della Val d’Agri.

Anidride Carbonica (CO₂) Bio: durante l’upgrading del biogas viene isolata la CO₂ pura. Se liquefatta e rivenduta alle industrie alimentari (es. bevande gassate), può generare diverse decine di migliaia di euro extra all’anno.

Per non farla più lunga, l’utile netto annuale stimato per il proprietario dell’impianto di biometano di Viggiano (da 499 Smc/h) si aggirerebbe tra 1,5 e 2,2 milioni di euro all’anno. Questo profitto netto resta stabile per tutti i 15 anni di durata degli incentivi GSE. Proiettato sull’intero ciclo del contratto pubblico, l’utile netto complessivo generato si attesta tra i 22 e i 33 milioni di euro.

IL GUADAGNO IN CASO DI VENDITA DELL’IMPIANTO

Per un impianto da 499 Smc/h con autorizzazioni attive e tariffe GSE blindate, il prezzo di vendita sul mercato secondario delle rinnovabili si colloca generalmente tra i 18 e i 25 milioni di euro, se l’impianto viene ceduto all’inizio della sua vita operativa. Ma il valore effettivo cambia drasticamente a seconda del momento in cui avviene la vendita.

Se il proprietario vende l’impianto appena costruito e allacciato alla rete Snam (con i 15 anni di incentivi GSE ancora totalmente integri):

  • Perché vale così tanto? I fondi infrastrutturali pagano un “premio” altissimo per comprare un asset a rischio zero. L’impianto ha un fatturato garantito dallo Stato di circa 4,8 milioni all’anno.
  • Gli impianti di biometano incentivati vengono scambiati a multipli dell’Ebitda pari a circa 7-9 volte. Con l’Ebitda stimato di 2,8-3 milioni di euro, il valore di mercato dell’asset si attesta tra i 21 e i 27 milioni di euro.
  • Avendo speso circa 14 milioni di euro per costruirlo (di cui il 40% coperto a fondo perduto dal PNRR, lasciando l’esborso reale a circa 8,5 milioni), vendere a 22 milioni genera una plusvalenza netta immediata per il costruttore di oltre 13 milioni di euro.

Se l’impianto viene venduto dopo diversi anni di funzionamento, il valore scende perché gli anni di incentivo rimasti sono inferiori.

CI GUADAGNA SOLO IL PROPRIETARIO O GESTORE?

La filiera di un impianto a biogas si sviluppa attraverso fasi progressive: lo sviluppo preliminare, la progettazione autorizzativa, e la realizzazione esecutiva. In queste fasi abbiamo progettisti e ingegneri, finanziatori, esecutori e fornitori.

In questo quadro solitamente si ricorre ad amici e a gente politicamente targata o appartenente a circoli privilegiati.

LA GIOSTRA SOCIETARIA

Se dovessimo entrare nei dettagli dell’intreccio societario legato alla realizzazione e alla titolarità dell’impianto avremmo bisogno di aggiungere molte pagine a questo articolo. Vi diamo, perciò, in sintesi alcune informazioni. Il committente è la Biogas Ora Srl. La Società viene costituita il 26 febbraio 2024, è iscritta alla Camera di Commercio di Bologna il 30 luglio 2025, a pochi mesi dall’inizio lavori dell’impianto biometano a Viggiano, dicembre 2025. Costituita ad hoc per il progetto biometano a Viggiano. È al momento inattiva, presumiamo in attesa dell’entrata in funzione dell’impianto. In questa società troviamo una marea di soci, che si intrecciano con altre società. Alcuni, come gli istituti di credito, sono necessari e prevedibili, ma altri ci inducono a una domanda: perché loro e non altri? Ne riparleremo, in un’altra puntata.

AL MOMENTO SOLO UNA CURIOSITÀ

La curiosità è che Lo Studio DAU srl, di cui Canio Santarsiero è stato amministratore unico fino al 4 dicembre 2019, è direttore dei lavori dell’impianto biometano, coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione. Canio Santarsiero abbandona la carica di amministratore unico della DAU srl quando viene nominato da Vito Bardi, Amministratore Unico di Egrib (‘Ente di governo per i rifiuti e le risorse idriche della Basilicata). Nomina quest’ultima che sarà rinnovata nel 2022 fino a quando sempre Bardi lo nomina, il 20 giugno 2025, Direttore Generale del Dipartimento Ambiente, Territorio ed Energia della Regione Basilicata. Nel frattempo, Santarsiero, mantiene l’incarico di Commissario Straordinario di Egrib. Attualmente l’amministratore unico della DAU srl è l’architetta Mariangela Santarsiero che divide le quote della DAU srl con Rosa Ignomirelli.

Naturalmente nulla di strano, una semplice curiosità. Altre curiosità le vedremo in una prossima puntata, quando faremo un focus sulle società e le persone che girano intorno all’impianto, partendo appunto dalla Biogas Ora srl.

Il totem del cantiere totem

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