Energie rinnovabili, le aziende israeliane che fanno affari in Basilicata
Coinvolte nell’economia dell’occupazione in Palestina. Tra speculazione energetica, apartheid e finanziamento dell’esercito di Netanyahu
Ci mancava anche questa. Una regione green perché verde come il colore dei dollari. Lasciamo che società israeliane coinvolte nel genocidio di Gaza e non solo, facciano affari in Basilicata. Lauti profitti che finiscono nei conti di chi in qualche modo è coinvolto nell’orrore della guerra.
Società israeliane come Enlight Renewable Energy investono nel fotovoltaico italiano dopo aver sviluppato tecnologie sui territori occupati in Palestina e Siria. Un dossier di attivisti svela il legame tra speculazione energetica, apartheid e finanziamento dell’esercito israeliano.
La Enlight Renewable Energy fondata nel 2008 è attiva nelle alture del Golan con turbine, strade e reti ad alta tensione. La società compare anche nei bilanci con voci di donazione alle forze armate israeliane. Oggi, attraverso sussidiarie controllate, Enlight gestisce o è in procinto di sviluppare numerosi impianti eolici e fotovoltaici nel Mezzogiorno italiano. Accanto a lei, nomi come Ecoenergy, Sunprime ed Ellomay, sostenuti da fondi assicurativi e finanziari – Clal, Migdal, NoyFund, NofarEnergy – che detengono al contempo infrastrutture in Cisgiordania e pacchetti di investimento nelle campagne italiane.
In Italia, Enlight Renewable Energy gestisce un portafoglio di circa 647 MW. La sua presenza è concentrata principalmente nelle regioni del Sud Italia, in particolare in Puglia e Basilicata, attraverso progetti fotovoltaici, agrivoltaici e grandi sistemi di accumulo a batteria.
GLI AFFARI IN BASILICATA
Oltre che in Puglia, a Nardò e a Gravina, con progetti fotovoltaici che cumulano 157MW, sono in fase conclusiva i progetti a Genzano, 1 e 2, e a Montemilone in Basilicata.
Il Progetto Fotovoltaico di Genzano1
Avrà una capacità installata di 20 mw e prevede moduli fotovoltaici con struttura fissa. La proponente REN 165 srl è una società veicolo (Special Purpose Vehicle) che fa capo al gruppo internazionale Enlight Renewable Energy. L’impianto è collocato in Località Monte Poto / Isca della Badessa. Il progetto è inserito dalla Enlight Renewable Energy all’interno della sua pipeline di progetti in via di sviluppo per il mercato italiano. Il progetto si trova attualmente nella fase di sviluppo e iter autorizzativo. Non è ancora entrato nella fase di costruzione materiale sul territorio.
Enlight Renewable Energy è coinvolta nel progetto, in quanto proprietaria o co-sviluppatrice dell’opera insieme a Edison Rinnovabili. Nello specifico, il progetto viene identificato nei portafogli internazionali del gruppo come il Genzano PV Project Italy di Enlight.
Nelle tappe dell’iter burocratico italiano, la richiesta formale è stata depositata da Edison Rinnovabili S.p.A., ma l’investimento e la titolarità finale vedono la presenza strategica della multinazionale israeliana.
Il Progetto Genzano 2
È un impianto solare fotovoltaico 20 mw sviluppato da Opdenergy Tavoliere 3 s.r.l. Anche questo in contrada Isca della Badessa nel comune di Genzano di Lucania. Il progetto prevede, inoltre, la realizzazione di una nuova Stazione Elettrica denominata “Nuova Se Genzano 2” connessa alla Rete di Trasmissione Nazionale.
Opdenergy Tavoliere 3 s.r.l. (società veicolo italiana controllata dal gruppo spagnolo Opdenergy) è il proponente formale incaricato di gestire i permessi, le autorizzazioni regionali (VIA/PAUR) e le varianti con gli enti locali in Basilicata. Enlight Renewable Energy opera in Italia sia tramite veicoli societari diretti (come la controllata Genzano Solar Energy S.r.l.), sia tramite accordi di co-sviluppo, acquisizione o finanziamento di progetti da sviluppatori internazionali come Opdenergy per l’integrazione degli impianti nella propria rete commerciale di generazione elettrica.
In sintesi, mentre Opdenergy Tavoliere 3 s.r.l. è il titolare tecnico del progetto nell’iter burocratico italiano, Enlight ne è il partner finanziario, acquirente o investitore finale che gestisce l’asset a lungo termine all’interno dei suoi piani di espansione nel Sud Italia. Opdenergy Tavoliere è una “società veicolo” (Special Purpose Vehicle) creata e controllata originariamente dal gruppo spagnolo Opdenergy Holding S.A.
Tuttavia, le quote societarie di Opdenergy Tavoliere 3 S.r.l. non sarebbero ancora passate interamente a Enlight. La società risulta ancora registrata come società a socio unico soggetta a direzione e coordinamento di Opdenergy Holding S.A. o tramite la controllata Opde Investment España, S.L.
Il Progetto Montemilone
Avrà una capacità installata di 20 mw. Il progetto prevede l’installazione di moduli fotovoltaici su strutture fisse. La Montemilone Solar Energy S.r.l. è la società veicolo creata per lo sviluppo dell’impianto fotovoltaico nel territorio di Montemilone (Potenza), controllata da Enlight Renewable Energy. L’iniziativa ha completato le fasi di approvazione della Valutazione di Impatto Ambientale ed è inserita nel portale ufficiale dei progetti regionali.
La Enlight Renewable Energy (quotata al Nasdaq e sulla Borsa di Tel Aviv). Le società collegate e le controllate (SPV) si dividono in veicoli di scopo per progetti e filiali operative. Le Società controllate in Italia sono al momento la Nardò Solar Energy Srl, Genzano Solar Energy Srl, Gravina 2 San Felice Solar Energy Srl, Montemilone Solar Energy Srl, Stel Renewable Energies Srl.
IL PROFILO DELL’AZIENDA ISRAELIANA CON CUI FACCIAMO AFFARI
L’azienda e le sue attività in Israele sono state oggetto di forti critiche e campagne di protesta da parte di organizzazioni non governative internazionali (come Friends of the Earth) per via dei suoi legami strutturali e filantropici con l’apparato statale e militare israeliano durante il periodo del conflitto a Gaza.
Nel suo report di sostenibilità aziendale, Enlight ha confermato l’erogazione di donazioni filantropiche destinate al supporto delle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Tra queste figura il finanziamento di programmi associati ai militari, come “Special in Uniform”, un progetto volto all’inclusione di giovani con disabilità all’interno dell’esercito.
Varie Ong internazionali hanno contestato alla società la collaborazione con le Idf per l’installazione e la gestione di pannelli solari e infrastrutture energetiche all’interno delle basi militari israeliane.
In stretta collaborazione con il governo, con la Israel Electric Corporation e con le forze di sicurezza, Enlight ha accelerato e completato l’attivazione di quattro grandi progetti fotovoltaici con sistemi di accumulo (tra cui gli impianti di Yesha e Re’im) nelle comunità israeliane situate a ridosso del confine con Gaza. Sebbene l’azienda presenti queste operazioni come uno sforzo civile per la resilienza e la sicurezza energetica nazionale, i movimenti pro-palestinesi accusano tali reti distribuite di consolidare il controllo del territorio a fini strategici.
A causa di queste circostanze diverse associazioni ambientaliste in Europa (in paesi come la Spagna e la Croazia, dove l’azienda possiede impianti eolici e solari) hanno organizzato manifestazioni chiedendo ai rispettivi governi di bloccare le autorizzazioni a Enlight, accusandola di “greenwashing” a fronte del sostegno economico e logistico fornito al proprio paese d’origine.
La federazione ambientalista internazionale e i suoi nodi nazionali europei accusano l’azienda di utilizzare la transizione ecologica come copertura per violazioni del diritto internazionale, definendo le sue attività una forma di “colonialismo energetico” o “greenwashing” applicato al contesto geopolitico.
Friends of the Earth ha esortato formalmente i governi europei a interrompere immediatamente qualsiasi legame commerciale, concessione e autorizzazione nei confronti di Enlight. Secondo l’Ong, i governi che rilasciano permessi a questa società violano il diritto internazionale a causa della complicità indiretta con le politiche dello Stato israeliano
Friends of the Earth e Friends of the Earth International denunciano che Enlight costruisce impianti eolici e solari (come quelli sulle alture del Golan o a ridosso dei confini) sfruttando risorse naturali e terreni siriani o palestinesi. L’energia pulita prodotta da tali impianti alimenterebbe le città e le colonie israeliane, mentre la rete elettrica palestinese rimane in uno stato di dipendenza e sottosviluppo forzato.
Enlight ha, dunque, un portafoglio in forte espansione in Italia. Nell’area dell’Alto Bradano sarebbero in fase di autorizzazione e sviluppo diversi impianti agrivoltaici e parchi eolici. Gira e rigira si tratta sempre di speculazione finanziaria. Alla prossima



