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Abriola, riqualificazione Sellata Pierfaone: “il sindaco sfugge al confronto pubblico”

Bocciata la richiesta di un consiglio comunale aperto presentata dal gruppo di minoranza “Amiamo Abriola”: faremo un’assemblea pubblica e con le carte alla mano faremo chiarezza

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del gruppo consigliare “Amiamo Abriola” a firma dei consiglieri comunali Enrico Dapoto e Domenico Triunfo

Appena pochi giorni fa, il 19 agosto 2026, a mezzo stampa (fonte: Basilicata 24), il Sindaco di Abriola dichiarava con toni perentori: «L’Amministrazione che rappresento non teme controlli, verifiche o confronti. Al contrario, siamo i primi interessati affinché ogni euro pubblico venga utilizzato nel pieno rispetto della legge e nell’interesse della comunità.»

È bastata una formale richiesta di Consiglio Comunale apertoper far crollare questo castello di carte. Di fronte alla prospettiva di un dibattito pubblico e trasparente, la declamata “intrepidezza” del Sindaco si è sciolta in un rigetto burocratico basato sul cavillo dei decimali (2,2 consiglieri arrotondati a 3). La realtà è ormai sotto gli occhi di tutti: il Sindaco teme il confronto pubblico e fugge dal dovere di spiegare ai cittadini le responsabilità e i rischi finanziari assunti dall’Ente. Si tratta di una condotta che smaschera — e conferma — l’atteggiamento antidemocratico e autoritario di chi governa Abriola: quando la democrazia chiama al confronto, il Sindaco e la maggioranza sbarrano le porte del Palazzo.

Nella sua nota di riscontro, il Primo Cittadino tenta un’operazione politico-mediatica tanto squallida quanto pericolosa: accusare l’opposizione di costituire un “ostacolo allo sviluppo” o di “rallentare i finanziamenti” per il solo fatto di aver esercitato le funzioni di controllo garantite dalla Costituzione e dal TUEL.

Siamo di fronte a un vero e proprio ricatto politico, volto a delegittimare le minoranze e a zittire ogni voce critica. Chiedere conto delle procedure amministrative, pretendere che il bilancio comunale non sia esposto al rischio di dissesto e difendere l’ecosistema montano non significa ostacolare lo sviluppo: significa impedire che il futuro di Abriola venga ipotecato da una gestione avventata. Il vero nemico del territorio non è chi pretende il rispetto delle regole, ma chi governa nell’isolamento.

La vicenda della riqualificazione del comprensorio Sellata-Pierfaone ha superato i confini locali. A seguito delle denunce, delle contestazioni e delle interrogazioni sollevate sugli interventi previsti sul Monte Pierfaone — dall’abbattimento di 951 alberi alla nuova seggiovia, fino alla pista sintetica e ai parcheggi — il progetto è diventato un caso di rilevanza nazionale. Al centro della questione vi sono interrogativi cruciali sulla trasparenza amministrativa, la tutela ambientale, le procedure di gara, il rigore nell’uso dei fondi pubblici e la destinazione dei finanziamenti. Quando si interviene su un patrimonio naturale unico e si impiegano milioni di euro di denaro pubblico, non bastano genericismi su “sviluppo”, “turismo” o “spopolamento”: ogni singolo passaggio deve essere chiaro, motivato e verificabile nelle sedi competenti.

Trincerarsi dietro l’arrotondamento matematico per dichiarare “non procedibile” la richiesta di convocazione (esito di cui eravamo già consapevoli) è un chiaro segno di debolezza. L’art. 9, comma 2, del Regolamento del Consiglio Comunale e l’art. 39 del TUEL attribuiscono al Sindaco la facoltà e la competenza esclusiva di convocare l’assise in via straordinaria. Chi sostiene di non temere verifiche aveva il dovere politico e morale di aprire le porte dell’aula consiliare. Ha preferito invece la fuga burocratica, dimostrando che la trasparenza annunciata sui giornali è mera propaganda. Inoltre, sostenere che l’analisi dei rischi economici e temporali spetti unicamente agli uffici tecnici è una palese mistificazione: ai sensi dell’art. 42 del TUEL, il Consiglio Comunale è l’organo supremo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo. L’organo elettivo non può essere esautorato quando sono in gioco gli equilibri di bilancio presenti e futuri della comunità.

Il Sindaco afferma che l’argomento sia “già stato trattato” e privo di elementi di novità. La documentazione ufficiale dice l’esatto contrario e sintetizza quattro macigni amministrativi mai chiariti: tabella Abriola

Respingiamo con fermezza l’accusa strumentale secondo cui esigere legalità, trasparenza e tutela del territorio equivalga a ostacolare la crescita. Il vero pericolo per la nostra comunità è il default finanziario dell’Ente e il degrado irreversibile del patrimonio naturale del Monte Pierfaone per non parlare dell’ennesimo scempio ai danni del nostro patrimonio boschivo con la cosiddetta “gestione ecosostenibile del bosco”, tema su cui torneremo nel dettaglio nelle prossime settimane.

La Sellata-Pierfaone e l’intero territorio di Abriola possono e devono diventare un modello di sviluppo sostenibile, non il simbolo dell’opacità amministrativa. Poiché il Sindaco ha scelto di chiudere le porte del Palazzo Comunale, saremo noi consiglieri di minoranza a portare i fatti direttamente tra i cittadini. Indiciamo fin d’ora un’Assemblea Pubblica, invitando la cittadinanza, le associazioni ambientaliste e le forze sociali a un confronto aperto e trasparente. Documenti alla mano, faremo la chiarezza che l’Amministrazione continua ostinatamente a negare.