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Dal Governo è arrivata una cartolina a ricercatrici, ricercatori e abilitati: “saluti e baci”
La ministra Bernini

SI/AVS: La riforma del reclutamento universitario voluta dalla ministra Bernini non affronta i problemi strutturali dell’università italiana

La riforma del reclutamento universitario voluta dalla ministra Bernini non affronta i problemi strutturali dell’università italiana: li aggrava. Invece di rendere le selezioni più trasparenti, nazionali e fondate sul merito, amplia gli spazi della discrezionalità dei singoli atenei, rafforzando il peso delle dinamiche locali e delle reti di relazione.

Il messaggio che arriva a decine di migliaia di ricercatrici e ricercatori precari è difficile da fraintendere: l’abilitazione scientifica, i risultati della ricerca, gli anni di lavoro e i sacrifici rischiano di non bastare. Se non hai gli appoggi giusti, la strada verso una posizione stabile diventa ancora più stretta.

Così si alimenta un sistema che premia la cooptazione invece della competizione aperta, scoraggia chi ha investito nella propria formazione e spinge sempre più giovani studiosi a costruire il proprio futuro all’estero. È l’ennesimo incentivo alla fuga dei talenti, in un Paese che continua a investire troppo poco nella ricerca e nell’università.

Un’università forte ha bisogno di regole trasparenti, procedure realmente competitive e investimenti stabili, non di meccanismi che rischiano di rendere ancora più difficile l’accesso a chi merita ma non appartiene alle reti giuste. Se questa è l’idea di rilancio dell’università italiana, la cartolina è già scritta: “saluti e baci”. SI/AVS  Circolo di Grottaglie