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Maratea, vasto incendio lambisce il Cristo Redentore

Vigili del fuoco al lavoro per ore per domare il rogo: si segue la pista dolosa

Un vasto incendio divampato la notte scorsa ha coinvolto la frazione di Santa Caterina, il Monte San Biagio ed interessato anche le aree limitrofe alla Basilica di San Biagio e alla statua del Cristo Redentore. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno impiegato diverse ore per domare le fiamme anche con l’ausilio di mezzi aerei. Il rogo ha distrutto diversi ettari di macchia mediterranea.  Secondo i primi accertamenti la causa sarebbe dolosa. Nel corso delle operazioni hanno operato congiuntamente: Vigili del Fuoco; D.O.S.; S.O.U.P. “Ufficio Protezione Civile” Regione Basilicata; flotta aerea nazionale dello Stato; elicottero regionale AIB; Polizia Locale di Maratea; Carabinieri Forestali; squadra del Consorzio di Bonifica di Maratea.

Il Comune ha fatto sapere che si è reso necessario interdire il percorso del Cammino di San Biagio e l’accesso alla Via Ferrata. Il provvedimento, in vigore fino a nuove disposizioni, è urgente ed è finalizzato a garantire la sicurezza pubblica e consentire le dovute verifiche strutturali, di stabilità e percorribilità.

“Un attacco alla bellezza, alla nostra storia e a uno dei simboli più preziosi della Basilicata nel mondo”. Con queste parole di indignazione il presidente della Regione, Vito Bardi, interviene sul rogo che ha ferito la collina del Cristo Redentore a Maratea, lambendo la Basilica di San Biagio e costringendo alla chiusura dei camminamenti storici.
“Le immagini che arrivano da Maratea provocano un profondo dolore in tutti noi. Siamo di fronte a un danno dal punto di vista ambientale, per la perdita di preziosa macchia mediterranea, e d’immagine per una delle perle indiscusse del nostro territorio.

Seguo con estrema attenzione gli sviluppi e gli accertamenti sulle cause del rogo. Se l’ipotesi dell’origine dolosa, che purtroppo appare quasi certa dalle prime ricostruzioni, dovesse essere ufficialmente confermata, ci troveremmo davanti a un vero e proprio atto criminale contro la nostra terra e la nostra comunità. Auspico con forza – conclude Bardi – che gli inquirenti facciano piena luce sull’accaduto e che i responsabili di questo scempio vengano identificati e puniti con la massima severità”.