Dalla cultura delle istituzioni alla scultura del potere
In Basilicata siamo in una fase in cui le idee condivise, le leggi e l’etica civica stanno lasciando il posto a forme sempre più visibili di imposizione e dominio. Le mafie sgomitano
Il passaggio dalla cultura delle istituzioni alla scultura del potere riguarda la trasformazione delle regole condivise in un dominio visibile e rigido. Le istituzioni nate per tutelare la collettività perdono la loro anima civile e diventano monumenti autoreferenziali. Il potere si modella imponendo gerarchie estranee a un sistema democratico. Questo passaggio è contestuale e funzionale alla trasformazione già descritta in un altro articolo.
Siamo al degrado politico e sociale in cui le regole comuni perdono il loro valore originario di servizio. Le istituzioni smettono di proteggere i cittadini e diventano bunker inaccessibili. Il potere si irrigidisce e usa le forme dell’apparenza e della demagogia per imporsi. I vertici politici si chiudono in un egoismo dorato e non ascoltano il popolo. Popolo che a sua volta perde la capacità di fare domande e di esprimere un pensiero critico, affidandosi alla delega senza regole.
E siamo alla crisi delle regole. Le istituzioni smettono di essere spazi di dialogo e di servizio pubblico e la cultura civica non garantisce più il rispetto dei diritti e dei doveri. Guardiamoci intorno. Il potere politico e burocratico sta soffocando la partecipazione. L’ultimo episodio visibile: la Consulta statutaria blocca il referendum sui mini vitalizi. Le leggi perdono il senso di bene comune e diventano privilegi.
E mentre il potere scolpisce la statua di se stesso, la democrazia si indebolisce e diventa una scatola vuota. E quando i valori civili e democratici si dilatano oltre i limiti, diventa d’uso amministrare con patti di comodo. E allora i poco di buono, i furfanti e i mafiosetti si insinuano nella politica e nell’amministrazione, patteggiando reciproche convenienze. Dietro l’angolo e dietro le apparenze ‘ndrangheta e camorra tramano e agiscono, provano ad accomodarsi dentro la gerarchia sgomitando con la ‘mafia’ delle istituzioni.
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