Non autosufficienza e disabilità gravissima: “i bandi di cura voltano le spalle ai fragili”
AVS Venosa: “necessario un intervento urgente delle autorità istituzionali e politiche”
L’assistenza agli anziani non autosufficienti in Basilicata è ormai un’emergenza sociale cronica, con un sistema di tutele che si sta sgretolando sotto il peso della burocrazia. Con l’aumento delle persone fragili e un tasso di invecchiamento record, la gestione del welfare lucano evidenzia una distanza drammatica tra i bisogni reali delle famiglie e la risposta delle istituzioni.
Questa fotografia emerge anche dalle ripetute e allarmate denunce delle sigle sindacali. Nella realtà, il welfare ha dato una delega quasi totale alle famiglie. Per di più, nei casi in cui interviene, lo fa con risorse scarse, con ritardi non giustificabili, con un eccessivo carico di burocratizzazione e scarsa responsabilizzazione dei soggetti degli interventi.
A tutto questo si aggiunge la valutazione oggettiva dello stato dei servizi: è sconcertante rilevare che i bandi pubblici presentano criticità strutturali e vanno in una direzione opposta allo spirito delle leggi nazionali e regionali.
Abbiamo preso in considerazione i bandi emessi dall’Ambito Socio-Territoriale n. 5 Vulture Alto Bradano (ma molti aspetti si possono estendere anche ad altri ambiti) dove le misure per gli assegni di cura e quelle per i caregiver familiari stanno naufragando. Con criteri di valutazione non chiari, opacità delle valutazioni e, persino, invertite, rilievo risibile dato alle priorità e ritardi burocratici insostenibili, questi bandi – nati per favorire la permanenza a casa dei malati e dare sollievo ai nuclei familiari – finiscono per burocratizzare il bisogno e tagliare fuori proprio i soggetti più deboli.
A questo si somma la beffa legata al Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD): ai disabili gravissimi, già duramente provati, viene oggi richiesto un aumento della quota di compartecipazione economica alla spesa, scaricando sui bilanci delle famiglie, i costi di prestazioni essenziali che dovrebbero essere garantite pubblicamente.
Di fronte a questo scenario, è necessario un intervento urgente delle autorità istituzionali e politiche (l’assessorato al ramo e le conferenze dei sindaci degli ambiti territoriali) per evitare i danni che si stanno producendo con le misure adottate. Le autorità locali non possono non assumersi le responsabilità che le leggi assegnano loro.
Per tale ragione, a Venosa, ma anche in altri comuni, chiediamo a chi è nei Consigli Comunali di interrogare i Sindaci e gli assessori alle politiche sociali e spronarli ad agire per evitare ingiustizie che, sia i disabili gravissimi sia gli anziani non autosufficienti, non meritano.
Per Avs Venosa Giorgio Gresi e Maria Antonietta Dicorato


