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Autobus da e per Stellantis Melfi, “rimodulare gli abbonamenti”

La richiesta di Fismic Confsal: lavoratori costretti ad acquistare abbonamenti a tariffa piena, pur potendo usufruire del servizio solo per pochissimi giorni al mese a causa dei blocchi della produzione anche improvvisi

​ Nel polo industriale di Melfi, i continui e repentini fermi produttivi stanno comportando un ulteriore aggravio di costi per i lavoratori, già alle prese con l’utilizzo massiccio degli ammortizzatori sociali, con conseguente e pesante riduzione del potere d’acquisto delle famiglie.
Il paradosso è legato ai costi del trasporto pubblico locale: i lavoratori sono costretti ad acquistare abbonamenti settimanali o mensili a tariffa piena, pur potendo usufruire del servizio solo per pochissimi giorni al mese a causa dei blocchi della produzione anche improvvisi. Lo dice la Fismic Confsal in una nota.

“Al fine di alleggerire il carico economico sui bilanci familiari, -prosegue il sindacato-proponiamo l’introduzione temporanea – per tutta la durata della crisi industriale – di ulteriori formule tariffarie (quali carnet di corse singole agevolate basate sull’effettivo utilizzo giornaliero, parametrate al costo attuale dell’abbonamento), superando la rigidità degli abbonamenti tradizionali, assolutamente non utilizzabili in questo periodo.

​Per tali motivi, alle istituzioni regionali, ed in particolare all’assessore al ramo, Pasquale Pepe, chiediamo di intervenire urgentemente per risolvere questo problema e permettere così ai lavoratori di non subire altri danni, oltre quelli che già subiscono dagli ammortizzatori sociali.
Nelle prossime ore, -conclude la nota-inoltreremo la medesima richiesta anche presso la regione Puglia, considerando anche i costi più alti applicati per i lavoratori pugliesi, dipendenti nell’area industriale di San Nicola di Melfi.