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Sanità lucana in grave sofferenza: liste d’attesa troppo lunghe e rinuncia alle cure

Il consigliere regionale Vizziello (Bacc) commenta l’audizione Istat alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’attuazione dei Lea nelle regioni italiane

“Elevata rinuncia alle cure a causa delle lunghe liste d’attesa, fuga dei pazienti fuori regione, forte riduzione dei posti letto, meno medici sempre più anziani e pochi anni di vita vissuti in buona salute dai cittadini. È l’istantanea di una sanità lucana in grave sofferenza quella che ci trasmette l’Istat e che occorre modificare sfruttando al meglio gli investimenti e le risorse messe a disposizione della nostra regione dal Governo e dall’Unione Europea”.

E’ quanto afferma, in una nota, il Capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello che così commenta l’audizione Istat alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’attuazione dei Lea nelle regioni italiane.

“Se 60 mila lucani rinunciano ad almeno una visita o un accertamento diagnostico a causa delle liste d’attesa e un lucano su quattro si ricovera in ospedali di altre regioni-sottolinea Vizziello-evidentemente c’è un grande problema di accessibilità ai servizi sanitari che non si risolve tenendo aperte strutture che fanno numeri bassi e che dell’ospedale hanno solo l’insegna”.

“Lo stesso problema si ripropone anche sulla medicina del territorio, con le Case e gli Ospedali di Comunità-precisa Vizziello-rispetto ai quali paghiamo oggi i ritardi nella realizzazione accumulati negli ultimi tre anni e corriamo il rischio di avere i muri ma non le cure”.

Quello che l’Assessore Latronico deve comprendere è che la sfida non è quella di fare bella figura con l’Europa, per non perdere i finanziamenti del Pnrr, bensì quella di fare bella figura con i cittadini, assicurando agli stessi prestazioni corrispondenti ai loro bisogni sanitari”.

“Sono gli investimenti sul personale sanitario la chiave di volta per un sistema sanitario efficace ed accessibile-aggiunge il consigliere regionale-“particolarmente in una regione come la Basilicata che ha una dotazione di medici specialisti particolarmente bassa (3,0 per mille abitanti, contro una media nazionale di 3,7 per 1000 abitanti) di età avanzata( dal momento che il 48,5% ha sessant’anni e più, contro una media nazionale che si ferma al 42%) ed è anche la Regione con i pediatri più anziani d’Italia, il 63,5% ha una età compresa tra 65 e 69 anni.”

“I numeri del Report Istat-conclude Vizziello-devono essere letti con attenzione perché ci pongono il tema dell’invecchiamento della professione sia medica che infermieristica e, in prospettiva, della drastica riduzione dei servizi che il sistema sanitario è in grado di erogare. Dinamiche che se interpretate alla luce delle crescenti esigenze di salute legate all’invecchiamento della popolazione, ci impongono di non lesinare ogni sforzo, soprattutto economico, per garantire l’effettività del diritto alla salute”.