Crisi industriale in Basilicata, Cgil: “Risposte subito o sarà mobilitazione”
Mega: “Singolare che l’incontro a Palazzo Chigi con il presidente della Regione Basilicata, su alcune delle maggiori vertenze lucane, sia avvenuto escludendo totalmente i sindacati”
“È piuttosto singolare che l’incontro che si è tenuto ieri a Palazzo Chigi con il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, su alcune delle maggiori vertenze lucane, come l’automotive, le estrazioni petrolifere e in generale il tessuto produttivo e industriale, sia avvenuto escludendo totalmente i sindacati e i lavoratori e lavoratrici che rappresentano. Da tempo come Cgil chiediamo al Governo Bardi di portare al Governo nazionale quella che abbiamo definito “vertenza Basilicata”, visto anche il diretto coinvolgimento sul territorio di multinazionali e grandi player nazionali. Ma a oggi non abbiamo ricevuto mai alcuna convocazione, salvo poi apprendere dalla stampa di questo incontro i cui esiti sono stati diffusi in maniera molto generica dall’ufficio stampa della giunta regionale. Torniamo a chiedere al presidente Bardi un confronto urgente. Attendiamo risposte subito o sarà mobilitazione unitaria. Il tempo è scaduto”. Lo afferma il segretario generale della Cgil Basilicata, Fernando Mega, che si sofferma maggiormente sulla questione energetica.
“Dopo 25 anni di trivellazioni – prosegue – che hanno prodotto il deserto da un punto di vista economico e occupazionale, con i giovani che fuggono e il governo centrale che nulla ha restituito alla Basilicata in termini di occupazione, investimenti e infrastrutture, nonostante la presenza di multinazionali come Eni, Total ed Enel, quest’ultima a partecipazione pubblica, è il caso di interrogarsi. Siamo in grosso credito nei confronti del Governo nazionale ed è il momento di rendere questi crediti esigibili in termini di compensazioni ambientali, sostenibilità ambientale e sociale e tutela del diritto alla salute, all’istruzione e alla mobilità di questa regione.
Solo pochi giorni fa dall’assemblea generale a Potenza abbiamo mandato l’ennesimo appello all’unità non solo sindacale ma tra sindacati e istituzioni, politica, parti sociali, al fine di risollevare la Basilicata dalla inesorabile decadenza economica e sociale in cui si è inabissata e che ne mette a rischio la stessa sopravvivenza. Ma il Governo Bardi, non curante, ha preferito proseguire sulla strada da tempo tracciata delle logiche di Palazzo, tenendo fuori i sindacati e di conseguenza le istanze che rappresentano. Per questo – conclude – andremo avanti fino alla mobilitazione unitaria”.



