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Morto a 86 anni monsignor Agostino Superbo
Agostino Superbo

Arcivescovo di Potenza dal 2001 al 2015

E’ norto questa mattina nell’ospedale di Andria dove era ricoverato dal 28 luglio, l’arcivescovo emerito di Potenza, Agostino Superbo.

Il 9 gennaio 2001 viene nominato arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo ed il 25 marzo 2001 è entrato in Potenza sua sede arcivescovile. Il 29 giugno 2001 ha ricevuto il pallio da papa Giovanni Paolo II come metropolita di Basilicata.

Nello stesso anno assume la presidenza della Conferenza Episcopale della Basilicata che detiene per tutti gli anni della sua permanenza a Potenza. Nel maggio 2007, durante l’Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana, viene eletto vicepresidente per l’Italia meridionale della CEI, carica che ricopre fino al maggio 2012.

Il 5 ottobre 2015 papa Francesco accetta la sua rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi per raggiunti limiti d’età; gli succede l’arcivescovo Salvatore Ligorio, trasferito dalla sede di Matera-Irsina. Conserva così il titolo di “arcivescovo emerito” di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo.

L’arcivescovo e il caso Elisa Claps

Il coinvolgimento di Monsignor Agostino Superbo — all’epoca arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo — nel caso di Elisa Claps riguarda principalmente il periodo immediatamente successivo al ritrovamento del corpo della giovane, avvenuto il 17 marzo 2010 nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità a Potenza.

La figura di Superbo e la gestione della vicenda da parte della gerarchia ecclesiastica locale sono state al centro di polemiche e dibattiti pubblici per diversi aspetti:

Il ritrovamento del corpo e il ruolo del clero

Nel marzo del 2010, il corpo di Elisa Claps fu scoperto nel sottotetto della chiesa potentina dove la ragazza era svanita il 12 settembre 1993. Monsignor Superbo dichiarò pubblicamente che la Chiesa aveva offerto massima collaborazione agli inquirenti fin dal primo momento e che la scoperta del cadavere non era legata a segreti confessionali. Nelle indagini e nei mesi successivi emersero interrogativi e ombre sulle tempistiche con cui alcuni esponenti del clero locale (in particolare don Mimì Sabia, parroco della Trinità all’epoca della scomparsa, e don Wagno, sacerdote che avrebbe avuto informazioni sul ritrovamento prima del 17 marzo) avrebbero gestito le informazioni in loro possesso prima che il corpo venisse ufficialmente rinvenuto.

Nel periodo successivo al ritrovamento, in occasione delle celebrazioni pasquali del 2010, monsignor Superbo espresse pubblicamente cordoglio e vicinanza alla famiglia Claps, chiedendo al contempo scusa a nome della comunità ecclesiale per eventuali omissioni o mancanze: “Ci presentiamo come Chiesa peccatrice e chiediamo perdono dei peccati personali, ma portiamo anche i peccati di tutta la comunità.”

Nonostante queste dichiarazioni, i familiari di Elisa — in particolare il fratello Gildo Claps — hanno più volte criticato apertamente il silenzio e la gestione della vicenda da parte della diocesi nel corso dei decenni, sottolineando come la verità sui depistaggi e sulle coperture all’interno dell’ambiente ecclesiastico e cittadino di Potenza abbia faticato a emergere completamente.