A Venosa, “Roba da matti 2026”
Un percorso itinerante di teatro filosofico, danza e arte condivisa. Il 9 agosto alle 19.30 in Largo San Martino
Quest’ano L’esazione di Roba da matti si fa cammino, rito e scoperta attraverso lo spazio urbano, guidata dalla sensibilità e dalla forza espressiva di ragazzi con diverse abilità: Il viaggio si sviluppa in tre momenti consecutivi.
Un’esperienza itinerante che trasforma i vicoli e le piazze in una mappa dell’anima, dove le traiettorie dell’immaginazione sono tracciate e collegate lungo i vicoletti da installazioni di ruote di biciletta recuperate.
Prima tappa del viaggio: Piazzetta San Martino: L’ascolto e la guida; il viaggio inizia in una piazzetta, nel silenzio profondo: Gli spettatori si dispongono in cerchio attorno ad una bambola, centro immobile della scena. Accanto a Lei la figura svettante di un trampoliere custodisce questo momento di pura percezione e attesa. Dedita all’ascolto Il silenzio della bambola; una bimba gioca a fare l’adulta…. Sarà proprio il trampoliere, con i suoi passi alti e la sua presenza scenica, a farsi guida poetica del pubblico, conducendolo fisicamente e visivamente verso la tappa successiva del viaggio attraverso i vicoli.
Seconda tappa: la danza, la visione e la parola. Seguendo la guida, si giunge in una seconda piazzetta….Qui prende vita il cuore drammatico ed espressivo dell’evento: attraverso la danza e il movimento corporeo le bambole e i balocchi prendono vita nella terra di mezzo. Una coreografia suggestiva che dà corpo e voce alle visioni letterarie e filosofiche di Charles Baudelaire e Rainer Maria Rilke, esplorando l’anima profonda degli oggetti dell’infanzia
Terza tappa Il gioco della condivisione: Il percorso si conclude in una terza piazza dell’oriente dove il confine tra attori e pubblico svanisce definitivamente: attraverso una pittura collettiva, il fare arte diventa un gioco rituale per ritrovare noi stessi insieme agli altri.
Un’esperienza in cui il riciclo dei materiali, il gesto danzato, la verticalità del trampoliere e la profondità della parola filosofica si fondono per dimostrare come ogni apparente fragilità possa trasformarsi in una straordinaria traiettoria di immaginazione. 


