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E finalmente abbiamo di nuovo il Frecciarossa! Ma di che parliamo

“Facciamo allora due conti, per capire quanto i nostri politici abbiano il polso della realtà e si preoccupino di venire incontro alle esigenze dei propri concittadini”

E finalmente abbiamo di nuovo il Frecciarossa! Ciò nonostante, di ritorno di giovedì sera in Basilicata, figuriamoci di venerdì, un posto sull’autobus non si trova. Ma perché prendere l’autobus se il Frecciarossa è tanto bello, tanto comodo e ci mette molto meno tempo? Inutile aprire l’argomento delle infrastrutture mancanti, ad esempio una linea moderna Salerno-Potenza-Matera-Bari. Tanto a quello nessuno ci aveva mai pensato, neppure facendo leva sul possibile potere contrattuale delle nostre risorse. Ma quelle, si sa, sono a disposizione, basta un po’ di elemosina e se facciamo i bravi ne trarremo anche qualche occasione di sopravvivenza, per pochi, che chiamano sviluppo. Basta non lamentarsi per un deposito di scorie o un impianto inquinante o, in generale, per qualche piccolo rischio per l’ambiente. Ma solo piccolo piccolo.

Veniamo ad oggi. La regione paga, il treno bello ce lo portano. E noi, poveri cavernicoli, preferiamo l’autobus, che se per caso devi anche lavorare per non perdere il tempo del viaggio, arrivi a casa o sul posto di lavoro con il voltastomaco.

Ma è davvero questo il motivo? Che il progresso non ci piace? Che siamo lucani e vogliamo soffrire? O ci sono, forse, tanti cittadini che ogni settimana vanno a lavorare fuori regione e che ancora resistono, un piede qua e uno là, continuando a dare il loro piccolo contributo per combattere lo spopolamento? Posto che interessi a qualcuno. E questi cittadini, forse, preferiscono fare qualche sacrificio, risparmiando sui viaggi, in questo su e giù per l’Italia, per costrizione o per scelta.

Facciamo allora due conti, per capire quanto i nostri politici abbiano il polso della realtà e si preoccupino di venire incontro alle esigenze dei propri concittadini. Supponiamo che io sia un viaggiatore abituale, che tutte le settimane viaggia da Ferrandina-Scalo Matera a Roma ; spenderei al mese in Frecciarossa, a prezzo pieno in seconda classe, 71,50 € x 8 = 572 € al mese. Acquistando un carnet 15 viaggi il costo per singolo viaggio sarebbe di 57,20 €, per una spesa mensile di 458 €. Supponiamo adesso che io sia un viaggiatore che viaggia tutte le settimane da Bologna a Torino; spenderei 73 € x 8 = 584 € al mese.

Il Carnet in questo caso dà diritto, chissà perché, a uno sconto maggiore e il costo per singolo viaggio scenderebbe a 48,80 €, per un totale mensile di 390 €.

Dunque, i due viaggi hanno all’incirca lo stesso costo base, nonostante il kilometraggio maggiore verso la Basilicata. Viaggiamo lenti, ma, apparentemente, in maniera più economica. In fondo, paga la regione. Se però viaggi di più, le cose cambiano. Perché sembra che in Basilicata tutto valga al contrario: più sei svantaggiato e peggio devi stare.

Non c’è da stupirsi, quindi, se il viaggiatore/lavoratore lucano, che a questi prezzi proprio non può, scelga un pullman, anche notturno, qualsiasi cosa per non vanificare i suoi sacrifici. Senza considerare che per molti il viaggio è ben più lungo e ancora più costoso.

Ma, tornando al nostro esempio, non finisce qui la differenza. C’è di peggio. Il viaggiatore/lavoratore bolognese o torinese, a differenza del lucano, ha una soluzione ancora più vantaggiosa: acquista un Carnet Smart 10 viaggi, con durata 30 giorni, e spende 179 €; quindi, anche se effettuasse solo 8 viaggi al mese, spenderebbe 22,40 € per viaggio.

E il viaggiatore lucano non potrebbe fare la stessa cosa? E no, perché noi il Carnet Smart non ce l’abbiamo. Ce l’hanno quasi in tutta Italia, da Salerno in su a dire il vero, ma noi no. C’è da aggiungere altro? Per oggi mi fermerei qui. Tanto altro ci sarebbe da dire. Ma a chi?

Rosario Gigliotti