Pd verso il congresso regionale: l’evoluzione della “dialettica interna”
Come si stanno modificando gli scenari dentro e intorno ai Dem lucani?
Nell’ultimo articolo dedicato ai Democratici lucani abbiamo ipotizzato uno scenario che, per ragioni ovvie, è stato definito provvisorio e fragile. Perciò oggi proviamo dare un aggiornamento, dal nostro punto di vista, su quanto sta accadendo a distanza di un mese. Che cosa è cambiato?
Intanto, sembra che a contendersi il tesseramento ci siano tre gruppi. Ad oggi sarebbero state registrate circa 4mila iscrizioni, ma fino al 6 settembre, data di scadenza, ci sarà la corsa a farne tante altre.
I tre gruppi della corsa al tesseramento si contendono la segreteria regionale. Ciò che sarebbe cambiato rispetto alle ipotesi formulate nel precedente articolo, è la composizione di questi gruppi, ossia le nuove alleanze. Sembra accertato che per le Politiche si vota ad aprile prossimo e Bardi, che sarebbe candidato al Senato, lascerebbe la Regione. Questa circostanza accelera ogni cosa.
La vera novità sarebbe costituita dal terzo raggruppamento favorito dall’ex segretario regionale Lettieri che è sarebbe riuscito a mettere insieme i consiglieri regionali Lacorazza e Marrese, prima contrapposti, oltre a Margiotta che aspira a un incarico nazionale. I loro riferimenti a Roma sarebbero Bonaccini e Guerini. La candidata a segretaria regionale sarebbe Giuseppina Paterna. Se dovesse vincere questo schieramento l’accordo prevederebbe Lacorazza a candidato presidente della Regione, Marrese candidato al Senato e probabilmente Lettieri alla Camera.
Il gruppo De Filippo, Telesca, Chiorazzo punterebbe su Vito Lupo o su Maura Locantore. In questo caso l’accordo prevederebbe Telesca candidato presidente della Regione e Chiorazzo candidato al parlamento.
E poi il gruppo Macchia e Speranza che punta su Rutigliano a segretario regionale con Speranza e Federica D’ Andrea al Parlamento e Cifarelli candidato a presidente della Regione. Infatti, sembra che gli ex vicini a Cifarelli appoggino Rutigliano. In questo caso vi sarebbe il sostegno di Vincenzo Folino e di Filippo Bubbico. Attenzione però, nulla è definito: le alleanze si cambiano al ritmo della biancheria intima. Per esempio, sembrerebbe che Folino faccia pressioni sul suo ex segretario, ex Pd, ex sindaco di Tito, attualmente nella segreteria di Chiorazzo, affinché convinca ques’ultimo a ri-passare dalla parte di Speranza e ad abbandonare l’alleanza con De Filippo. In queste circostanze, quando la posta in gioco è alta, i colpi bassi e le trattative su più tavoli sono all’ordine del giorno.
La corsa oramai è chiara: vi sono tre gruppi per due posti che andranno a primarie aperte. Se il quadro è fondato, si profila una competizione Macchia-Speranza contro De Filippo-Chiorazzo. Sono due gruppi che starebbero facendo tessere a gogo. Lacorazza e Marrese, invece, rischiano di arrivare terzi anche perché pagano la debolezza di Margiotta che non avrebbe più un seguito significativo.
Sembra accertato che per le Politiche si vota ad aprile prossimo e Bardi, che sarebbe candidato al Senato, lascerebbe la Regione. Questa circostanza accelera ogni cosa.
Al momento, rispetto al precedente articolopossiamo solo confermare che in campo si muovono elementi “estranei.” Se si pensa che i primi due candidati piazzati andranno a primarie aperte, e che quindi potrà votare chiunque, chiunque potrà farsi beffa degli iscritti concentrando voti sull’uno o sull’altro candidato sulla base degli accordi preliminari sottobanco. E qui, dopo la “guerra” delle tessere, conta chi è in grado di portare molta gente al voto delle primarie, ed è evidente chi può e chi non può. Non tutti possono muovere tifosi, tranne imprenditori e “notabili degli affari” che ormai hanno un potere decisivo nel determinare sia a destra sia a sinistra le sorti della Basilicata. Loro la chiamano “dialettica interna”.


