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Maratea “scalo aereo” con l’elefante sulla statale 18
Immagine generata con IA

Questa volta Vito Bardi l’ha sparata grossa

“Inserire il nome di Maratea nello scalo aereo Scalea’, significa dare maggior visibilità alla Basilicata nelle rotte aeree”. E’ quanto ha affermato il Governatore lucano Bardi, a Maratea, ospite del gotha di centro-destra diretto da Nicola Porro. Ci può stare il caldo, il bisogno di fare politica e suon di spot, però il presidente ha e dovrebbe avere cognizione della viabilità lucana. Partendo proprio da Maratea. L’aviosuperficie di Scalea, che secondo un progetto tra istituzioni locali ed Enac, dovrebbe trasformarsi in ‘scalo aeroportuale’, dista da Maratea 25 chilometri. Per arrivarci (alla Perla del Tirreno) bisogna però passare, sulla Statale 18, per Castrocucco di Maratea, dove una frana, non ancora risolta, sta rendendo difficile, per usare un eufemismo, il traffico, da e verso Maratea stessa.

Quindi oltre ad atterrare allo ‘Scalo’ aeroportuale, in qualche modo ci dovrai pure arrivare a Maratea. Se poi il circuito virtuoso (e viario) per l’intera Basilicata fosse la Fondovalle del Noce, con arrivo sull’autostrada, magari a Lauria nord, (50 km) a quel punto però nelle altre località ‘turistiche’ lucane ci dovrai pur sempre giungere. Sia che parliamo di Matera, di Venosa, dei Laghi di Monticchio o di Metaponto, in qualche modo ci dovrai arrivare ‘via terra’, percorrendo strade pericolose e cantieri senza fine (vedi ad esempio la Potenza-Melfi o il fondovalle dell’Agri). Eccoci quindi al ‘nodo infrastrutture’. In due mandati di Bardi, la viabilità non è affatto migliorata, l’inaccessibilità resta un tratto distintivo delle ‘aree lucane’, non solo quelle interne. Oltre alla visibilità della Basilicata “nelle rotte aeree” ci vorrebbe quella sulle tratte terrene, mulattiere incluse. E siamo indietro.

La Basilicata interna è a dir poco inaccessibile. Più semplice arrivare da Melfi a Napoli, che a Senise, per fare un esempio. Eppure il presidente Bardi pare rincorrere slogan, al ritmo di uno al giorno. Lo scalo aeroportuale ‘Scalea-Maratea’ sarebbe come un elefante sulla statale 18. Ma renderebbe “visibile” la Basilicata nelle rotte internazionali. A suo avviso. Guardare agli esempi fallimentari (vedi aeroporto Pontecagnano- Costa d’Amalfi) dovrebbe insegnare qualcosa. Ma non è così. Spararla. Sempre più grossa pare la tendenza del momento. Dal Ponte sullo Stretto, all’aeroporto Scalea-Maratea, solo per sentirsi innovativi. La sindrome di Salvini e l’elefante sulla statale 18 sono fatti della stessa sostanza. Sono sogni. Ne’ l’una, ne’ l’altra ‘opera’ vedranno mai la luce. E meno male. Perché’ da noi sono ben altre le priorità. Avere finalmente strade e ferrovie decenti, ed esempio!

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