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Calcio giovanile Potenza: “interrotto il percorso tra Under 13 e 14, una scelta che merita chiarimenti”

“Una società sportiva giovanile non è solo un’organizzazione tecnica, ma un punto di riferimento educativo e sociale per il territorio”

Di seguito la lettera aperta di alcuni  genitori di giovani calciatori impegnati in un percorso con il Potenza Calcio

Nel calcio giovanile si parla spesso di progettualità, crescita e responsabilità educativa. Sono principi che ogni società sportiva dovrebbe garantire, soprattutto quando si rivolge a bambini e ragazzi in età formativa. Proprio per questo, lascia perplessi la decisione di una società calcistica locale, il Potenza Calcio, di non dare continuità al percorso tra la categoria Under 13 e Under 14.

Interrompere un ciclo sportivo in un passaggio così delicato non è una scelta neutra. Il salto verso l’Under 14 rappresenta una fase cruciale: non solo dal punto di vista tecnico, ma anche sotto il profilo umano e relazionale. Bloccare il percorso proprio in questo momento significa, di fatto, mettere in difficoltà decine di ragazzi che, fino a quel momento, avevano seguito con impegno e fiducia il progetto proposto dalla società.
Se da un lato è comprensibile che possano esistere difficoltà organizzative o gestionali, dall’altro ciò che emerge è una evidente carenza nella comunicazione. Famiglie e atleti avrebbero meritato maggiore trasparenza, tempi certi e, soprattutto, soluzioni alternative concrete.
Il silenzio o le informazioni tardive non sono compatibili con il ruolo educativo che una società sportiva si assume. La gestione di un settore giovanile non può prescindere da chiarezza e pianificazione.

Le conseguenze di questa decisione ricadono interamente sui giovani atleti e sulle loro famiglie, costrette a cercare nuove sistemazioni in tempi ristretti. Non tutti, però, hanno le stesse opportunità o la possibilità di inserirsi facilmente in altre realtà. Il rischio è duplice: da un lato si crea disorientamento, dall’altro si alimenta l’abbandono precoce dello sport, fenomeno già ampiamente diffuso e preoccupante.

Una società sportiva giovanile non è solo un’organizzazione tecnica, ma un punto di riferimento educativo e sociale per il territorio. Proprio per questo, ogni scelta dovrebbe essere guidata da senso di responsabilità e visione a lungo termine. Interrompere un percorso senza garantire continuità o accompagnamento adeguato rischia di minare la fiducia costruita negli anni e di compromettere il valore educativo dello sport. Non si tratta di mettere sotto accusa una società, ma di richiamare l’attenzione su un tema che riguarda l’intero movimento sportivo. Programmazione, trasparenza e tutela dei ragazzi devono restare prioritarie.

È legittimo affrontare difficoltà, ma è altrettanto doveroso farlo senza lasciare indietro chi nello sport cerca crescita, stabilità e opportunità.
Il calcio giovanile dovrebbe essere sinonimo di continuità e affidabilità. Quando questi elementi vengono meno, si apre una riflessione seria sulla gestione e sulla missione delle società sportive. Auspichiamo che venga fatta chiarezza su quanto accaduto e che, in futuro, decisioni di questo tipo siano accompagnate da maggiore attenzione verso i veri protagonisti: i ragazzi.