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Appalto ristorazione San Carlo, sindacati: subito un tavolo istituzionale

“Nuovo assetto organizzativo potrebbe produrre conseguenze rilevanti sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs

Si è svolto l’incontro richiesto unitariamente da Filcams Cgil Potenza, Fisascat Cisl Basilicata e UilTucs Basilicata con la società Ladisa S.r.l., aggiudicataria del nuovo appalto per il servizio di ristorazione dell’azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza. Nel corso del confronto l’azienda ha confermato l’impegno all’assorbimento delle 106 lavoratrici e dei lavoratori attualmente impiegati nell’appalto, nel rispetto della clausola sociale prevista dalla normativa e dal Contratto collettivo nazionale di lavoro di settore, nonché il mantenimento dell’anzianità maturata.

Le organizzazioni dindacali prendono atto delle dichiarazioni rese dall’azienda e della volontà manifestata di garantire la continuità occupazionale e l’applicazione del Ccnl della ristorazione collettiva. Tuttavia restano forti e fondate le preoccupazioni già espresse sin dalla pubblicazione del bando di gara rispetto agli effetti che deriveranno dalla nuova organizzazione del servizio basata sul sistema del legame refrigerato “cook and chill”. L’assetto organizzativo previsto dal nuovo appalto comporta infatti un profondo cambiamento rispetto all’attuale modello gestionale. La produzione dei pasti verrà concentrata in diversi centri di cottura aziendali distribuiti sul territorio regionale e ciò determinerà la necessità di riallocare una parte significativa del personale addetto alla produzione e al trasporto dei pasti presso sedi diverse da quelle attualmente di assegnazione.

Purtroppo la scelta organizzativa prevista dalla stazione appaltante e recepita nell’offerta della società aggiudicataria potrebbe, secondo le organizzazioni sindacali, produrre conseguenze rilevanti sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. In particolare, destano forte preoccupazione l’aumento delle distanze tra luogo di residenza e sede di lavoro; l’incremento dei tempi di percorrenza giornalieri; il conseguente aggravio dei costi di trasporto a carico dei lavoratori; le difficoltà di conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro; le possibili ricadute indirette sul reddito reale delle famiglie, determinate dall’aumento delle spese necessarie per raggiungere i nuovi luoghi di lavoro.

Per le organizzazioni sindacali non è sufficiente limitarsi alla tutela formale dei livelli occupazionali. È necessario verificare concretamente che il nuovo modello organizzativo non determini un peggioramento delle condizioni economiche e sociali delle persone interessate, vanificando nei fatti le garanzie previste dalla clausola sociale.

Per questa ragione Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs hanno richiesto l’apertura immediata di un tavolo istituzionale che coinvolga tutte le parti interessate, compresa l’azienda ospedaliera regionale San Carlo in qualità di stazione appaltante, al fine di approfondire le ricadute del nuovo assetto organizzativo e individuare ogni possibile soluzione utile a salvaguardare pienamente diritti, occupazione, condizioni salariali e qualità della vita delle lavoratrici e dei lavoratori.