Tavolo automotive, centralità di Stellantis Melfi nel Piano Italia
Dalla Regione Basilicata la proposta di una “zes automotive”. Dai sindacati cauto ottimismo
“Stellantis ha confermato la centralità dello stabilimento lucano nel Piano Italia. Dopo l’avvio della produzione della nuova Jeep Compass e della DS N°8, nei prossimi mesi entreranno in produzione anche la DS7 e la Lancia Gamma, mentre entro il 2027 sarà avviata la produzione del nuovo modello Alfa Romeo, del quale Stellantis ha comunicato che la progettazione è completata e che è già iniziata la fase di industrializzazione. Si tratta di un elemento importante che rafforza le prospettive produttive dello stabilimento.” Lo fa sapere l’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco Cupparo al termine del Tavolo convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Nel corso del Tavolo è stato inoltre annunciato un incontro con la filiera nazionale previsto per il 21 settembre, dedicato proprio al coinvolgimento delle imprese della componentistica nei nuovi programmi industriali del Gruppo.
“Alla luce della centralità dello stabilimento di Melfi e dell’importanza della sua rete di fornitori, -fa sapere Cupparo-riteniamo opportuno avviare un confronto con il Governo per valutare l’istituzione di una ZES di settore dedicata all’automotive, nell’ambito della ZES Unica del Mezzogiorno. L’obiettivo è attrarre nuovi investimenti lungo tutta la catena del valore – dalla componentistica all’elettronica, dalle batterie ai sistemi digitali, dalla logistica alla ricerca industriale – consolidando attorno a Melfi un ecosistema produttivo ancora più competitivo.”
“Una specializzazione della ZES su un comparto strategico come l’automotive consentirebbe di rafforzare ulteriormente l’attrattività del territorio, favorire nuovi insediamenti produttivi e sostenere la crescita delle imprese già presenti.”
“Il Tavolo Automotive convocato oggi al Mimit conferma un’evoluzione positiva dell’approccio europeo e nazionale verso il settore”. Per Fismic Confsal il riconoscimento delle criticità che da tempo denunciamo rappresenta un passaggio importante, così come le misure a sostegno della filiera e il confronto costante con Stellantis.
“Oggi registriamo un cambio di passo che va nella direzione da noi auspicata: maggiore attenzione alla competitività industriale, sostegno alla filiera e una visione più pragmatica della transizione. Sono segnali positivi, ora occorre trasformare gli impegni in risultati concreti”, dichiara Sara Rinaudo, Segretaria Generale Fismic Confsal.
“In Europa e in Italia dobbiamo mantenere una posizione forte e determinata. Servono regole certe che non penalizzino ulteriormente la nostra industria e occorre intervenire con decisione sul costo dell’energia e sul rafforzamento delle infrastrutture. Non abbiamo più tempo da perdere e dobbiamo utilizzare le risorse disponibili in modo efficace. In questo senso riteniamo importante l’impianto del DPCM illustrato oggi e apprezziamo l’impegno del Ministro Urso a rendere disponibili ulteriori risorse qualora fossero necessarie, mantenendo fermo il principio di sostenere la produzione nel nostro Paese e non quella dei concorrenti esteri.”
“Per quanto riguarda lo stabilimento di Melfi Emanuele Cappellano, responsabile Europa Stellantis, ha annunciato che il nuovo modello Alfa Romeo entrerà in produzione alla fine del 2027 ed ha anche proiettato un’immagine in anteprima della vettura, che troverà definizione in un evento annunciato per il 29 di settembre prossimo a Melfi” – aggiunge Pasquale Capocasale, segretario territoriale Fismic Confsal Basilicata.
“Per salvaguardare il settore automotive dalla violenta crisi che sta attraversando e sostenerne una possibile ripresa, occorre modificare con urgenza le regole europee più controproducenti della transizione e ripristinare il fondo nazionale automotive”. Lo dichiarano Davide Sperti, segretario generale Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore automotive, alla riunione del tavolo di settore tenutasi oggi al Mimit e presieduta dal ministro Urso.
“Le notizie che stanno emergendo in queste settimane dagli stabilimenti Stellantis delineano una situazione complessa del settore dell’auto in Italia, poiché confermano, da un lato, che il piano industriale presentato dall’azienda è effettivamente in corso di attuazione, ma, dall’altro, anche le preoccupazioni che come Uilm avevamo espresso sin dall’inizio, vale a dire la esigenza di rafforzare le motorizzazioni italiane, non soltanto per garantire la piena occupazione dello stabilimento di Termoli, ma anche per sostenere il successo dei nuovi lanci produttivi, a partire da quelli di Melfi e, progressivamente, degli altri stabilimenti italiani. Inoltre attendiamo un piano operativo per Cassino, che restituisca allo stabilimento laziale la sua missione produttiva sull’alto di gamma con Maserati e Alfa Romeo”.
“Al Governo chiediamo di intensificare la propria azione in sede europea per ottenere una profonda revisione delle politiche della transizione, affinché siano ispirate ai principi della neutralità tecnologica, della libertà di scelta del consumatore e della sostenibilità sociale, superando strumenti distorsivi come il sistema delle multe, che colpisce e ancor di più colpirà duramente sia le auto private sia i veicoli commerciali, minacciando anche una azienda importante come Iveco. Occorre inoltre definire un Made in Europe equilibrato ed efficace, capace di proteggere l’industria europea nella delicata fase di trasformazione che sta attraversando. Un’impostazione ben calibrata può favorire rapporti di collaborazione con i costruttori cinesi senza determinare forme di subalternità industriale, ma promuovendo investimenti produttivi completi sul territorio europeo, il coinvolgimento della filiera locale e il progressivo trasferimento di competenze nelle tecnologie elettroniche, del software e delle batterie, mantenendo e valorizzando al tempo stesso la leadership europea nelle tecnologie meccaniche”.
“Colpisce il progressivo definanziamento del fondo automotive, che ha portato il suo ammontare compressivo dai 4,5 miliardi del 2024 ai 1,34 miliardi odierni. Un taglio non solo ingiustificabile, poiché apportato nel momento di maggiore difficoltà e trasformazione del settore, ma anche incomprensibile se si considera che, dopo un lungo lavoro comune fra Governo, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali, erano già state individuate le principali linee di utilizzo di quelle risorse. Proprio quando sarebbe stato necessario passare dalla fase di programmazione a quella dell’attuazione, il fondo è stato progressivamente ridimensionato, privando il comparto di strumenti essenziali. Chiediamo pertanto il pieno ripristino delle risorse affinché possano essere adottate misure concrete a sostegno della competitività, a partire dalla riduzione del costo dell’energia, dal rafforzamento degli ammortizzatori sociali, da interventi specifici per affrontare il crescente problema dei lavoratori con limitazioni alle capacità lavorative, i cui costi non possono gravare esclusivamente su imprese e lavoratori, e dal sostegno agli investimenti lungo tutta la filiera dell’automotive”.
“Valutiamo invece positivamente l’intenzione del Governo di favorire il leasing sociale, nonché i processi di sviluppo e di diversificazione industriale. Sarebbe però un grave errore alimentare l’illusione di una generalizzata riconversione dell’automotive, semplicemente impossibile se si considera la sua dimensione e il suo grado di specializzazione industriale”.


