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Cotrab, “una crisi annunciata tra proroghe, contenziosi e allarmi ignorati”

Filt Cgil: La vicenda degli oltre 11 milioni di euro riconosciuti al Consorzio e oggi al centro del giudizio della Corte dei Conti non nasce per caso

“La vicenda degli oltre 11 milioni di euro riconosciuti al Cotrab e oggi al centro del giudizio della Corte dei Conti non nasce per caso. È l’epilogo di una storia iniziata anni fa, quando il trasporto pubblico locale lucano ha smesso di essere governato attraverso una programmazione ordinaria ed è entrato nella stagione delle proroghe. Le gare per l’affidamento del servizio extraurbano erano scadute il 31 dicembre 2017. Da allora il servizio è stato garantito attraverso continui rinnovi temporanei, rinviando di fatto la nuova procedura di evidenza pubblica. Una scelta che, nel tempo, ha prodotto effetti economici, industriali e amministrativi”. A dirlo, in una nota, Luigi Ditella, segretario della Filt Cgil Basilicata.

“Come Filt Cgil Basilicata-prosegue Ditella- avevamo denunciato con forza questa situazione in numerose occasioni pubbliche e durante gli incontri convocati i Prefettura a Potenza, esprimendo forti perplessità sul protrarsi delle proroghe, sui ritardi nei pagamenti e sull’assenza di una strategia capace di garantire stabilità al settore. Più volte abbiamo sostenuto che senza una gara definitiva sarebbe stato impossibile assicurare investimenti, qualità del servizio e certezza occupazionale”.

“Se la mancanza di una gara ha impedito gli investimenti, cosa ha impedito che la gara non fosse conclusa nei tempi previsti? E come è stato possibile che un affidamento iniziato nel 2009 e scaduto nel 2017 sia stato prorogato fino al 2026?
Sono interrogativi che negli anni hanno alimentato il dibattito politico e istituzionale e che hanno in ultimo interessato l’Autorità Nazionale Anticorruzione. L’Anac vuole infatti vederci chiaro sulla proroga tecnica, strumento eccezionale utilizzabile esclusivamente per il tempo strettamente necessario alla conclusione di una nuova procedura di gara e che quindi non può trasformarsi in una modalità ordinaria di affidamento dei servizi pubblici.

“In Basilicata, invece, -aggiunge il segretario della Filt Cgil- l’eccezione è diventata la regola. È in questo contesto che si inserisce la vicenda degli oltre 11 milioni di euro riconosciuti a Cotrab a titolo di interessi per ritardati pagamenti, oggi oggetto del giudizio della Corte dei Conti. Sarà la magistratura contabile a stabilire se il procedimento amministrativo abbia determinato un danno erariale e se sussistano responsabilità personali, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza. Sul piano politico, però, la questione appare più ampia. Per quasi un decennio il sistema del trasporto pubblico locale lucano ha vissuto senza un affidamento definitivo, con imprese prive di un orizzonte certo per programmare investimenti, lavoratori costretti a convivere con una continua precarietà gestionale e cittadini alle prese con un servizio spesso oggetto di contestazioni”.

“Come Filt Cgil Basilicata, anche nelle sedi istituzionali abbiamo chiesto di interrompere questa spirale. Quelle preoccupazioni, alla luce delle vicende odierne, assumono oggi un significato particolare. La sensazione è che il costo più elevato non sia rappresentato soltanto dagli 11 milioni oggi contestati davanti alla Corte dei conti, ma dagli anni perduti senza una gara, senza una programmazione stabile e senza quelle scelte che avrebbero potuto restituire certezza a un settore strategico per la mobilità dei cittadini lucani. L’ ennesima passerella dell’assessore regionale al ramo sull’arrivo di nuovi autobus, fra l’altro finanziati dalla precedente assessora, e della piattaforma per la bigliettazione che in tutta Italia rappresenta l’ordinario, qui viene presentano come qualcosa di straordinario, di epocale, continuando a la narrazione di un mondo dei trasporti idilliaco che in Basilicata continua a non esistere, mentre nel mondo reale chi vive giornalmente il comparto continuano a subire disagi fra continui disservizi e incertezze per il futuro”.