Stellantis, Melfi. “Il rilancio produttivo? Tutta fuffa”
L’operaio della Qualità. “Tanti nuovi modelli, ma costano tanto e venderanno poco. I tempi della Renegade sono lontani”
.”La Ds8? ma lascia perdere! La ds7, la nuova Compass? Ma di che parliamo!” L’ultima settimana prima delle ferie estive, a S. Nicola di Melfi, si è appena chiusa. Se ne riparlerà qualche giorno dopo ferragosto di rientrare al lavoro. Se tutto va bene. Ma è la “disillusione” il sentimento che affiora conversando con un operaio della ‘Qualità’. “Ogni volta che Stellantis chiama, sindacati e politica rispondono – osserva – poi girano comunicati sui giornali in cui emerge fiducia sulla ripresa produttiva di Melfi, ma loro già lo sanno che ci stanno prendendo in giro”. Ragionando con gli operai, a Melfi, ci si imbatte spesso in questo abisso: da un lato i comunicati ufficiali “(nel 2028 la nuova Alfa Romeo”, “a settembre la Lancia Gamma”), dall’altro la realtà vissuta da chi sta in fabbrica. “A noi pare che sindacati e politica sono piegati del tutto ad ogni azione messa in campo da Stellantis, ma neanche loro sanno che cosa sta accadendo e cosa accadrà di qui a due anni”.
Il discorso è sempre lo stesso. “Stiamo producendo auto che nessuno vorrà comprare e che sono state già superate dai tanti modelli cinesi a basso costo che girano in Europa e in Italia – si sfoga il lavoratore – ma perché mai un utente dovrebbe spendere 50 mila euro per acquistare un marchio Stellantis se poi ne trova a un terzo di prezzo sul mercato e sono anche auto funzionali, tutto sommato.”. ‘ E’ questo il tarlo che rode i pensieri dei lavoratori, mentre a livello nazionale e ai tavoli vengono convocate le istituzioni per rilanciare una risalita produttiva che fa perno proprio sui modelli prodotti a Melfi. Secondo la nostra fonte “loro già sanno che le cose non andranno, che non ci sarà una vera risalita e che non arriveremo mai a produrre come ai tempi della Punto, della 500x e della Renegade”. E infatti, il contratto di solidarietà, per gli operai di Melfi, prorogato al prossimo 31 dicembre, prevede una copertura fino all’80% di senza lavoro. “La nostra sensazione è che chi sta ai vertici già sa che la scommessa sui nuovi modelli è a perdere”. Che si parli di Ds8, di Ds7, di Lancia Gamma o di nuova Alfa Romeo, il senso non cambia. “Vogliamo parlare della vecchia Tonale, che non vendeva a Pomigliano e ora la trasformeranno nella nuova Alfa Romeo prodotta a Melfi?”.
Il futuro prospettato dalla multinazionale non convince. “Ogni volta che i capi di Stellantis parlano di Melfi – ribadisce – troviamo titoloni sui giornali, sia nazionali che locali, ma noi che lavoriamo lì dentro sappiamo perfettamente che è tuta fuffa, che la realtà ha già imboccato un’altra direzione”. Già, la realtà, viziata dagli stabilimenti sotto costo del Gruppo (vedi il caso Kenitra in Marocco) e umiliata dai nuovi modelli cinesi che mortificano il mercato e paiono vanificare ogni sforzo. Ma la sfida ormai è lanciata e indietro non si torna. “La risalita produttiva” è il ritornello che continuerà ad essere intonato anche il prossimo autunno. Ora c’è lo stop estivo. Poi si vedrà. Tra proclami, speranze, immancabili problemi, e nuovi incentivi all’esodo.
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